Antonini e il giorno degli otto ricorsi: al Tar l’ennesima partita di Trapani Calcio e Shark
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C’è una nuova data segnata in rosso nel calendario di Valerio Antonini. È quella di oggi, 26 agosto, giornata nella quale il Tar del Lazio è chiamato a occuparsi dei ricorsi presentati nell’interesse del Trapani Calcio e del Trapani Shark.
A caricare di aspettative l’appuntamento è stato ancora una volta il presidente di SportInvest, intervenuto nei giorni scorsi attraverso uno dei suoi soliti e sobri video social: «Ci aspettano otto giudizi, quattro per il Calcio e quattro per gli Shark».
Otto procedimenti dai quali Antonini continua ad attendersi una svolta. Il patron si dice «sempre più convinto» che il Trapani possa riottenere la Serie C, anche alla luce della vicenda della presunta fideiussione mancante del Catania. Un’ipotesi che, tuttavia, si scontra con un dato molto concreto: il campionato professionistico è già cominciato e il Consiglio federale ha definito gli organici.
Ancora più complicata appare la situazione del basket. A luglio il Consiglio federale della Fip ha deliberato la revoca dell’affiliazione del Trapani Shark per il mancato superamento dello stato di morosità legato ai lodi non pagati.
Pensare di recuperare per via giudiziaria il titolo di Serie A, allo stato, appare quantomeno assai difficile.
Ma Antonini ci spera ancora. Del resto, nella narrazione del patron la data della rinascita è stata progressivamente rinviata: prima maggio, poi giugno, quindi luglio e adesso il 26 agosto. Ogni scadenza avrebbe dovuto rappresentare il confine definitivo tra il passato e il nuovo futuro dei club. Quel confine, però, continua a spostarsi.
Cosa deve decidere il Tar
I giudici amministrativi si riuniscono in Camera di consiglio per esaminare le richieste cautelari presentate contro i provvedimenti della giustizia sportiva, passati attraverso gli organi federali e il Collegio di garanzia del Coni.
Al centro dei ricorsi ci sono le numerose sanzioni e penalizzazioni maturate nelle vicende riguardanti i versamenti fiscali e contributivi, in particolare Irpef e Inps. La difesa delle società contesta la legittimità dei provvedimenti disciplinari e chiede al Tar di sospenderne gli effetti.
Il tribunale dovrà quindi stabilire se concedere la tutela cautelare, congelando le conseguenze delle decisioni sportive in attesa del giudizio di merito, oppure lasciare tutto invariato.
Non è la prima volta che i club di Antonini cercano nella giustizia amministrativa quella rimonta che non è arrivata davanti agli organi sportivi.
Le penalizzazioni del Trapani Calcio
La lunga crisi giudiziaria del Trapani Calcio nasce dalle contestazioni relative agli adempimenti economici, fiscali e previdenziali. Dai deferimenti sono scaturiti punti di penalizzazione, squalifiche e inibizioni che hanno pesato sulla stagione granata e contribuito alla discesa del club fuori dal professionismo.
Antonini ha sempre contestato le accuse e la validità delle scadenze imposte dalla Federazione, sostenendo di avere ragione nel merito. Una tesi portata davanti ai diversi gradi della giustizia sportiva e, successivamente, al Tar.
Già nel dicembre 2025, però, il Tar del Lazio aveva respinto una richiesta cautelare del Trapani contro le penalizzazioni della Figc. In quella circostanza era emerso anche un problema procedurale: il ricorso non era stato notificato alle altre società controinteressate, cioè alle squadre la cui posizione in classifica avrebbe potuto essere modificata dall’eventuale restituzione dei punti.
Il tribunale aveva inoltre rilevato, in quella fase, la conformità delle sanzioni applicate dagli organi federali. Un precedente che non depone esattamente a favore della rimonta giudiziaria annunciata dal presidente.
Il Trapani, intanto, non è stato riammesso in Serie C e deve ripartire dalla Serie D, con il Velodromo di Palermo indicato come campo per le gare interne. La speranza di Antonini è che le decisioni del Tar possano rimettere tutto in discussione. Il problema è che il calcio, nel frattempo, non ha aspettato.
