Marsala, l’albero «azzannato» vicino ai binari: perché ridurlo così?
Nei giorni scorsi è arrivata alla redazione di Tp24 una segnalazione anonima: in via Grotta del Toro, a Marsala, nelle vicinanze del passaggio a livello, qualcuno stava tagliando una grande araucaria. Siamo andati a verificare.
L’albero è ancora lì. Ma è stato, viene da dire guardando le fotografie, azzannato. Le estremità superiori dei fusti sono state troncate, numerosi rami accorciati drasticamente, la sagoma stravolta. Non qualche ramo secco rimosso: nelle immagini del nostro sopralluogo si vedono grossi tagli e monconi al posto della parte più alta della chioma.
Il confronto con una precedente immagine di Google Street View è eloquente. Prima, sopra il muro che costeggia la ferrovia, svettava un albero dalla forma slanciata, con la sua chioma piramidale. Adesso quella figura non c’è più.
E la domanda è semplice: perché? A chi dava fastidio un albero così?
La lettera: «Verificate chi sta tagliando e con quali autorizzazioni»
La segnalazione arrivata in redazione porta la data del 18 agosto 2026. È indirizzata al comando della Polizia municipale e alla stazione dei carabinieri di Marsala, con copia a Tp24. Nessun nome: in fondo, soltanto la firma «Un cittadino per la tutela del territorio».
L’autore descrive una grande araucaria radicata nei pressi di un rudere che costeggia i binari, raggiungibile dalla stradina adiacente al passaggio a livello di via Grotta del Toro. Ne stima l’altezza in 13-15 metri e la circonferenza del fusto in 3-4 metri.
Il cittadino riferisce che i tagli verrebbero effettuati «a rilento e poco alla volta».
Cartelli, perizie e vicinanza alla ferrovia: le verifiche richieste
Nella lettera si segnala che sul posto non sarebbero esposti cartelli di cantiere o estremi di autorizzazioni al taglio. Ed è così.
Il cittadino richiama inoltre la vicinanza alla ferrovia e chiede di accertare il rispetto delle disposizioni di sicurezza e la presenza degli eventuali nulla osta necessari. Domanda anche quali valutazioni tecniche sulla stabilità dell’albero possano giustificare un intervento tanto drastico.
A sostegno delle proprie preoccupazioni cita le immagini precedenti di Google Maps, nelle quali l’araucaria appare con una chioma integraa.
La richiesta conclusiva è precisa: un controllo sul posto per verificare la regolarità delle operazioni, identificare committenti ed esecutori e, qualora mancassero le autorizzazioni necessarie, sospendere i lavori.
La lettera parla di un abbattimento in corso. Al nostro sopralluogo l’albero era ancora in piedi, ma pesantemente tagliato. Resta da capire se qualcuno intendesse potarlo o se quei tagli fossero il primo passo verso la sua completa rimozione. E, soprattutto, perché.
Qui l'albero come si presentava immortalato da Google Street View tempo fa.
Un’araucaria non si tratta come una siepe
L’esemplare è un’Araucaria heterophylla, il cosiddetto pino di Norfolk. È una conifera sempreverde originaria dell’isola di Norfolk, nel Pacifico, caratterizzata da un portamento piramidale e da una ramificazione molto regolare.
La sua bellezza sta anche in questa geometria: i rami principali si distribuiscono attorno al tronco in verticilli, cioè gruppi disposti alla stessa altezza, che formano piani sovrapposti. La disposizione a spirale riguarda invece le foglie sui rametti. Non è una chioma da pareggiare a piacimento: è la struttura naturale della pianta.
Per questa araucaria, gli esperti indicano una necessità di potatura minima o nulla, avvertendo che i tagli possono comprometterne permanentemente la forma. La gestione deve quindi rispettarne il portamento, non cancellarlo mozzando la cima. Capitozzare non significa semplicemente “accorciare” un albero lasciandolo uguale a prima, soltanto più basso.
E non è soltanto una questione estetica. La rimozione drastica della chioma sottrae superficie fogliare, mentre i grandi tagli possono favorire l’ingresso di organismi che degradano il legno. La capitozzatura può indebolire gli alberi e aumentare, nel lungo periodo, proprio quei rischi che talvolta si pretende di eliminare. Più tagli non significano automaticamente più sicurezza.
C’era un pericolo? Allora si spieghi quale
Un problema concreto di stabilità, rami compromessi o un rischio per persone e infrastrutture possono rendere necessario intervenire, anche drasticamente. Ma la scelta dovrebbe derivare da una valutazione tecnica e individuare una soluzione adeguata al problema: una potatura mirata, altri interventi di gestione oppure, quando il rischio non è accettabile, l’abbattimento. Non basta presumere che un albero sia pericoloso perché è grande.
Chi ha commissionato l’intervento? Quale problema doveva risolvere? Esiste una valutazione tecnica che motivi quei tagli? E, considerata la vicinanza ai binari, quali verifiche sono state effettuate dagli enti competenti?
Se si voleva potare, quello che abbiamo davanti ha l’aspetto di una potatura disgraziata, che ha stravolto la forma dell’albero. Se invece si sta procedendo verso un abbattimento, occorre conoscerne le ragioni.
Un eventuale pericolo va preso sul serio. Ma anche la decisione di ridurre così un albero merita una spiegazione.
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