La bocciatura della prima proposta di decadenza dei consiglieri comunali, avvenuta ieri sera a Palazzo Cavarretta,accende un nuovo scontro politico.
Il Partito democratico di Trapani replica alle dichiarazioni del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Maurizio Miceli e parla di «democrazia a geometria variabile».
Al centro dello scontro c’è il voto sulla decadenza di Marzia Patti. Dopo una seduta iniziata tra forti tensioni, il Consiglio comunale ha scelto lo scrutinio segreto. Al momento del voto sulla consigliera dem, nell’urna sono finite 12 schede: 11 favorevoli alla decadenza e una bianca. La soglia necessaria era di 12 voti. La proposta è quindi stata respinta e Patti è rimasta in Consiglio.
È su questo passaggio che interviene il circolo PD “Angela Bottari”, contestando la lettura fornita da Miceli.
Secondo i dem, l’articolo 29 dello Statuto comunale stabilisce che la deliberazione sulla decadenza debba essere approvata dalla maggioranza assoluta dei presenti.
Con 22 consiglieri presenti, dunque, erano necessari 12 voti favorevoli: «11 voti favorevoli e una scheda bianca. La maggioranza richiesta non è stata raggiunta. Punto».
Il Pd accusa quindi Miceli di aver trasformato una questione regolamentare in uno scontro politico e contesta anche le critiche rivolte agli uffici comunali. «Chi svolge una funzione pubblica – scrivono i dem – deve essere giudicato per i propri atti e per il rispetto delle procedure, non trascinato dentro lo scontro politico».
La vicenda delle decadenze era già da mesi al centro di un confronto sulle regole da applicare. Il nodo aveva riguardato anche la modalità di voto: lo Statuto prevede normalmente il voto palese, ma stabilisce lo scrutinio segreto per le deliberazioni concernenti persone, salvo diverse disposizioni.
Per il Pd, dunque, il risultato della prima votazione racconta soprattutto una cosa: la proposta di decadenza non ha raggiunto i numeri richiesti. E la partita, con gli altri quattro procedimenti ancora da affrontare, è tutt’altro che chiusa.
Restano ora da esaminare quelle di Angela Grignano, Vincenzo Guaiana, Giovanni Parisi e Andrea Genco. La seduta è stata aggiornata a lunedì 21 settembre.