Trapani, lavori in corso per 18 posti di terapia subintensiva al Sant’Antonio Abate
Procedono all’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani i lavori per la realizzazione di 18 posti di terapia subintensiva, che saranno ricavati all’ottavo piano del presidio ospedaliero. L’intervento è stato avviato mentre resta ancora in ritardo la gara per la nuova palazzina destinata a ospitare il servizio di Radioterapia.
Nel progetto originario, infatti, la terapia subintensiva avrebbe dovuto trovare posto proprio nel nuovo edificio da costruire alle spalle dell’ospedale. I ritardi accumulati nell’iter della palazzina hanno però spinto l’Asp di Trapani a cambiare programma e a individuare una soluzione interna alla struttura esistente.
La scelta sarebbe maturata già a metà dello scorso anno, quando era diventata evidente l’impossibilità di rispettare i tempi previsti per il nuovo corpo di fabbrica.
Un intervento da oltre 2,8 milioni di euro
Il progetto esecutivo, per un valore superiore a 2,8 milioni di euro, è stato approvato il primo settembre dal commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale, Sabrina Pulvirenti.
Successivamente è stata avviata la procedura di gara per l’affidamento dei lavori, aggiudicati alla Urania Costruzioni di Messina.
L’impresa è stata adesso autorizzata a subappaltare una parte degli interventi, per un importo presunto complessivo di circa 520 mila euro, alla ditta G.M. Elettra di Calatafimi Segesta, società specializzata negli impianti elettrici industriali e civili.
Il subappalto riguarda sia l’installazione degli impianti sia alcune lavorazioni di carattere esecutivo. La determina è stata adottata dal responsabile della Gestione tecnica dell’Asp, Francesco Costa.
Che cos’è la terapia subintensiva
La terapia subintensiva, chiamata anche semintensiva, è un reparto intermedio tra i normali reparti di degenza e la terapia intensiva.
È destinata ai pazienti gravi ma in condizioni relativamente stabili, che non hanno bisogno della ventilazione artificiale invasiva, ma necessitano comunque di un monitoraggio continuo dei parametri vitali e di cure infermieristiche specialistiche.
I nuovi 18 posti dovrebbero quindi rafforzare la capacità dell’ospedale di assistere pazienti che richiedono un livello di controllo superiore rispetto alla degenza ordinaria, senza dover essere ricoverati in rianimazione.
La palazzina della Radioterapia resta in ritardo
Diversa, invece, la situazione della nuova palazzina prevista alle spalle del Sant’Antonio Abate, che dovrà ospitare il servizio di Radioterapia.
La gara d’appalto ha subito un ulteriore rinvio e il cronoprogramma iniziale non è stato rispettato. Proprio questi ritardi hanno reso necessario separare i due interventi, anticipando la realizzazione della terapia subintensiva all’interno dell’edificio ospedaliero.
Una soluzione che permette di non tenere fermi anche i 18 posti, ma che conferma le difficoltà incontrate nel percorso per la costruzione del nuovo padiglione.
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