Mazara, acqua contaminata a Tonnarella. "Il sindaco non ha detto nulla. Deve dimettersi"
Nuove polemiche sulla qualità dell'acqua a Mazara del Vallo, in particolare nella zona di Tonnarella. Il movimento Futuristi chiede le dimissioni del sindaco Quinci. Il movimento ha diffuso un comunicato nel quale richiama una relazione del Dipartimento di Prevenzione dell'Asp di Trapani, datata 2 luglio, relativa ai controlli effettuati sulla rete idrica cittadina.
Secondo quanto riferito nel documento, i campionamenti eseguiti dall'Azienda sanitaria il 29 giugno avrebbero evidenziato la presenza di Coliformi ed Escherichia coli in due punti di erogazione pubblica, Piazza G.B. Quinci e Lungomare Fata Morgana, oltre al superamento dei limiti di legge per i nitrati nella fontanella di via Ugo La Malfa.
Sempre secondo il comunicato, l'Asp avrebbe inoltre rilevato che analoghe criticità microbiologiche erano già emerse lo scorso 9 aprile, con una successiva comunicazione al Comune il 13 aprile. Il movimento sostiene che, nonostante le rassicurazioni fornite dall'amministrazione circa il ripristino dei parametri di legge, le non conformità sarebbero state riscontrate nuovamente a distanza di circa tre mesi.
Nella nota vengono richiamate anche le prescrizioni impartite dall'Azienda sanitaria al Comune di Mazara del Vallo, gestore del servizio idrico: la sospensione dell'erogazione dalle fontanelle interessate fino alla risoluzione del problema, la verifica dell'impianto di clorazione, la ricerca di eventuali contaminazioni crociate, il controllo dell'impianto di abbattimento dei nitrati e lo stato delle condutture.
Durissimo l'intervento del segretario dei Futuristi, Vito Di Giovanni, che chiede un'immediata assunzione di responsabilità da parte dell'amministrazione comunale.
«Siamo di fronte a una condotta omissiva di inaudita gravità. Non si tratta di un evento fortuito, ma di una contaminazione strutturale di cui il Comune era perfettamente a conoscenza sin dalla scorsa primavera. Aver rassicurato le autorità sanitarie su interventi di bonifica evidentemente mai avvenuti — o eseguiti in modo del tutto parziale — mentre la popolazione continuava ad attingere acqua contaminata da batteri fecali in pieno luglio, configura profili di responsabilità che superano di gran lunga il mero piano amministrativo.
Proprio per questo, esigiamo che il Sindaco emani immediatamente un'ordinanza di non potabilità dell'acqua per le zone interessate, oppure dimostri urgentemente, dati e analisi ufficiali alla mano, che la situazione sia effettivamente tornata alla normalità. In caso di inibizione all'uso, l'Amministrazione ha l'obbligo di attivare seduta stante un piano straordinario di fornitura idrica sostitutiva tramite autobotti, da reperire se necessario in ogni angolo della provincia. Questo servizio deve essere garantito a titolo assolutamente gratuito per tutta la durata dell'emergenza: l'acqua è un bene comune e un diritto fondamentale, ed è un dovere imprescindibile di chi ci amministra fornirla ai cittadini, e fornirla buona.
Sia chiaro un punto: se anche nelle prossime ore, a seguito della nostra denuncia, dovessero essere diffuse analisi che attestano il ripristino della potabilità grazie a interventi dell'ultimo minuto, ciò non cancellerà minimamente quanto accaduto nei mesi precedenti.
Per queste ragioni, oltre a pretendere immediata trasparenza e azioni tempestive, chiediamo le dimissioni repentine del Sindaco di Mazara del Vallo, in qualità di massima autorità sanitaria locale, e dell'Ingegnere Capo del locale Ufficio Tecnico. La gravità dei fatti accertati dall'ASP delinea una responsabilità politica e tecnica non più sostenibile. Chi era preposto al controllo, alla manutenzione e alla trasparenza ha fallito, preferendo il silenzio e le lungaggini burocratiche alla tutela della popolazione. Non c'è più spazio per deroghe, rinvii o giustificazioni: la salute dei cittadini non è negoziabile.»
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