Il rincaro del 18% dei biglietti per le isole minori dovrebbe scattare proprio oggi, lunedì 10 agosto. Ma adesso la Regione Siciliana prova a fermarlo in extremis. Il presidente Renato Schifani annuncia che seguirà personalmente la vicenda, mentre questa mattina è previsto un incontro tra il governo regionale e gli operatori del trasporto marittimo.
Dopo le polemiche dei giorni scorsi e l'annuncio dell'aumento delle tariffe sui collegamenti marittimi della convenzione statale, Palazzo d'Orléans tenta dunque la mediazione.
«Sto seguendo da vicino la questione dell’aumento dei biglietti per i collegamenti con le isole minori e farò di tutto per scongiurarlo», dice il presidente della Regione Renato Schifani.
Una presa di posizione che arriva proprio nel giorno indicato per l'entrata in vigore dei nuovi prezzi.
Schifani: «Non faremo ricadere l'aumento sui cittadini»
Il presidente della Regione mette però subito un punto fermo sulle competenze.
La commessa interessata dal rincaro, infatti, è statale e non regionale.
«Pur trattandosi di una commessa di competenza statale e non regionale – afferma Schifani – faremo tutto il possibile per evitare che questo aumento ricada sui cittadini e sulle comunità delle nostre isole».
E aggiunge: «Non ci siamo mai tirati indietro quando si è trattato di cercare una mediazione e continueremo a farlo, in piena sintonia con un Governo nazionale attento agli interessi della Sicilia e dei siciliani».
La dichiarazione arriva dopo giorni nei quali il tema del caro collegamenti è tornato prepotentemente al centro del dibattito siciliano.
Ed è una vicenda che Tp24 ha raccontato nei giorni scorsi: mentre la Regione mette in mare la nuova Costanza I di Sicilia, traghetto pubblico costato complessivamente quasi 143 milioni di euro, sugli stessi collegamenti con le isole torna puntualmente il problema del costo dei biglietti.
Questa mattina il vertice con gli operatori
A spiegare cosa accadrà nelle prossime ore è l'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò.
«Stiamo lavorando in questi giorni per trovare una soluzione che permetta di scongiurare l’aumento tariffario della commessa ministeriale relativa ai collegamenti statali con le isole minori della Sicilia», afferma.
Il dossier, conferma Aricò, è seguito direttamente anche dal presidente Schifani.
Questa mattina è previsto un incontro con gli operatori economici, con l'obiettivo di individuare una soluzione prima che il rincaro produca pienamente i suoi effetti.
«Lo scopo – dice l'assessore – è individuare assieme le possibili soluzioni per evitare i rincari e garantire la continuità dei collegamenti».
La Regione tenta quindi ancora una volta la strada della trattativa.
Resta da capire soprattutto come verrà coperto l'eventuale maggior costo del servizio.
Perché scongiurare l'aumento è certamente una buona notizia per chi prende una nave. Ma il tema, ancora una volta, sarà capire chi dovrà mettere i soldi necessari per mantenere in equilibrio i conti.
Chi ha comprato entro il 9 agosto non paga l'aumento
Aricò precisa intanto un aspetto importante per chi ha già programmato le vacanze o gli spostamenti di questi giorni.
Chi ha acquistato il biglietto entro domenica 9 agosto non subirà alcun aumento tariffario.
«Vogliamo ribadire con chiarezza – spiega l'assessore – che per chi ha acquistato il biglietto entro il 9 agosto non ci saranno aumenti tariffari e che la stagione non è compromessa».
L'obiettivo dichiarato è evitare conseguenze non soltanto sul turismo nel pieno della stagione estiva, ma soprattutto sui residenti e sul tessuto economico delle isole.
«Auspichiamo, con l'impegno di tutti, di riuscire a scongiurare l’aumento tariffario e tutelare così non solo i turisti e i viaggiatori, ma anche le comunità e le imprese delle isole».
La questione riguarda infatti molto più delle vacanze.
Per chi vive a Favignana, Marettimo, Levanzo, Pantelleria, Lampedusa, Linosa, Ustica o nelle Eolie, la nave non è un servizio turistico. È parte della normale mobilità quotidiana. E ogni rincaro finisce per avere conseguenze anche sul trasporto delle merci e quindi sul costo della vita.
Una soluzione anche per il 118
Nel pacchetto di interventi annunciati dalla Regione c'è inoltre una questione specifica che riguarda il personale dell'emergenza sanitaria.
Aricò annuncia di avere trovato una soluzione per gli operatori del 118 che devono spostarsi da e verso le isole minori.
«Abbiamo trovato una soluzione e già domani pensiamo di essere nelle condizioni di presentare il provvedimento che la Regione intende adottare», dice l'assessore.
Un problema particolarmente delicato, perché i costi dei collegamenti incidono anche sulla possibilità di garantire i turni e la presenza del personale dei servizi essenziali nelle isole.
Adesso bisogna vedere chi mette i soldi
La partita, dunque, si gioca oggi.
La Regione dice di voler impedire l'aumento. La competenza della convenzione è dello Stato. Gli operatori hanno motivato il rincaro con l'aumento dei costi del carburante.
A questo punto manca solo un dettaglio, che però è quello decisivo: chi pagherà la differenza?
Perché un aumento può essere cancellato dal listino, ma il costo che lo ha determinato non scompare per decreto.
E dopo le polemiche sulla quantità di denaro pubblico già destinato al sistema dei trasporti marittimi e sull'investimento da quasi 143 milioni di euro per la Costanza I di Sicilia, sarà importante capire se l'accordo che si cerca oggi servirà a modificare realmente il meccanismo o soltanto a spostare il conto.
Dal biglietto del passeggero al bilancio pubblico.
In attesa del prossimo rincaro.