Una denuncia pubblica che in poche ore ha acceso il dibattito a Pantelleria. Al centro della vicenda c'è il racconto della psicologa Micol Allegra Terrasi, che sui social ha riferito di essere stata insultata all'interno di un panificio nella zona di Scauri, dopo aver fatto notare un ritardo nella consegna di una pizza e l'assenza di un ingrediente.
Secondo quanto scritto dalla professionista, dopo aver segnalato che la pizza era arrivata con oltre mezz'ora di ritardo e incompleta, sarebbe stata apostrofata con pesanti insulti sessisti.
«Dopo aver semplicemente fatto notare una pizza arrivata con oltre mezz'ora di ritardo e con un ingrediente mancante, il figlio del proprietario, ha reagito insultandomi davanti a tutti i clienti, dandomi della "puttana" e bestemmiandomi in faccia», scrive Terrasi nel post.
La psicologa aggiunge inoltre che, una volta arrivato il proprietario dell'attività, non avrebbe ricevuto alcuna parola di scuse. «Da oggi per me non esiste più. Non provo rabbia. Provo disgusto», conclude il lungo sfogo, parlando di «vergogna» per quanto accaduto.
Il post ha rapidamente raccolto numerose condivisioni e centinaia di commenti, dividendo l'opinione pubblica dell'isola.
Molti utenti hanno espresso solidarietà alla professionista, condannando senza esitazioni gli eventuali insulti rivolti a una cliente. Altri, invece, hanno invitato alla prudenza, sottolineando che la vicenda viene raccontata soltanto da una delle parti coinvolte.
Tra gli interventi più condivisi c'è quello della pantesca Elvira Culoma, che pur precisando di non giustificare eventuali parole offensive, critica la scelta della psicologa di raccontare l'episodio sui social.
«Nessuno giustifica l'utilizzo di parole offensive, che sono sempre da condannare, ma c'è da vedere realmente perché si è scatenata la polemica», scrive Culoma, osservando che un ritardo di circa mezz'ora, in piena stagione estiva, potrebbe essere legato al grande afflusso di clienti. Secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato preferibile tentare un chiarimento privato anziché esporre la vicenda al giudizio dei social.
Nel suo intervento, Culoma aggiunge anche che, trattandosi di una professionista della psicologia, da Terrasi si sarebbe aspettata una gestione diversa del conflitto, definendo «non professionale» la scelta di alimentare una polemica pubblica. Infine difende la reputazione del Panificio Marrone, che descrive come un'attività storica dell'isola.
Al momento non risultano repliche pubbliche da parte dei titolari del panificio sulla ricostruzione dei fatti fornita dalla psicologa.
La vicenda continua intanto ad alimentare il confronto online, tra chi ritiene giusto denunciare pubblicamente comportamenti ritenuti offensivi e chi, invece, invita a evitare processi mediatici sui social network in assenza di un contraddittorio.