Cous Cous Fest, oggi il talk sul “Paradiso Salvato”: quando il territorio disse no al petrolchimico
l Cous Cous Fest non è soltanto una festa dedicata al cibo e all'incontro tra culture. È anche un luogo nel quale San Vito Lo Capo racconta la propria identità, il rapporto con il territorio e una precisa idea di futuro. Ed è proprio questo il filo conduttore di uno degli appuntamenti più significativi della giornata di oggi, mercoledì 23 settembre, con il talk dedicato a “Il Paradiso Salvato”, il documentario realizzato da Giacomo Di Girolamo e Nicola Biondo, promosso dall'Associazione Network e da TP24.
L'appuntamento è alle 18.30 al Bia Theatre di piazza Santuario, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti. Sarà un'occasione per riportare al centro dell'attenzione una storia che appartiene alla memoria della Sicilia occidentale, ma che parla con grande forza anche al presente: quella della battaglia che, all'inizio degli anni Settanta, impedì che la costa tra San Vito Lo Capo e Custonaci diventasse sede di un grande polo petrolchimico.
La storia di un futuro che poteva essere diverso
Oggi il Golfo di Macari è uno dei paesaggi più riconoscibili della Sicilia occidentale. Mare, scogliere, calette, Monte Cofano e un paesaggio che nel tempo è diventato una delle principali risorse turistiche del territorio. Ma quel paesaggio, come lo conosciamo oggi, non era affatto un destino inevitabile.
All'inizio degli anni Settanta la costa trapanese fu presa in considerazione per la realizzazione di un importante insediamento petrolchimico. Il progetto avrebbe potuto cambiare radicalmente il volto di questo territorio.
La storia raccontata da “Il Paradiso Salvato” parte proprio da quel bivio: da una parte l'idea di uno sviluppo industriale presentato come occasione di crescita e occupazione, dall'altra la difesa di un paesaggio che alcuni amministratori, cittadini, intellettuali e ambientalisti consideravano incompatibile con un simile insediamento.
Fu una battaglia civile che attraversò la provincia e arrivò fino alla politica regionale. Una vicenda che oggi può apparire lontana, ma che contiene una domanda ancora attuale: quale idea di sviluppo si vuole costruire per un territorio?
Una battaglia prima dell'ambientalismo
Il valore della vicenda sta anche nella sua collocazione storica. La mobilitazione contro il petrolchimico arrivò infatti prima di quella che sarebbe diventata, pochi anni dopo, la grande stagione delle battaglie ambientaliste siciliane.
Nel 1980 la marcia dello Zingaro avrebbe rappresentato uno dei momenti simbolo della nascita di una nuova sensibilità ecologista nell'Isola. Ma già un decennio prima, nella costa trapanese, cittadini e amministratori si erano trovati a confrontarsi con un progetto industriale di dimensioni enormi.
Il passaggio decisivo arrivò il 30 novembre 1970, quando l'Assemblea Regionale Siciliana si espresse sulla localizzazione del nuovo polo. Al centro della vicenda vi fu anche l'azione dell'assessore provinciale trapanese Vincenzo Occhipinti, figura ricordata nel documentario per il ruolo avuto in quella stagione.
“Il Paradiso Salvato” recupera documenti, testimonianze e memoria di quella vicenda per ricostruire non soltanto ciò che accadde, ma soprattutto il significato di una scelta che avrebbe avuto conseguenze enormi sul futuro della costa.
Al Cous Cous Fest la memoria diventa una discussione sul presente
Ed è questo il motivo per cui il talk di questa sera assume un significato particolare all'interno del Cous Cous Fest.
A discuterne saranno Giacomo Di Girolamo e Nicola Biondo, autori del documentario, insieme al sindaco di San Vito Lo Capo Francesco La Sala e ad Alessandro Gianni di Greenpeace.
