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02/08/2026 10:40:00

Carburanti ancora in aumento: in Sicilia diesel a 2,124 euro. A Trapani si sale a 2,14

Agosto comincia con la solita cartolina italiana: partenze, code e il contatore del distributore che corre più dell’automobile. Benzina e gasolio continuano a rincarare, proprio nei giorni del grande esodo estivo.

Il piccolo taglio delle accise deciso dal Governo ha frenato temporaneamente il diesel, ma non è riuscito a spegnere gli aumenti. E in Sicilia, come spesso accade quando si parla di trasporti ed energia, i prezzi sono superiori alla media nazionale. In provincia di Trapani, poi, fare un pieno costa ancora qualcosa in più.

 

Benzina a un passo dai due euro, diesel a 2,096

Secondo i dati aggiornati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy alla mattina di domenica 2 agosto, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self service è di:

1,998 euro al litro per la benzina, invariato rispetto al giorno precedente;

2,096 euro al litro per il gasolio, quattro millesimi in più in ventiquattr’ore.

In autostrada va, naturalmente, peggio: la benzina self arriva a 2,084 euro, mentre il diesel raggiunge 2,174 euro al litro. Per un pieno teorico da 50 litri servono dunque quasi 100 euro per la verde e circa 105 euro per il gasolio. In autostrada il conto sale rispettivamente a 104 e quasi 109 euro. (Ministero Innovazione Digitale)

 

La Sicilia è tra le regioni più care

 

Il confronto regionale conferma la posizione poco invidiabile dell’Isola. Al 2 agosto, il prezzo medio siciliano è di:

2,008 euro al litro per la benzina self;

2,124 euro per il gasolio self;

0,799 euro per il Gpl servito;

1,867 euro al chilo per il metano.

Per il diesel, la Sicilia è la regione più cara d’Italia: soltanto la Provincia autonoma di Bolzano, con 2,138 euro, presenta un valore superiore. La benzina siciliana costa invece un centesimo al litro in più rispetto alla media nazionale. (Ministero Innovazione Digitale)

Tradotto in un pieno da 50 litri, in Sicilia si spendono 100,40 euro per la benzina e 106,20 euro per il gasolio. Il sovrapprezzo rispetto alla media italiana è di circa 50 centesimi per la verde e di 1,40 euro per il diesel.

Le medie regionali del Ministero riguardano i prezzi comunicati dai gestori e in vigore alle 8 del mattino, con riferimento al self service per benzina e gasolio. Sono esclusi gli impianti autostradali e i carburanti speciali. (Ministero Innovazione Digitale)

 

 

Provincia di Trapani: diesel a 2,14 euro

 

In provincia di Trapani la situazione è ancora più pesante. L’aggregazione giornaliera dei listini comunicati dai distributori indica una media di circa 2,026 euro al litro per la benzina e 2,140 euro per il gasolio. Si tratta di una media provinciale indicativa, non del prezzo applicato indistintamente da tutti gli impianti: tra un distributore e l’altro le differenze possono essere considerevoli. (AlVolante)

Un pieno da 50 litri costa quindi mediamente:

101,30 euro con un’auto a benzina;

107 euro con un’auto diesel.

Rispetto alla media nazionale, un automobilista della provincia di Trapani paga circa 1,40 euro in più per un pieno di benzina e 2,20 euro in più per il gasolio.

Non sono cifre che mandano in rovina con un singolo rifornimento. Il problema è la somma: chi usa ogni giorno l’automobile per lavorare, raggiungere Marsala, Trapani, Mazara o i comuni dell’entroterra può arrivare facilmente a diversi pieni al mese. E lì il “piccolo scarto” comincia a diventare una rata.

 

In un mese quasi venti centesimi in più

 

Il rincaro non nasce negli ultimi due giorni. Nel grafico pubblicato nella rassegna stampa del 2 agosto, il prezzo nazionale del diesel passa da 1,884 euro del primo luglio a 2,092 euro del primo agosto, con un incremento dell’11,04%.

Nello stesso periodo la benzina sale da 1,806 a 1,998 euro, cioè del 10,63%. In appena un mese si sono aggiunti quasi 20 centesimi al litro sulla verde e oltre 20 centesimi sul gasolio.

 

Il taglio delle accise si è già ristretto

 

Il Governo aveva approvato uno sconto di circa 17 centesimi al litro sul solo gasolio, comprensivo dell’effetto Iva, valido dal 28 luglio al 6 agosto. La benzina era rimasta fuori dal provvedimento. Il costo stimato dell’intervento è di 125 milioni di euro. (PMI.it)

Alla vigilia del taglio, il 27 luglio, il gasolio costava mediamente 2,185 euro al litro. Il 2 agosto è a 2,096: la riduzione effettivamente visibile è quindi di circa nove centesimi, poco più della metà dello sconto teorico.

Non significa necessariamente che qualcuno abbia nascosto gli altri centesimi sotto il bancone. Nello stesso periodo sono aumentate le quotazioni internazionali del prodotto e del petrolio, divorando una parte del beneficio fiscale. Il risultato, però, per chi inserisce la carta nel distributore è piuttosto semplice: il diesel resta abbondantemente sopra i due euro.

 

Il petrolio continua a correre

 

Dietro i nuovi rincari ci sono soprattutto le tensioni internazionali e le difficoltà nei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. A luglio il Brent ha guadagnato circa il 24%, 

chiudendo il mese sopra i 90 dollari al barile, mentre il Wti è cresciuto di oltre il 20%. L’incertezza sulle forniture viene rapidamente trasferita alle quotazioni dei prodotti raffinati e, dopo pochi giorni, ai prezzi alla pompa. (Reuters)

 

Il prossimo passaggio politico è atteso il 4 agosto, quando il Consiglio dei ministri dovrebbe valutare una proroga dello sconto oltre il 6 agosto e un eventuale intervento anche sulla benzina. Ma intanto l’esodo è già cominciato. E il pieno, quello, non aspetta le riunioni di Palazzo Chigi. (PMI.it)



Native | 31/07/2026
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