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26/08/2026 08:41:00

Turista morta a San Giuliano, due operatori del 118 indagati. Disposta l’autopsia

Sono due gli operatori del 118 iscritti nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla morte della turista ucraina di 68 anni, deceduta il 20 agosto sulla spiaggia libera di San Giuliano, nel territorio di Erice. La Procura di Trapani ha disposto l’autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni, per accertare le cause del decesso e verificare il funzionamento della macchina dei soccorsi.

 

L’indagine, come abbiamo raccontato ieri,  è partita dopo la denuncia presentata dalla figlia della donna, che avrebbe segnalato un ritardo nell’arrivo dell’ambulanza. Gli accertamenti dovranno ricostruire minuto per minuto quanto accaduto tra la telefonata alla centrale operativa, l’arrivo del personale sanitario e i tentativi di rianimazione.

 

Il malore in acqua e i soccorsi

La tragedia si è consumata nel pomeriggio del 20 agosto, davanti a una spiaggia affollata. La turista era in acqua quando è stata colta improvvisamente da un malore. Avrebbe cercato disperatamente di attirare l’attenzione delle persone presenti.

Un bagnante si è accorto della donna in difficoltà, l’ha raggiunta e l’ha riportata a riva. Sull’arenile sono quindi cominciati i primi tentativi di soccorso, mentre la figlia contattava il 118.

Quando gli operatori sanitari sono arrivati, però, per la sessantottenne non c’era più nulla da fare. Il personale intervenuto avrebbe riferito di avere potuto soltanto constatarne il decesso. In un primo momento la morte era stata attribuita a un infarto, ma servirà adesso l’esame medico-legale per stabilire con precisione cosa abbia provocato il malore.

 

La denuncia della figlia

Già nei momenti immediatamente successivi alla tragedia, la figlia della turista aveva raccontato quanto accaduto agli agenti della Squadra Volante intervenuti sulla spiaggia. In particolare, avrebbe riferito di un presunto ritardo nei soccorsi.

Dopo gli accertamenti iniziali, la donna ha presentato una denuncia alla magistratura. Da qui l’apertura dell’inchiesta e la decisione della Procura di disporre l’autopsia.

Il pubblico ministero ha affidato alla Polizia il compito di ricostruire l’intera sequenza degli eventi: l’orario della chiamata, la gestione della richiesta da parte della centrale operativa, la partenza e l’arrivo dell’ambulanza, le condizioni della donna e le procedure di rianimazione eseguite sulla spiaggia.

 

Due operatori iscritti nel registro degli indagati

Sono due, al momento, gli operatori del 118 iscritti nel registro degli indagati. Un passaggio legato anche alla necessità di consentire loro di partecipare, attraverso i propri consulenti, all’autopsia, che costituisce un accertamento irripetibile.

La Procura ha nominato i propri periti, mentre le difese degli indagati potranno indicare consulenti di parte. L’iscrizione nel registro degli indagati è dunque, in questa fase, un atto di garanzia e non rappresenta un accertamento di responsabilità.

 

Sotto esame la macchina dei soccorsi

Gli investigatori dovranno verificare se l’intervento sia stato tempestivo e se l’ambulanza disponesse di tutte le attrezzature necessarie per affrontare l’emergenza. Bisognerà inoltre stabilire se, al momento dell’arrivo del personale sanitario, la turista fosse già deceduta e se vi fossero ancora possibilità di rianimarla e trasferirla al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.

Quel pomeriggio il corpo della donna rimase per qualche tempo sull’arenile, coperto e protetto alla vista con un recinto improvvisato di sedie a sdraio, mentre attorno proseguiva la giornata balneare. Una scena che suscitò grande impressione tra i presenti.

Sarà soprattutto l’autopsia a fornire i primi elementi decisivi. Soltanto dopo l’esame medico-legale e la ricostruzione dei tempi dei soccorsi, la Procura valuterà come proseguire l’inchiesta e se emergano eventuali responsabilità.

 

 



Native | 11/08/2026
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