Dai maxi parcheggi e dal “teatro effimero” a un parcheggio, un trenino, i servizi igienici e poco altro. Il progetto per la Baia Santa Margherita e il litorale di Macari torna oggi davanti alla Regione Siciliana, ma dopo una cura dimagrante piuttosto drastica.
La Commissione tecnica specialistica ascolterà il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, che illustrerà la nuova proposta elaborata dall’Amministrazione comunale dopo le polemiche, le contestazioni degli ambientalisti e lo stop imposto al precedente progetto.
L’obiettivo del Comune è ottenere in tempo utile, possibilmente già nel mese di agosto, il via libera almeno ai servizi ritenuti indispensabili per la fruizione della baia. Ma l’audizione di oggi non equivale ancora a un’autorizzazione: la partita ambientale e amministrativa resta aperta.
Cosa prevede il nuovo piano
La nuova versione è stata ridotta all’essenziale. Il Comune punta a ripristinare lo stabilimento balneare già oggetto di una concessione pluriennale, un’area di parcheggio, il trenino per il collegamento con le calette, i servizi igienici e un punto di ristoro.
Scompare, almeno dal piano immediato, l’impostazione molto più ampia che aveva provocato la reazione di associazioni, comitati e Movimento 5 Stelle. Il progetto originario prevedeva due aree di parcheggio da circa 20 mila e 25 mila metri quadrati, la gestione di duemila metri quadrati di spiaggia, servizi di noleggio di lettini e ombrelloni e un’area destinata a manifestazioni estive con palchi, stand e tralicci in acciaio.
C’era poi il famoso “teatro effimero”, un piccolo anfiteatro all’aperto che, nonostante il nome leggero, era diventato il simbolo più pesante dell’intera vicenda.
Per il futuro, l’Amministrazione non sembra avere abbandonato del tutto l’ipotesi di uno spazio culturale di dimensioni minime. Ma non sarebbe più il fulcro del progetto e, soprattutto, dovrebbe essere sottoposto a nuove e più approfondite valutazioni.
Il vecchio progetto e le polemiche
La vicenda comincia con il progetto comunale per la gestione stagionale, dal 15 aprile al 15 ottobre, dei servizi turistici nelle località di Macari e Castelluzzo.
Secondo il Comune, gli interventi avrebbero dovuto regolare il traffico, evitare la sosta selvaggia, garantire la pulizia delle spiagge, assicurare il salvamento e offrire alcuni servizi ai bagnanti.
La lettura degli ambientalisti era molto diversa. Legambiente, il comitato Salviamo Macari, il Cai, la Lipu e altri gruppi avevano denunciato il rischio di portare nella Baia Santa Margherita lo stesso modello di sfruttamento turistico che ha ormai quasi completamente occupato la spiaggia di San Vito Lo Capo.
Le preoccupazioni riguardavano il consumo del suolo, l’aumento del traffico e delle presenze, l’inquinamento luminoso, acustico e chimico, la pressione sugli habitat e l’interruzione della continuità ecologica tra la Riserva dello Zingaro e quella di Monte Cofano.
Non un dettaglio, considerando che gran parte dell’area ricade nella zona di protezione speciale “Monte Cofano, Capo San Vito e Monte Sparacio” ed è inserita in un sistema ambientale particolarmente delicato.
Dall’autorizzazione allo stop
Il progetto aveva inizialmente ottenuto il parere favorevole nell’ambito dello screening di primo livello della Valutazione di incidenza ambientale.
Dopo le proteste e le richieste di approfondimento, però, l’assessora regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, aveva disposto la sospensione dell’efficacia del provvedimento. La sospensione, avviata nel dicembre del 2025, è stata successivamente prorogata nel marzo del 2026.
Ad aprile la Regione aveva poi avviato il procedimento di annullamento d’ufficio in autotutela del precedente via libera. Il Comune aveva annunciato la propria disponibilità a rivedere radicalmente il progetto, limitandolo alla sicurezza, all’accessibilità e al presidio ambientale.
Ed è proprio questa nuova versione che arriva oggi davanti alla CTS.
La corsa contro il tempo per agosto
La Sala ha anticipato il nuovo passaggio regionale durante l’incontro del Circolo della stampa organizzato al Pocho di Macari.
Il sindaco ha spiegato che la speranza dell’Amministrazione è quella di rendere nuovamente disponibili già ad agosto alcuni servizi fondamentali: lo stabilimento balneare esistente, il parcheggio, il trenino, i bagni e il ristoro. Ha inoltre assicurato che non saranno riproposti i vecchi interventi “maxi”.
Il problema è il tempo. La stagione estiva è già entrata nel vivo e, anche in caso di parere favorevole, bisognerà completare gli ulteriori passaggi amministrativi e organizzativi.
La questione resta sempre la stessa
Il punto, al di là delle singole strutture, resta quello che accompagna da anni il turismo nella Sicilia occidentale: come rendere accessibile un luogo senza trasformarlo nel luogo dal quale i visitatori cercavano di fuggire.
Baia Santa Margherita e Macari sono diventate famose proprio perché rappresentano un’alternativa alla spiaggia completamente attrezzata, affollata e commercializzata di San Vito Lo Capo. Chi arriva fin qui cerca il mare, il silenzio, Monte Cofano e un paesaggio ancora leggibile.
Servono ordine, sicurezza, bagni e trasporti. Ma ogni servizio aggiunto deve essere valutato insieme al peso che porta con sé.