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29/08/2026 06:00:00

Mazara, il dragaggio infinito del porto: lavori fermi da 18 mesi. Contratto rescisso

A Mazara del Vallo il dragaggio del porto canale è diventato quasi una categoria dello spirito: se ne parla, si annuncia, si programma, si rinvia. E intanto i lavori sono fermi dal febbraio del 2025. Adesso c'è un nuovo capitolo, che non promette tempi brevi. Il contratto con l'impresa che stava eseguendo l'intervento è stato rescisso e, prima ancora di poter tornare a scavare i fondali, sarà necessario un altro appalto per rimuovere i materiali depositati nella cosiddetta Colmata B.

Quando ripartiranno i lavori? Il sindaco di Mazara, Salvatore Quinci, non azzarda più date: al momento, spiega, non è possibile stabilirlo.

 

Il contenzioso da 800 mila euro

Al centro dello stallo c'è anche una controversia economica da circa 800 mila euro.

L'appalto aveva inizialmente un importo superiore ai due milioni di euro, ma nel corso dei lavori, tra perizie e altre spese, la disponibilità residua si sarebbe progressivamente ridotta fino a circa 800 mila euro. Una cifra che, secondo la ricostruzione della vicenda, l'impresa avrebbe ritenuto insufficiente per completare l'intervento.

La Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, attraverso il soggetto attuatore Sergio Tumminello e il direttore dei lavori Pietro Viviano, ha invece ritenuto non giustificata la sospensione dei lavori e si è arrivati così alla risoluzione del contratto.

Quinci lo sintetizza senza troppi giri di parole: il rischio era quello di arrivare alle "carte bollate". E, in sostanza, alle carte bollate si è già arrivati.

 

Prima bisogna liberare la Colmata B

Ma la rescissione non fa magicamente ripartire le ruspe.

Rimane infatti il problema dei materiali e dei rifiuti depositati nella Colmata B, l'area utilizzata per accogliere temporaneamente quanto rimosso durante le prime operazioni. Secondo il Comune, il deposito sarebbe avvenuto nel rispetto delle autorizzazioni e del progetto originario.

Ora quei materiali devono essere rimossi. E per farlo occorre un nuovo appalto.

Soltanto dopo si potrà tornare ad affrontare il dragaggio vero e proprio del porto canale e del tratto del Mazaro fino alla foce. È proprio la gestione dei fanghi e dei materiali estratti ad aver rappresentato negli ultimi anni uno dei nodi più complicati dell'intervento, come Tp24 aveva già raccontato nel luglio del 2025.

 

Un porto sempre più difficile da navigare

Nel frattempo il problema non è rimasto confinato alle scrivanie.

Lo scorso novembre anche CIFA Trapani aveva sollecitato Regione e struttura commissariale, denunciando le conseguenze dei fondali bassi per pesca, cantieri navali e attività dell'indotto. La Confederazione descriveva porto canale e fiume Mazaro come ormai quasi impraticabili per la navigazione.

E ad aprile la situazione è diventata anche una questione di sicurezza della navigazione.

La Capitaneria di porto di Mazara ha infatti dovuto aggiornare i limiti di pescaggio delle navi in ingresso, dopo nuovi rilievi sui fondali e alcuni episodi di pescherecci rimasti insabbiati mentre cercavano di raggiungere i cantieri navali. Per le unità con maggiore pescaggio è stata indicata anche l'opportunità di programmare ingresso e uscita in relazione all'alta marea.

In altre parole: non si dragano i fondali e, nel frattempo, è il porto che deve adattarsi ai fondali.

 

La draga acquistata dal Comune

Il Comune prova intanto a costruire una soluzione almeno per il futuro.

Nella relazione sullo stato di attuazione del programma amministrativo, Quinci ha ricordato che è stato affidato uno studio per la manutenzione dei fondali, prevedendo anche l'utilizzo della draga acquistata dal Comune grazie a un finanziamento di circa 900 mila euro del Masaf, il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

L'obiettivo è evitare che, una volta risolta l'emergenza attuale, il porto torni dopo pochi anni nelle stesse condizioni.

Ma questa è la prospettiva. Il presente, invece, dice altro.

 

Un anno e mezzo dopo, ancora nessuna data

Da febbraio 2025 ad agosto 2026 sono trascorsi diciotto mesi. Il dragaggio resta sospeso, il vecchio contratto è stato rescisso, bisogna affidare un nuovo intervento per la Colmata B e poi capire come e quando completare l'escavazione.

Nel frattempo armatori e pescatori continuano a segnalare difficoltà nelle manovre e il porto, infrastruttura fondamentale per una città che ha costruito sul mare buona parte della propria economia, continua a funzionare con fondali insufficienti.

Il dragaggio, insomma, resta "strategico", "fondamentale", "prioritario". Sono aggettivi che a Mazara ormai conoscono tutti.

Quello che manca continua ad essere il verbo: cominciare.