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17/09/2026 10:45:00

San Vito Lo Capo, SiciliAmbiente a rischio: i cittadini rilanciano la raccolta firme

Una raccolta firme per difendere il SiciliAmbiente Film Festival e impedirne la scomparsa da San Vito Lo Capo. A rilanciare la mobilitazione è un movimento spontaneo di cittadine e cittadini per la cultura, che chiede alle istituzioni un sostegno adeguato a garantire la continuità della manifestazione. Al centro dell’appello, le difficoltà economiche che mettono in discussione il futuro della rassegna.

Il festival internazionale dedicato al cinema ambientale, alla sostenibilità e ai diritti umani ha celebrato la sua diciottesima edizione dal 13 al 18 luglio 2026. Un appuntamento che attraverso documentari, film, cortometraggi e animazioni affronta anche questioni sociali, migrazioni, guerre e rapporti tra persone e territorio.

La preoccupazione è emersa durante la serata conclusiva. Secondo quanto ricordano i promotori dell’appello, il direttore artistico Antonio Bellia ha richiamato le difficoltà nel proseguire l’esperienza. La petizione già avviata su Change.org prospetta anche un’altra possibilità: che, senza un sostegno adeguato, il festival debba trovare una sede diversa da San Vito Lo Capo.

 

Il nodo dei finanziamenti

 

Il dato economico indicato nell’appello è quello del contributo comunale: 16mila euro nel 2026, con una riduzione di circa il 40% rispetto al 2025, secondo i promotori. Una cifra dalla quale il movimento parte per chiedere una riflessione sulle priorità dell’amministrazione e sulla distribuzione delle risorse destinate agli eventi.

Nel comunicato vengono richiamati il Cous Cous Fest, il Festival degli Aquiloni, la musica in piazza e le selezioni di Miss Italia. Su queste ultime i cittadini esprimono una critica anche culturale, giudicando il format poco conciliabile con i valori contemporanei di inclusione e parità.

«Non si tratta di fare una classifica tra eventi», precisano però nell’appello. La richiesta è di non misurare il valore delle manifestazioni soltanto attraverso il pubblico richiamato nell’immediato, ma anche per ciò che producono nel tempo: partecipazione, conoscenza, relazioni e identità del territorio.

 

Quanto costerebbe perdere il festival

 

«Non si tratta tanto di capire quanto costa il SiciliAmbiente Film Festival, bensì quanto costerebbe perderlo». È il passaggio centrale del documento, che invita a considerare anche le conseguenze meno visibili di un’eventuale interruzione.

Per i promotori, a essere a rischio è un patrimonio costruito attraverso diciotto edizioni: rapporti con autori e registi, occasioni di confronto per la comunità e una reputazione culturale capace di superare i confini locali.

Nell’appello si sottolineano anche le ricadute sulle attività economiche. Organizzatori, ospiti, giurati, tecnici e collaboratori soggiornano sul territorio e utilizzano strutture ricettive, ristoranti, negozi e servizi. A questo si aggiunge, secondo il movimento, un pubblico che sceglie San Vito Lo Capo anche per partecipare al festival. Benefici richiamati nel documento, senza una quantificazione economica complessiva.

 

 

L’appello alle istituzioni e la petizione

 

La mobilitazione colloca il caso sanvitese nel più ampio dibattito sui finanziamenti alla cultura. Le difficoltà del settore erano state al centro delle polemiche del 2025, anche per i tempi di pubblicazione del bando ministeriale destinato ai festival, arrivato a luglio per attività riferite allo stesso anno.

Da qui la richiesta rivolta al Ministero della Cultura e all’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana di sostenere SiciliAmbiente. Al Comune viene chiesto di garantire continuità alla manifestazione con risorse proporzionate al suo valore per il territorio. L’invito a mobilitarsi coinvolge anche associazioni, imprese, mondo accademico e operatori culturali.

La raccolta firme su Change.org, intitolata “Sosteniamo il SicilAmbiente Film Festival di San Vito Lo Capo”, è stata avviata da Raffaella Salerno il 9 agosto 2026 ed è rivolta al sindaco. Il nuovo appello invita a sottoscriverla per difendere uno spazio di cinema e confronto aperto alla comunità.