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07/09/2026 12:34:00

Alcamo, morte sul lavoro durante la vendemmia. I sindacati: “La sicurezza non sia una roulette russa”

La morte di Stefano Palumbo, 67 anni, nelle campagne di Alcamo riapre ancora una volta il fronte della sicurezza sul lavoro in agricoltura.

Palumbo ha perso la vita dopo essere rimasto incastrato in una vendemmiatrice in contrada Quaranta Salme, nella zona rurale al confine tra le province di Trapani e Palermo. Un altro lavoratore, M. L., 57 anni, è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Civico di Palermo, con prognosi riservata.

Sulla tragedia intervengono adesso i sindacati, che chiedono più controlli, più formazione e soprattutto che la sicurezza nei campi smetta di essere considerata una variabile secondaria.

 

Flai Cgil e Uila: “Non si può morire di lavoro”

“Un’altra drammatica notizia insanguina il nostro territorio”, affermano Giovanni Di Dia, segretario generale della Flai Cgil, e Leonardo Falco, segretario generale della Uila Uil Trapani.

I due sindacalisti esprimono “profondo cordoglio e vicinanza alle famiglie coinvolte”, ma anche “forte rabbia”.

“Non è accettabile morire di lavoro, né che il periodo della vendemmia, momento di sforzo e raccolta per il nostro territorio, si trasformi nell’ennesimo bollettino di guerra”.

Le cause dell’incidente sono ancora in fase di accertamento. Le indagini sono condotte dai carabinieri e dai tecnici dello Spresal dell’Asp, mentre vengono ascoltate alcune persone per ricostruire quanto accaduto.

“Sulle dinamiche faranno chiarezza gli organi inquirenti, nei quali riponiamo piena fiducia – aggiungono Di Dia e Falco – ma dal punto di vista sociale e sindacale non possiamo tacere”.

 

“Non sono numeri, sono persone”

Il punto, per Flai e Uila, è evitare che incidenti di questo tipo vengano archiviati come inevitabili fatalità.

“Non si tratta di tragiche fatalità o di semplici numeri, ma di persone, di padri di famiglia che escono di casa per guadagnarsi da vivere e non vi fanno più ritorno”.

Il settore agricolo, ricordano i sindacati, presenta rischi particolarmente elevati nei periodi di maggiore intensità produttiva, come quello della vendemmia.

“Servono interventi straordinari e un impegno corale delle istituzioni e delle parti datoriali. La sicurezza non può e non deve essere considerata un costo, ma un investimento primario e inderogabile per la dignità umana e la tutela della vita”.

 

La Cisl: “Nei campi il livello di allarme è altissimo”

Sulla vicenda intervengono anche Federica Badami, segretaria generale della Cisl Palermo Trapani, e Massimo Santoro, segretario generale della Fai Cisl Palermo Trapani.

“È un bilancio gravissimo che non possiamo accettare. Ancora un morto e un ferito nel settore dell’agricoltura devono far alzare i livelli di guardia e di allarme”.

La Cisl allarga il ragionamento alle condizioni del comparto agricolo, nel quale, secondo il sindacato, persistono criticità legate al rispetto dei contratti, alla tutela della salute, al lavoro nero e al caporalato.

“Non conosciamo i dettagli dell’episodio e attendiamo che gli inquirenti facciano chiarezza – spiegano Badami e Santoro – ma due incidenti nel settore agricolo fra Palermo e Trapani nella stessa settimana non fanno altro che confermare i nostri timori”.

 

Macchinari, formazione e ritmi di lavoro

La Cisl indica alcuni dei problemi che continuano a rendere il lavoro agricolo particolarmente esposto agli incidenti.

“Fra mezzi vecchi e non sottoposti a manutenzione, interventi con motore acceso, scarsa formazione dei lavoratori e ritmi produttivi stressanti che non lasciano spazio al riposo, spesso è proprio la tutela della salute dei lavoratori a farne le spese”.

Il sindacato chiede quindi di verificare anche le condizioni della vendemmiatrice coinvolta nell’incidente.

“Bisogna fare di più, bisogna alzare il livello di attenzione, con controlli, formazione e prevenzione. Auspichiamo venga chiarito se il mezzo usato fosse dotato di tutte le protezioni previste e se gli operai fossero adeguatamente formati per il suo utilizzo”.

Poi la conclusione, che sintetizza il sentimento comune dopo l’ennesima tragedia:

“Siamo stanchi di perdere così tante vite in modo assurdo”.

E intanto, nelle campagne tra Alcamo e Grisì, resta da ricostruire esattamente cosa sia accaduto. Ma ancora prima delle responsabilità, resta un dato: un uomo è andato a lavorare e non è tornato a casa.