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23/09/2026 08:56:00

Le sorelline di San Cataldo si erano nascoste nel negozio per imitare una challenge

Nessun sequestro e nessun adulto dietro la scomparsa delle due sorelline di 8 e 12 anni di San Cataldo, ritrovate dopo 21 ore all'interno di un negozio di abbigliamento. Le bambine si erano nascoste volontariamente per imitare una challenge vista su YouTube e sui social: trascorrere la notte dentro un negozio senza farsi scoprire. È quanto hanno ricostruito i Carabinieri e la Procura di Caltanissetta, che ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta aperta per sequestro di persona.

 

La challenge vista sui social

Le testimonianze raccolte e gli accertamenti tecnici hanno consentito agli investigatori di escludere il coinvolgimento di altre persone. Secondo la ricostruzione della Procura, le due sorelle sono entrate consapevolmente nel negozio, all'insaputa del padre, approfittando delle operazioni di chiusura. Si sarebbero poi nascoste nel bagno per non essere trovate.

A spiegare il motivo del gesto sono state le stesse bambine. Gli investigatori hanno inoltre analizzato la navigazione effettuata sui dispositivi a loro disposizione, trovando la ripetuta visualizzazione di video nei quali influencer si nascondono in negozi o magazzini, trascorrono lì la notte e cercano di uscire il giorno successivo senza essere scoperti. Alcuni di questi contenuti raggiungono milioni di visualizzazioni.

Sarebbe stata la sorella maggiore a maturare l'idea di riprodurre la sfida, coinvolgendo la più piccola.

La Procura chiede l'archiviazione

Le bambine erano state ritrovate alla riapertura pomeridiana del negozio. Nei giorni successivi la Procura aveva aperto un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona, mentre gli investigatori cercavano di chiarire diversi aspetti di quelle 21 ore.

Gli accertamenti hanno adesso escluso elementi a sostegno dell'ipotesi di un sequestro. La Procura di Caltanissetta ha quindi depositato la richiesta di archiviazione.

Resta separata la vicenda familiare. Le due sorelle e gli altri quattro fratelli sono stati trasferiti in una comunità protetta su disposizione della Procura per i minorenni. Saranno gli organi della giustizia minorile a valutare la loro situazione.

 

Il procuratore: attenzione alle sfide virali

Il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca richiama infine l'attenzione sui rischi dell'accesso dei minori alle piattaforme digitali. Il caso, secondo la Procura, pone il problema dell'emulazione di challenge e contenuti social che possono spingere bambini e adolescenti a mettere in atto comportamenti rischiosi.

Una vicenda iniziata come una scomparsa avvolta da molti interrogativi trova così una spiegazione molto diversa: le due bambine volevano riprodurre nella realtà una sfida che avevano visto online.