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31/07/2026 06:00:00

Tangentopoli del mare: depositate le motivazioni del caso Vicari-Severino

L'inchiesta "Mare Monstrum", la cosiddetta "Tangentopoli del mare", continua a produrre sviluppi giudiziari. A pochi giorni dalla sentenza con cui la Corte d'Appello di Palermo ha confermato le assoluzioni di Rosario Crocetta, Ettore Morace, Massimo Finocchiaro e Liberty Lines, sono state depositate le motivazioni della decisione con cui il Tribunale di Trapani ha condannato l'ex dirigente regionale Salvatrice Severino e assolto l'ex senatrice Simona Vicari.

Due pronunce che riguardano filoni diversi della stessa inchiesta e che aiutano a comprendere come i giudici abbiano valutato in maniera differente le singole posizioni.

 

L'Appello conferma le assoluzioni di Crocetta e Liberty Lines

 

La prima sezione penale della Corte d'Appello di Palermo, presieduta da Piras, con a latere Caruso e Agate, ha rigettato l'impugnazione della Procura, confermando integralmente la sentenza di primo grado.

Restano così assolti, con la formula "il fatto non sussiste", l'ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, il suo collaboratore Massimo Finocchiaro, l'armatore Ettore Morace e la società Liberty Lines.

L'accusa sosteneva che la compagnia di navigazione avesse ottenuto favori dalla Regione Siciliana per mantenere una posizione privilegiata nei collegamenti marittimi con le isole minori. A Crocetta veniva contestata la proroga del servizio nel 2017, che secondo l'ipotesi accusatoria sarebbe stata concessa in cambio di un contributo elettorale di 5 mila euro destinato al movimento "Riparte Sicilia". Una ricostruzione che sia il Tribunale sia la Corte d'Appello hanno escluso.

 

Le motivazioni della sentenza di Trapani

 

Nel frattempo il Tribunale di Trapani ha depositato le 48 pagine di motivazioni della sentenza relativa all'altro procedimento nato dall'inchiesta "Mare Monstrum", quello che vedeva imputate Salvatrice Severino e Simona Vicari.

Il collegio, presieduto dal giudice Carrara con a latere Passalacqua e Migliorino, spiega le ragioni che hanno portato alla condanna a otto anni dell'ex dirigente regionale e all'assoluzione piena dell'ex sottosegretaria alle Infrastrutture.

 

Come è stata "incastrata" Salvatrice Severino

 

Secondo il Tribunale, il sistema di controllo regionale sui collegamenti marittimi con le isole minori, finanziati con fondi pubblici, era finito per lungo tempo sotto l'influenza degli armatori Vittorio ed Ettore Morace, allora alla guida della Ustica Lines, poi divenuta Liberty Lines.

A sostenere questa ricostruzione non sono state soltanto le indagini dei carabinieri, avviate nel 2014 dopo le segnalazioni della dirigente Dorotea Piazza sulle presunte irregolarità nella gestione del servizio.

Determinanti, secondo i giudici, sono stati anche alcuni diari sequestrati durante la perquisizione dell'abitazione della famiglia Severino. Erano stati scritti dal marito dell'ex dirigente, ex carabiniere, e ricostruivano nel dettaglio i rapporti tra la moglie e gli armatori.

Nelle motivazioni si legge che "la sistematicità dei regali esclude il fatto di poterli annoverare a un semplice rapporto di amicizia tra la dirigente regionale e gli armatori Morace".

Per questo il Tribunale ha ritenuto provata l'esistenza di un rapporto corruttivo, condannando Salvatrice Severino a otto anni di reclusione. Il reato di turbativa d'asta è stato invece dichiarato prescritto.

 

Perché Simona Vicari è stata assolta

 

Di segno opposto la valutazione sulla posizione dell'ex senatrice Simona Vicari.

Vicari era accusata di avere favorito gli interessi della compagnia di navigazione intervenendo sulla riduzione dell'IVA applicata al trasporto marittimo veloce. Tra gli elementi richiamati dall'accusa vi era anche un Rolex acquistato da Ettore Morace.

Ma, secondo il Tribunale, non è stata raggiunta la prova dell'esistenza di un accordo corruttivo.

Nel corso del processo Vicari aveva sostenuto che quell'orologio fosse semplicemente un regalo natalizio, definendo la vicenda "una corruzione a mia insaputa". Una versione che, secondo i giudici, non è stata smentita dagli elementi emersi nel dibattimento.

Il Rolex, dunque, non è stato ritenuto la prova di uno scambio illecito tra un favore istituzionale e un'utilità personale, motivo per cui l'ex sottosegretaria è stata assolta con la formula "perché il fatto non sussiste".

 

Due processi, due valutazioni diverse

 

Le due decisioni non sono in contraddizione, ma riguardano contestazioni differenti all'interno della stessa grande inchiesta.

Nel procedimento celebrato a Palermo, i giudici hanno escluso che vi fossero prove di un patto corruttivo tra Crocetta, Morace e gli altri imputati, confermando in Appello le assoluzioni.

Nel procedimento celebrato a Trapani, invece, il Tribunale ha ritenuto che nei confronti di Salvatrice Severino il quadro probatorio fosse sufficiente a dimostrare un rapporto corruttivo stabile con gli armatori, valorizzando in particolare la documentazione sequestrata e la continuità dei benefici ricevuti. Diversa la posizione di Simona Vicari, per la quale non è stata invece raggiunta la prova di uno scambio illecito, nonostante l'esistenza del regalo rappresentato dal Rolex.