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18/09/2026 06:00:00

Diffamazione contro il direttore di Tp24, Antonini citato a giudizio dalla Procura di Marsala

La Procura contesta a Valerio Antonini la diffamazione aggravata e continuata nei confronti di Giacomo Di Girolamo. Nel capo d'imputazione mesi di post, interviste e attacchi sui social: da “male assoluto” a “sciacalli”, da “falliti” al “Gobbo di Notre Dame”. Udienza il 24 novembre.

 

 

Non era soltanto una lunga serie di post sopra le righe. Non era soltanto il linguaggio ruvido di un presidente di calcio e basket particolarmente insofferente alle critiche. E non era, almeno secondo l'impostazione accusatoria della Procura della Repubblica di Marsala, una semplice sequenza di sfoghi isolati.

Valerio Antonini è stato citato direttamente a giudizio dalla Procura di Marsala con l'accusa di diffamazione aggravata e continuata nei confronti di Giacomo Di Girolamo, giornalista e direttore di Tp24.

Il decreto di citazione a giudizio è stato emesso nell'ambito del procedimento penale n. 2073/2026. L'udienza predibattimentale è stata fissata per il 24 novembre 2026, alle ore 9, davanti al Tribunale di Marsala in composizione monocratica.

Naturalmente si tratta di un'accusa ancora da sottoporre al vaglio del giudice: Antonini è da considerarsi non colpevole fino a sentenza definitiva.

 

La Procura: più azioni «esecutive di un medesimo disegno criminoso»

 

È soprattutto il capo d'imputazione a essere significativo.

Ad Antonini viene contestato il reato previsto dagli articoli 81 cpv. e 595, commi 2 e 3, del codice penale perché, secondo la Procura, avrebbe agito:

«con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso»

offendendo la reputazione di Di Girolamo attraverso post pubblicati su X e Facebook e interviste diffuse anche attraverso YouTube. La Procura contesta inoltre l'attribuzione di fatti determinati e l'aggravante dell'uso del mezzo stampa.

È, in sostanza, proprio il carattere seriale della vicenda che Tp24 e il suo direttore denunciano da tempo.

 

Dal «male assoluto» agli «sciacalli»

 

Il decreto ricostruisce puntualmente numerosi episodi.

Si comincia dal 7 marzo 2025, quando Antonini definisce Di Girolamo:

«Un male assoluto è diventato. Impressionante».

Poi c'è il 25 marzo, con una raffica di post. Antonini scrive che dietro alcune vicende ci sarebbe «sempre lui», definisce l'ufficio di Tp24 a Marsala un «nido di vespe» e aggiunge:

«Perché i falliti come lui vivono di questo».

Nello stesso contesto arriva anche la frase:

«E ti sfilerò fino all'ultimo centesimo dando tutto in beneficenza».

E ancora le allusioni personali: «Caro GDG, mi dicono che ti hanno allattato al biberon [...] scaduto», fino alla definizione di Di Girolamo come «serio problema per il territorio trapanese».

 

 

Lo “Speciale Tgsud” e l'attacco al mestiere di giornalista

 

Uno dei capitoli più corposi dell'imputazione riguarda la trasmissione televisiva “Speciale Tgsud” del 2 aprile 2025, andata in onda su Telesud, condotto dal suo direttore di allora, il giornalista Nicola Baldarotta, e con la presenza (e la partecipazione ...) del suo avvocato Massimo Zaccarini. Una delle pagine più singolari della storia della tv locale  a Trapani.

Antonini, replicando a un'inchiesta pubblicata da Repubblica e firmata da Giacomo Di Girolamo e Nicola Biondo, sostiene che i due abbiano:

«un intero territorio che li schifa a vederli».

Contesta loro persino la qualifica professionale: «non giornalisti», sostiene che avrebbero «comprato la paginetta», afferma che «fanno diffamazione» e che svolgerebbero «un mestiere che col giornalismo non ha nulla a che vedere».

Nel corso della stessa trasmissione arriva la definizione di «sciacalli». Di Girolamo viene accusato di praticare un «giornalismo diffamatorio», di camuffare i dati e utilizzarli a proprio piacimento, e viene definito un «pallonaro». La Procura inserisce anche il riferimento agli «infamanti articoli».

È un passaggio importante perché l'attacco non riguarda più soltanto un singolo articolo: investe direttamente la reputazione professionale del giornalista e il suo modo di lavorare.

