Dopo la seduta ad alta tensione sulla decadenza di Marzia Patti, lo scontro politico prosegue a colpi di comunicati stampa nel "giorno dopo".
Dopo la nota del PD, ad intervenire sono Giuseppe Guaiana e Santo Vassallo di "Amo Trapani", che respingono le accuse rivolte al loro gruppo di essere "la stampella di Tranchida" e puntano i riflettori sulla scheda bianca emersa dallo scrutinio segreto.
La vicenda si è chiusa, almeno per ora, con la mancata decadenza di Patti: 11 voti favorevoli e una scheda bianca, quando ne sarebbero serviti 12. Il voto segreto era stato approvato dall'aula con 12 favorevoli, 7 contrari e 3 astensioni.
Secondo Guaiana e Vassallo, però, il loro movimento sarebbe stato ingiustamente chiamato in causa. «Il voto segreto è stato richiesto dai 12 componenti dell'opposizione, ad esclusione dei consiglieri di Amo Trapani», sostengono.
I due consiglieri sottolineano inoltre di essere stati gli unici del gruppo ad aver votato «a viso aperto», astenendosi dalla votazione sulla decadenza.
Da qui l'affondo politico: «Tra quei 12 risulterebbe una scheda bianca. Eppure veniamo attaccati proprio noi, mentre si tace sul probabile franco tiratore all'interno del proprio schieramento».
Una ricostruzione che riporta al centro il mistero della scheda bianca e gli equilibri interni all'opposizione.
Ma nel comunicato di Amo Trapani c'è anche un altro fronte: quello della chat privata tra Maurizio Miceli e Giuseppe Guaiana che, secondo il movimento civico, sarebbe stata letta in aula.
«Fare politica significa confrontarsi sulle idee e sulle scelte per la città, non prendere di mira le persone», dichiara Guaiana. E aggiunge: «Portare in aula una chat privata è la resa della politica: quando mancano le risposte, si cerca la gogna».
Il consigliere fa sapere inoltre di stare valutando un eventuale ricorso al Garante per la protezione dei dati personali, alla luce della diffusione pubblica della conversazione.
«Ieri Trapani ha visto due modi di fare politica – conclude Guaiana – chi ha votato a viso aperto e chi si è nascosto dietro l'urna segreta e le chat private. I cittadini sapranno giudicare».
La partita delle decadenze, intanto, resta aperta. Dopo il voto su Patti, il Consiglio dovrà affrontare le altre posizioni ancora pendenti.