C'è chi l'ha definita una provocazione. Chi un atto d'amore verso la propria città. E chi, invece, un danno enorme all'immagine di Mazara del Vallo, nel pieno della stagione turistica.
Bastano quattro parole – "Non venite a Mazara" – per accendere uno dei dibattiti più accesi degli ultimi mesi sui social. A scriverle è stato un cittadino mazarese in una lunga lettera aperta pubblicata nei giorni scorsi, nella quale denuncia degrado urbano, servizi carenti, scarsa manutenzione e un turismo che, a suo giudizio, fatica a decollare.
Parole dure, che hanno subito trovato eco tra centinaia di commenti e che hanno spinto anche l'assessore comunale al Turismo Germana Abbagnato a intervenire pubblicamente.
La lettera: "A malincuore non consiglio più Mazara"
Il cittadino racconta di conoscere molte realtà turistiche italiane e proprio per questo dice di soffrire nel vedere il potenziale di Mazara inespresso.
Pur riconoscendo il valore della città, della Casbah, del porto, del mare e della sua storia, sostiene che oggi l'immagine offerta ai visitatori sia ben diversa: sporcizia diffusa, verde poco curato, strade e marciapiedi degradati, servizi insufficienti e una percezione di sicurezza in calo.
Da qui la frase destinata a fare discutere.
«Con grande dispiacere non mi sento più di consigliare Mazara del Vallo ad amici e colleghi che mi chiedono dove trascorrere le loro vacanze.»
La lettera, però, non si limita alle critiche. L'autore propone anche alcune idee, dal rilancio del mercato del pesce alla valorizzazione delle tradizioni marinare, invitando cittadini e amministrazione ad assumersi ciascuno le proprie responsabilità.
La replica dell'assessore: "Ma come si può scrivere 'Non venite a Mazara'?"
La risposta dell'assessore al Turismo Germana Abbagnato non si è fatta attendere.
In un lungo post pubblicato sui social, l'assessore dice di essere rimasta colpita soprattutto dall'invito a non visitare la città.
«È un po' come amare così tanto casa propria da mettere un cartello sulla porta con scritto: lasciate perdere, andate dal vicino», scrive.
Abbagnato ricorda il lavoro svolto negli ultimi mesi per promuovere Mazara, coinvolgendo produzioni televisive, tour operator e investitori privati.
Cita, tra gli altri, il tour operator francese Fram, che ha investito in città, la catena alberghiera Almar, le nuove aperture commerciali e persino la presenza in questi giorni di Aldo, Giovanni e Giacomo, impegnati nelle riprese di un film.
L'assessore non nega l'esistenza dei problemi, ma contesta il messaggio lanciato dalla lettera.
«Criticare è legittimo. Invitare le persone a non venire a Mazara significa colpire commercianti, operatori turistici e tutte le famiglie che vivono di accoglienza.»
Poi conclude con un invito al confronto.
«Se questo cittadino esiste davvero, io sono pronta a incontrarlo. Io a Mazara resto, la difendo, la proteggo e la amo.»
I social si dividono
Sotto il post dell'assessore il dibattito si è acceso rapidamente. E, come spesso accade, le posizioni sono molto diverse.
Tra i commenti più apprezzati c'è quello di Luca Rinaldo, imprenditore veneto proprietario di una seconda casa a Mazara da oltre vent'anni.
«Porto ogni anno amici a Mazara. Tutti restano colpiti dalla sua bellezza. Ma quasi tutti mi dicono: "È bellissima, ma non credo che tornerò".»
Secondo lui il problema non è la lettera, ma la difficoltà della città nel trasformare una visita in un ritorno.
«Il turismo si costruisce facendo venire voglia alle persone di tornare. Mazara ha un potenziale enorme, ma resta frenata da degrado, rifiuti abbandonati e scarso senso civico.»
Anche Angela Anselmo invita a non nascondere i problemi.
«Non dirò mai "non venite a Mazara", perché la città non lo merita. Ma amministratori e cittadini devono fare un esame di coscienza. La città negli ultimi decenni si è spenta.»
Altri cittadini, invece, difendono apertamente Mazara.
C'è chi definisce la lettera "un danno per tutta la collettività", chi parla di una polemica costruita ad arte contro l'amministrazione e chi ricorda come molti turisti continuino a scegliere la città e a tornarci ogni estate.
Più che una polemica, uno specchio della città
Al di là delle posizioni, una cosa appare evidente.
La lettera ha toccato un nervo scoperto. Perché mette insieme due sentimenti che convivono da tempo tra molti mazaresi: l'orgoglio per una città ricca di storia e bellezza e la frustrazione per problemi che sembrano ripresentarsi puntualmente.
È difficile trovare qualcuno che sostenga che Mazara non abbia enormi potenzialità. È altrettanto difficile trovare chi ritenga che tutto funzioni alla perfezione.
Forse è proprio qui il punto della discussione. Non tanto decidere se Mazara sia una città da visitare o meno, quanto chiedersi cosa serva perché chi arriva abbia davvero voglia di tornare.