Il caro carburante mette in ginocchio il settore dell’autotrasporto siciliano. È l’allarme lanciato da CNA FITA Sicilia, secondo cui molte imprese, soprattutto le più piccole, rischiano di non riuscire a superare la fine dell’anno.
A pesare maggiormente è l’aumento dei prodotti petroliferi, che sta aggravando una situazione finanziaria già difficile. Le microimprese rappresentano oltre il 70% del settore e sono quelle maggiormente esposte alla crisi di liquidità.
Secondo i dati forniti dall’associazione, il prezzo del carburante è passato da 1,78 euro al litro a marzo a 2,39 euro al litro a settembre, con un incremento che incide direttamente sui costi di ogni viaggio.
«Il blocco è già iniziato»
«C’è chi annuncia blocchi, ma il blocco è già in atto», afferma Salvatore Ranno, presidente di CNA FITA Sicilia. «Molti piccoli padroncini, non riuscendo a sostenere i costi, hanno già spento il motore e lasciato il proprio mezzo nel piazzale».
Per le imprese più piccole, sottolinea Ranno, affrontare un viaggio può ormai significare lavorare in perdita. Una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente se non verranno adottati interventi immediati.
Aiuti attesi, ma il carburante va pagato subito
A complicare il quadro ci sono anche i tempi di erogazione delle misure di sostegno previste a livello nazionale e regionale. Rimborso delle accise, credito d’imposta e decreto contro il caro carburante, secondo CNA FITA Sicilia, potrebbero essere disponibili, nella migliore delle ipotesi, entro la fine dell’anno.
Il problema, però, è che le imprese devono sostenere oggi i costi per acquistare il carburante.
A livello regionale, inoltre, l’associazione denuncia ritardi nell’attuazione del provvedimento contro il caro carburante annunciato alla fine di maggio. Il decreto, sostengono i rappresentanti di CNA FITA Sicilia, non sarebbe ancora stato pubblicato e resterebbe quindi da definire anche il percorso per la liquidazione delle risorse stanziate.
«Servono misure immediate e strutturali»
«Al settore servono misure immediate e strutturali che permettano alla maggioranza delle imprese che vi operano di poter esercitare il loro lavoro con dignità», affermano Giorgio Stracquadanio e Daniela Taranto, coordinatori regionali di CNA FITA Sicilia.
Tra le richieste avanzate dall’associazione c’è la riduzione temporanea dell’IVA al 4% per i prodotti petroliferi utilizzati dalle imprese di trasporto merci, compresi carburante, additivi e pneumatici, per tutta la durata della crisi geopolitica.
CNA FITA Sicilia chiede inoltre la sospensione temporanea delle accise per il comparto del trasporto merci.
«Un settore fondamentale per l’economia siciliana»
Per l’associazione, si tratta di interventi necessari per evitare che la crisi finisca per travolgere un comparto considerato strategico per l’economia dell’Isola.
«È l’unico modo vero per poter risarcire e sostenere un settore da sempre bistrattato», concludono da CNA FITA Sicilia, richiamando anche le condizioni della rete viaria e autostradale siciliana, indicate come uno degli ulteriori problemi che gravano quotidianamente sulle imprese di autotrasporto.