La Regione Siciliana deve assumersi la responsabilità della programmazione dei collegamenti con le isole minori, attraverso un nuovo bando e un modello di servizio costruito con il coinvolgimento delle comunità isolane e dei rappresentanti dei lavoratori.
È la richiesta avanzata dal segretario provinciale della Filt Cgil di Trapani, Vincenzo Campo, che interviene sulla riorganizzazione delle tratte marittime e sulle conseguenze che, secondo il sindacato, si stanno registrando sia sul fronte della continuità territoriale sia su quello occupazionale.
Collegamenti ridotti e disagi per gli isolani
«Quando si usano termini come ottimizzazione o razionalizzazione – afferma Campo – occorre guardare a cosa significano nella realtà di tutti i giorni».
Per la Filt Cgil, le modifiche al servizio hanno prodotto conseguenze concrete: la perdita di un’intera linea, quella dell’unità veloce, e la riduzione di diverse corse dei traghetti.
Una situazione che, secondo il sindacato, incide direttamente sulla vita quotidiana di chi risiede nelle isole minori, ma anche su pendolari e studenti e su quanti devono spostarsi per motivi di lavoro o per raggiungere servizi essenziali.
Le ricadute sul lavoro
La riorganizzazione delle tratte ha effetti anche sul personale. Liberty Lines e Caronte & Tourist Isole Minori, sottolinea la Filt Cgil, non hanno avviato procedure di licenziamento per i lavoratori a tempo indeterminato. Le ricollocazioni, tuttavia, su tratte lontane dalle sedi abituali stanno determinando difficoltà organizzative e personali.
A risentire maggiormente della riduzione del servizio sono però i lavoratori stagionali, per i quali le opportunità occupazionali risultano fortemente diminuite, fino in alcuni casi ad azzerarsi.
«Non si può continuare a gestire il trasporto marittimo unicamente come una voce di costo da tagliare – sostiene Campo – bisogna mettere al centro la qualità del servizio, la continuità territoriale, la sicurezza e la dignità del lavoro».
«Servono risorse per la sicurezza»
La Filt Cgil chiede inoltre alla Regione di accompagnare gli investimenti delle compagnie armatoriali con risorse pubbliche specificamente destinate alla sicurezza sul lavoro.
«Pretendere efficienza, puntualità e qualità senza valorizzare chi lavora ogni giorno a bordo e a terra è impossibile – aggiunge Campo – un servizio pubblico funziona solo se funziona il lavoro che lo sostiene».
Una programmazione integrata per la mobilità siciliana
Per il sindacato è necessario superare una gestione frammentaria dei collegamenti e avviare una programmazione strutturale e di lungo periodo della mobilità siciliana.
L'obiettivo indicato dalla Filt Cgil è mettere in rete aeroporti, porti, collegamenti marittimi con le isole minori, ferrovie e trasporto pubblico locale, creando un sistema integrato capace di garantire continuità e accessibilità.
«Occorre una programmazione strutturale e di lungo periodo – dice Campo – che metta finalmente in rete aeroporti, porti, traghetti per le isole minori, ferrovie e trasporto pubblico locale».
La richiesta di un tavolo regionale
Da qui la richiesta alla Regione Siciliana di aprire un tavolo di confronto con i sindacati, le comunità locali e le imprese, per definire un nuovo modello di trasporto marittimo.
«Le isole minori non sono una spesa superflua da ridimensionare, ma un patrimonio della Sicilia da collegare e valorizzare – conclude Campo – e i lavoratori marittimi non sono un numero, ma la colonna portante di questo diritto alla mobilità».
Per la Filt Cgil, il confronto dovrebbe portare alla costruzione di un sistema stabile, sicuro ed efficiente, in grado di garantire nel tempo sia il diritto alla mobilità delle comunità isolane sia la tutela dell’occupazione nel comparto marittimo.