 

 

«La melma di provincia»

 

La contestazione prosegue con il post del 20 maggio 2025, quando Antonini, commentando un nuovo programma d'inchiesta, scrive:

«la melma di provincia e qualche fallito di città sono usciti fuori».

E aggiunge:

«Chissà non si parlerà anche di corruzione nel giornalismo di provincia [...] Ci sarà da divertirsi!».

 

Gli attacchi del 13 giugno

 

Un altro capitolo riguarda il 13 giugno 2025, giornata nella quale Tp24 aveva pubblicato una ricostruzione sulla vicenda dei crediti fiscali che aveva coinvolto le società sportive di Antonini.

Il patron definisce Tp24 un:

«Giornaletto da gossip di provincia»

che non sarebbe neppure «capace di leggere documenti ed evidenze».

Secondo Antonini, Tp24 avrebbe avuto come «unico obiettivo» quello di colpire il Trapani Calcio, la Trapani Shark e lo stesso imprenditore.

Poi la frase sul direttore:

«Andremo fino in fondo sino a che il Signor Giacomo Di Girolamo non avrà pagato sino all'ultimo centesimo disponibile dal suo esiguo corrente».

Nello stesso giorno Antonini parla inoltre di una «menzogna» contenuta nell'articolo e afferma che la gravità di quanto fatto da Di Girolamo avrebbe superato «ogni più funesta immaginazione».

 

L'attacco all'Ordine dei Giornalisti

 

Il 5 agosto 2025 Antonini si rivolge direttamente all'Ordine dei Giornalisti.

Il linguaggio diventa ancora più pesante. Un autore di Tp24 viene definito:

«squinternato vignettista di provincia».

Gli articoli delle «pseudo-testate territoriali», secondo Antonini, sarebbero:

«spazzatura giornalistica, un insulto alla professione e alla dignità dell'informazione».

Gli autori vengono definiti «ciarlatani» e «dilettanti». Tp24 sarebbe ormai, secondo Antonini, un giornale nel quale «leggere le verità al contrario».

E nello stesso giorno l'attacco torna direttamente su Di Girolamo:

«Giacomo Di Girolamo e Tp24 sono oramai talmente ridicoli che non ci sono aggettivi per descriverli».

Il direttore di Tp24 viene poi definito:

«la morte psicologica del territorio».

Antonini parla di persone che non avrebbero «mai fatto nulla per il proprio territorio» e che guarderebbero «con il sangue agli occhi» chi nella vita sarebbe riuscito dove loro avrebbero fallito.

 

Il post contro Di Girolamo dopo l'articolo di Bolzoni

 

Il giorno successivo, 6 agosto, Antonini replica a un articolo del giornalista Attilio Bolzoni sul “caso Trapani”.

Anche in quel caso torna su Di Girolamo:

«Caro Di Girolamo non è colpa mia se a Trapani TUTTI oramai ti hanno catalogato per quello che fai, purtroppo per te non puoi continuare ad infangare le persone impunemente».

 

«Uno dei problemi che hanno afflitto il territorio»

 

Il 23 agosto, durante la presentazione del movimento politico “Futuro il nuovo rinascimento”, Antonini viene interrogato da una giornalista su un'inchiesta di Tp24.

La risposta diventa nuovamente un attacco al direttore:

«Ritengo che Giacomo Di Girolamo sia in questo territorio uno dei problemi che hanno afflitto il territorio, che hanno allontanato tanti imprenditori seri dagli investimenti a Trapani».

Antonini attacca anche uno dei principali filoni dell'attività professionale di Di Girolamo, quello delle inchieste sulla mafia:

«Si è sciacquato la bocca per tanto tempo con temi che non lo riguardano minimamente, perché di mafia fa tanto il paladino».

 

L'accusa di lavorare «su fattura»

 

Particolarmente delicato è l'episodio del 27 settembre 2025.

In un post Facebook Antonini cita dichiarazioni attribuite alla giornalista Jana Cardinale e sostiene che questa avrebbe avuto l'impressione che Di Girolamo lavorasse:

«su "fattura"».

Antonini aggiunge:

«Chissà se quella prima volta che mi venne a trovare gli avessi proposto una sponsorizzazione al suo giornaletto».

Una frase che entra anch'essa nel capo d'imputazione formulato dalla Procura.

 

«Due capre»

 

Il 30 ottobre arriva un altro post:

«Ma possibile che non abbiate due giornalisti normali? Ricorrere a queste due capre è impressionante».

