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06/09/2026 06:00:00

F-35 a Birgi, ecco il programma: nuova base operativa e scuola internazionale entro il 2029

Non è più soltanto un annuncio politico. Trapani-Birgi si prepara a cambiare pelle. Il 37° Stormo, oggi casa degli Eurofighter, è stato designato dall’Aeronautica Militare come terza base operativa principale italiana per gli F-35, dopo Amendola e Ghedi. E dentro lo stesso aeroporto nascerà il primo centro internazionale di addestramento per piloti F-35 fuori dagli Stati Uniti.

 

Il programma è molto più ampio della costruzione di una semplice scuola di volo: prevede due gruppi di volo equipaggiati con F-35A, un centro addestrativo, simulatori, strutture ad alta sicurezza e nuove infrastrutture militari. Prima capacità operativa prevista entro dicembre 2028, completamento del Lightning Training Center entro il 1° luglio 2029.

 

Cosa nascerà davvero a Birgi

 

Il piano è contenuto nella Relazione preliminare e Determinazione a contrarre della Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità, documento che mette nero su bianco dimensioni e tempi dell'operazione. A Trapani dovranno essere costituiti tre elementi distinti: un Gruppo Volo Operativo dell’Aeronautica Militare, l’ITAF OPS Squadron; un Gruppo Volo Internazionale Addestrativo, il PTC Squadron; il Lightning Training Center, la struttura comune per la formazione dei piloti.

 Insomma, non soltanto piloti stranieri che arrivano a Birgi per qualche corso. Gli F-35 saranno stabilmente inseriti nella struttura operativa della base trapanese.

 È quanto ricostruisce anche la rivista specializzata Analisi Difesa, che dedica un approfondimento al programma e sottolinea come l'operazione punti a fare dell'Italia uno degli hub mondiali per la formazione dei piloti dei caccia di quinta generazione.

 

Si comincia dal Lightning Training Center

 

Il progetto è diviso in tre fasi. Quella già avviata sul piano amministrativo è la prima e riguarda il Lightning Training Center. Dovrà essere costruita una nuova palazzina per il cosiddetto ground training, l'addestramento a terra. Al suo interno troveranno posto una Special Access Program Facility, cioè un'area sottoposta a particolari regimi di sicurezza, e due Full Mission Simulator, simulatori completi con i quali riprodurre le missioni degli F-35. Saranno inoltre predisposti ambienti per ulteriori apparati di addestramento, i Pilot Training Device. Il tutto deve rispettare le prescrizioni del programma F-35 e ottenere le autorizzazioni del Joint Program Office statunitense.

 Ed è qui che il progetto diventa anche industriale, oltre che militare.

 

Leonardo e Lockheed Martin

 

La Difesa ha previsto una procedura negoziata con il raggruppamento formato da Leonardo e Lockheed Martin. La ragione è legata alla natura stessa dell'F-35. Lockheed Martin è l'unica società che può fornire i simulatori e la tecnologia specifica del velivolo. Leonardo, invece, è l'impresa italiana autorizzata ad accedere ai dati ingegneristici necessari per costruire strutture compatibili con i rigidissimi standard del programma americano. Non si può, in altre parole, costruire prima una palazzina e poi metterci dentro i simulatori. Edificio, impianti, sistemi informatici e apparati classificati devono essere progettati come un unico sistema.

 

Quanto costa: 112,6 milioni

Nella determinazione a contrarre pubblicata dal Ministero della Difesa, sia nella pagina iniziale sia nel quadro finanziario, c'è una copertura di 112,6 milioni di euro, al netto dell'Iva. La programmazione finanziaria prevede 8,2 milioni nel 2026, 17,1 milioni nel 2027, 40,2 milioni nel 2028 e 47,1 milioni nel 2029.

 E attenzione: questi soldi riguardano la prima fase, quella del Lightning Training Center. Le altre due fasi, necessarie per completare il centro internazionale e il gruppo operativo italiano, dovranno essere oggetto di ulteriori provvedimenti.

 

Tempi strettissimi: dicembre 2028 è la prima scadenza

 

La Difesa considera il cronoprogramma strategico. Entro dicembre 2028 dovrà essere disponibile una prima capacità addestrativa. Entro il primo luglio 2029 dovrà essere completato l'edificio del Lightning Training Center. Il documento ministeriale arriva a chiarire che un ritardo tale da far perdere all'Italia il primato del centro internazionale fuori dagli Stati Uniti farebbe venir meno il valore strategico dell'intera operazione. Birgi, quindi, entra in una corsa che riguarda tutta l'Europa: sempre più Paesi stanno acquistando gli F-35 e servono strutture per formare piloti senza doverli mandare esclusivamente negli Stati Uniti.

 

Da Luke, in Arizona, a Trapani

 

Il riferimento è la Luke Air Force Base in Arizona, grande polo internazionale nel quale vengono già formati gli equipaggi F-35. La differenza geografica, però, è evidente. Luke è immersa nel deserto. Birgi si trova in mezzo a un territorio densamente abitato e turistico, tra Trapani, Marsala, le saline, lo Stagnone e le Egadi. Ed è proprio questo il punto della trasformazione di Birgi in polo globale degli F-35: quale sarà l'impatto sulla parte civile dell'aeroporto? Il Vincenzo Florio, infatti, non è un aeroporto civile accanto a una base militare. È un aeroporto militare aperto al traffico civile e la pista è una sola.

 

Il Governo: "Nessun problema per i voli civili"

 

Sul tema è intervenuto direttamente il ministro della Difesa Guido Crosetto, rispondendo nell'aprile scorso a un'interrogazione parlamentare. La Difesa sostiene che la trasformazione delle infrastrutture sarà graduale e coordinata e che il progetto avrà addirittura un riflesso positivo sul traffico civile, assicurando quella che il ministro definisce una «convivenza sinergica» tra attività militare e aeroporto Vincenzo Florio. È la posizione ufficiale del Governo. Resta però il dato strutturale: a Birgi dovranno convivere voli commerciali, Eurofighter, un futuro gruppo operativo F-35 e un gruppo internazionale dedicato all'addestramento. E l'esperienza del 2011, quando la guerra in Libia impose fortissime limitazioni allo scalo civile, nella provincia di Trapani non è stata dimenticata.

 

La grande scommessa di Birgi

 

Per la Difesa il progetto significa centralità strategica, investimenti, presenza di grandi gruppi industriali e possibilità occupazionali. Per la provincia di Trapani significa anche fare i conti con un aeroporto che sarà contemporaneamente porta d'ingresso turistica della Sicilia occidentale e una delle basi militari più importanti del Mediterraneo.

 Come abbiamo scritto più volte su Tp24, non si tratta di essere semplicemente favorevoli o contrari agli F-35. Il tema è un altro: sapere quale Birgi si sta costruendo e capire quanto spazio rimarrà per il Vincenzo Florio civile. Perché ormai il progetto militare ha cifre, strutture e scadenze molto precise. Quello che deve essere altrettanto preciso è il futuro dell'aeroporto da cui dipende una parte importante dell'economia turistica della provincia.