Il confronto consentirà di mettere in relazione la storia di cinquant'anni fa con le questioni che oggi riguardano la tutela del paesaggio, il turismo, l'ambiente e le prospettive di sviluppo della costa trapanese.
Non soltanto, dunque, la rievocazione di una battaglia vinta. Il documentario diventa uno strumento per interrogarsi su quanto quelle scelte abbiano inciso sull'identità di San Vito Lo Capo e su quale valore abbia oggi quel paesaggio.
A seguire è prevista una degustazione di vini DOC Sicilia e IGT Terre Siciliane.
Una giornata ricca di appuntamenti
Il talk si inserisce in una giornata particolarmente intensa del Cous Cous Fest.
La mattina, alle 10, al Bia Theatre, spazio ai più piccoli con Bia Cous Cous Kids, il laboratorio di cucina nel quale i bambini, guidati da Andrea Lo Cicero e Gianni Marino, potranno imparare a preparare il cous cous partendo dalla semola, attraverso la tecnica dell'incocciatura. Un laboratorio pensato per i ragazzi dai 10 ai 14 anni e dedicato anche alla scoperta delle storie e delle culture che il cous cous porta con sé.
Alle 12.30 il viaggio gastronomico prosegue con il cooking show “Due mondi, quattro mani: dalla Spagna al Messico”, con Avelino Alfaro e Diana Beltrán, chiamati a confrontarsi con due specialità molto diverse: la fideuà spagnola e il pastel de elote messicano. A condurre saranno Ylenia Totino e Andrea Lo Cicero.
Alle 17 sarà la volta di Vincenzo Bartolotta, del ristorante Dal Cozzaro di San Vito Lo Capo, con un cooking show accompagnato dalla degustazione.
Poi, alle 18.30, il momento dedicato al “Paradiso Salvato”.
Dal racconto del territorio alla festa sulla spiaggia
La giornata proseguirà sulla spiaggia. Alle 19 è in programma Amadori Wellness on the Beach, con una sessione di yoga e mindfulness curata da Gabriela Sofia Flores.
Alle 20, ancora al Bia Theatre, Gianni Marino proporrà uno Smarty Cous con salmone affumicato, avocado e crema di formaggio: un cooking show nel quale il pubblico potrà preparare il proprio cous cous direttamente al posto.
E alle 20.30 il palco della spiaggia sarà anche quello di RMC101, radio partner del Cous Cous Fest, con il RMC101 Radio Live, appuntamento che porterà la radio dentro la grande festa sanvitese.
Alle 21.30 spazio alla Cerimonia dei popoli del cous cous, uno dei momenti che più rappresentano lo spirito internazionale della manifestazione. La serata si chiuderà alle 22 con il Cous Cous Live Show di Wlady e Dj Jad.
Un festival che racconta la Sicilia
Il filo che unisce gli appuntamenti di oggi è, in fondo, quello stesso filo che attraversa la storia del Cous Cous Fest: l'incontro.
Incontro tra cucine e culture, tra Paesi diversi, tra tradizione e innovazione. Ma anche incontro tra una comunità e il proprio territorio.
Ed è proprio in questa prospettiva che il racconto del “Paradiso Salvato” trova posto all'interno della manifestazione. Perché dietro la festa, i concerti e i cooking show c'è un territorio preciso, con una storia precisa. Un territorio che oggi vive soprattutto di turismo, accoglienza, cultura e paesaggio e che mezzo secolo fa avrebbe potuto avere un volto completamente diverso.
Il documentario di Di Girolamo e Biondo riporta quella storia alla luce. Non per trasformarla in una celebrazione del passato, ma per ricordare che i paesaggi che oggi consideriamo scontati sono spesso il risultato di scelte, battaglie e persone che, in un determinato momento, hanno deciso quale futuro immaginare per il proprio territorio.
E oggi, al Cous Cous Fest, quella storia torna a essere discussa proprio a San Vito Lo Capo, nel luogo che più di ogni altro ne rappresenta l'eredità.
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