 

Il «Gobbo di Notre Dame»

 

L'ultimo episodio cronologicamente riportato nel decreto è del 7 novembre 2025.

Antonini condivide un contenuto di Tp24 e passa questa volta direttamente all'aspetto fisico del direttore:

«sfortunato alla nascita con quell'aspetto da Gobbo di Notre Dame».

Poi attribuisce a Di Girolamo «l'invidia classica» verso chi sarebbe «più bello, simpatico e riuscito di Lui», concludendo:

«Ho una medicina per te GDG, te la manderò a Marsala».

 

Ma gli attacchi non si fermano al 7 novembre

 

C’è poi un elemento che va precisato. Il capo d’imputazione si ferma cronologicamente al 7 novembre 2025, ma gli attacchi contro Tp24 e il suo direttore non si sono fermati quel giorno. Gli episodi successivi non fanno parte, almeno allo stato, delle condotte contestate in questo procedimento e vanno quindi tenuti distinti dall’accusa formulata dalla Procura.

Tra questi c’è il post pubblicato da Antonini su Facebook il 19 dicembre 2025, nel quale tornava a indicare Tp24 con la sigla dispregiativa “MS24” e chiamava direttamente in causa i propri follower:

«Quando pensate a MS 24 che cosa vi viene in mente? Ditemi la vostra. Per capire cosa sono riuscito a spiegare su questi pseudo giornalisti e se veramente vi si sono aperti gli occhi o li abbiamo ancora foderati di prosciutto. STAY TUNED».

Ne seguì una lunga serie di commenti, molti dei quali offensivi nei confronti della testata e del suo direttore. Ma ce n’è uno che, per il suo contenuto, merita di essere ricordato separatamente. Alla domanda di un utente che chiedeva cosa significasse “MS24”, un altro rispondeva:

«Morte Sicura (entro) 24 ore …. X Il volatore».

“Il Volatore” è il nome della trasmissione radiofonica condotta da Giacomo Di Girolamo da più di 25 anni su Rmc 101.

 

 

Quella frase non è di Antonini e non gli può essere automaticamente attribuita. È però un dato documentato del clima che si era creato sotto uno dei suoi post, esplicitamente costruito come invito ai follower a dire cosa pensassero di Tp24 e dei suoi giornalisti. L'eventuale autonoma rilevanza di quel commento appartiene a un piano diverso e dovrà essere valutata nelle sedi competenti.

Ed è proprio questa distinzione a rendere ancora più chiaro il quadro: il processo che comincerà a novembre riguarda gli episodi contestati dalla Procura fino al 7 novembre 2025. La documentazione raccolta da Tp24 mostra che la sequenza di attacchi, insulti e messaggi ostili è proseguita anche successivamente.

Non anticipiamo giudizi né attribuiamo ad Antonini parole scritte da altri. Registriamo un fatto: neppure dopo mesi di denunce, diffide e interventi degli organismi di categoria il clima intorno a Tp24 e al suo direttore si era esaurito.

 

Adesso la parola passa al Tribunale

 

Sono questi alcuni degli episodi che la Procura di Marsala ha deciso di portare davanti a un giudice.

La vicenda nasce dalle denunce presentate da Giacomo Di Girolamo, assistito dall'avvocato Valerio Vartolo, dopo una lunga sequenza di attacchi pubblici. Nei mesi scorsi anche l'Ordine dei Giornalisti e Assostampa Sicilia erano intervenuti più volte sul clima creatosi attorno al direttore di Tp24 e alla testata.

Adesso si passa dai social e dalle televisioni alle aule di giustizia.

Il 24 novembre Antonini dovrà comparire davanti al Tribunale di Marsala per rispondere dell'accusa di diffamazione aggravata e continuata.

Non significa che sia colpevole: questo potrà stabilirlo soltanto il processo e vale pienamente la presunzione di innocenza.

Significa però una cosa precisa: la Procura di Marsala, dopo le indagini, ha ritenuto che quella lunga sequenza di parole, post e dichiarazioni dovesse diventare un'imputazione e arrivare davanti a un giudice.

Ed è forse questo il dato più importante. Perché per quasi due anni abbiamo continuato a sostenere una cosa molto semplice: la critica, anche durissima, è parte della vita pubblica. L'insulto, la delegittimazione personale e professionale e l'attribuzione di fatti lesivi della reputazione sono un'altra cosa.

Adesso su dove passi quel confine sarà chiamato a pronunciarsi il Tribunale di Marsala.