Il crollo del Trapani Shark
Un percorso simile, ma con conseguenze perfino più radicali, ha riguardato il Trapani Shark.
Le irregolarità contestate, le penalizzazioni e soprattutto il mancato pagamento dei lodi hanno portato prima all’intervento degli organi di giustizia della Fip e poi, a luglio, alla revoca dell’affiliazione. Il club è così scomparso dai campionati federali.
Anche sul fronte del basket la società ha tentato la strada dei tribunali amministrativi per fermare le sanzioni. Le richieste di sospensione urgente, però, non hanno finora prodotto il risultato auspicato. Restano aperti il contenzioso tributario e l’eventuale strada delle richieste di risarcimento davanti alla giustizia ordinaria.
Il Tar dovrà adesso valutare le ulteriori domande cautelari. Un accoglimento potrebbe aprire nuovi spazi processuali, ma non significherebbe automaticamente restituire al Trapani Shark l’affiliazione e un posto in Serie A.
Antonini contesta la presenza di Fanizza
Alla vigilia dell’udienza Antonini ha aperto un altro fronte. Da Santa Cruz, in California, il patron ha puntato l’attenzione su Angelo Fanizza, uno dei magistrati del Tar Lazio chiamati a occuparsi dei ricorsi.
Fanizza ha ricoperto in passato incarichi nella giustizia sportiva della Figc: dal 2021 è stato componente del Tribunale federale nazionale, prima nella Sezione disciplinare e poi in quella delle vertenze economiche. Nel novembre 2023 è entrato anche nella Co.Vi.So.C., la commissione che controllava la situazione economico-finanziaria dei club professionistici, dalla quale si è dimesso nel 2024 insieme agli altri componenti.
Secondo Antonini, questo precedente professionale potrebbe mettere in discussione l’imparzialità del collegio: «Se di un tribunale chiamato a pronunciarsi sui ricorsi contro la Figc fa parte un ex componente della Federazione, la sentenza non potrà essere imparziale».
Si tratta, però, della valutazione del patron. L’avere ricoperto un precedente incarico non determina automaticamente l’incompatibilità di un magistrato: occorre verificare se sussistano le condizioni giuridiche previste per l’astensione o la ricusazione. I legali delle società starebbero valutando proprio una richiesta di ricusazione di Fanizza.
Antonini richiama anche un’altra vicenda: nel 2025 il Tar annullò una sanzione Antitrust da quattro milioni di euro inflitta alla Figc e Fanizza faceva parte del collegio. Quella decisione venne poi ribaltata dal Consiglio di Stato il 7 gennaio 2026, con il ripristino della multa. Il precedente, dunque, dimostra semmai che il magistrato aveva partecipato a una decisione favorevole alla Federazione? No: esattamente il contrario. Il Tar aveva annullato una sanzione contro la Figc, ma il giudizio riguardava uno specifico provvedimento dell’Antitrust e non prova, da solo, né vicinanza né ostilità verso la Federcalcio.
Se il Tar dice no, resta il Consiglio di Stato
Quella di oggi sarà certamente una tappa importante, ma difficilmente rappresenterà l’ultimo capitolo. Se il Tar dovesse accogliere le richieste cautelari, si aprirebbe un nuovo scenario processuale, tutto da tradurre poi in effetti concreti sugli ordinamenti sportivi.
In caso di rigetto, appare invece probabile un nuovo ricorso al Consiglio di Stato. La battaglia, insomma, continuerebbe ancora.
Sullo sfondo resta la Cittadella dello Sport, annunciata più volte da Antonini fra Trapani e Palermo, purché in territori governati da amministrazioni considerate dal patron più disponibili rispetto a quella trapanese. Finora, però, non sono emersi né il Comune prescelto né un progetto concretamente avviato.
E restano anche i famosi 170 milioni di euro che dovrebbero arrivare attraverso il fondo americano Gem: un investimento presentato ripetutamente come imminente, ma del quale non sono ancora visibili gli effetti promessi.
Per SportInvest, dunque, il 26 agosto è un’altra giornata decisiva. Almeno fino alla prossima data decisiva.
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