Sul telefono della tredicenne che ha aggredito una compagna alla scuola Pipitone di Marsala c’era la fotografia di uno stragista americano.Un dettaglio che aggiunge un fronte agli accertamenti sull’episodio di martedì mattina: oltre a ricostruire quanto accaduto in classe, gli investigatori stanno approfondendo i contenuti dei dispositivi utilizzati dalla ragazza.
La Procura per i minorenni di Palermo ha disposto il sequestro dello smartphone e del computer della studentessa. È stato aperto anche un fascicolo civile per valutare il contesto nel quale vive la minorenne. Sono sviluppi successivi all’intervento dei Carabinieri e all’attivazione dei servizi sociali, dei quali Tp24 ha dato notizia nelle prime ore dopo l’aggressione.
La fotografia sullo smartphone
L’immagine è quella di Colt Gray, che il 4 settembre 2024 uccise due studenti e due insegnanti all’Apalachee High School di Winder, in Georgia. All’epoca aveva quattordici anni. Nel luglio di quest’anno si è dichiarato colpevole ed è stato condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale.
La presenza della fotografia sullo schermo del telefono della studentessa è un elemento da approfondire. Non dimostra, da sola, che l’aggressione di Marsala sia stata un tentativo di emulazione, né permette di dare per accertata l’esistenza di persone che abbiano incoraggiato il gesto.
È proprio la distinzione tra ciò che è stato trovato e il significato che può avere a rendere necessari gli accertamenti: una fotografia è un elemento della ricostruzione, non una spiegazione già completa.
Il fascicolo civile e l’età della ragazza
La studentessa ha tredici anni. Nell’ordinamento italiano chi non ha ancora compiuto quattordici anni al momento del fatto non è penalmente imputabile, come stabilisce l’articolo 97 del Codice penale.
Il fascicolo civile riguarda la valutazione del suo contesto di vita. Il quotidiano riferisce inoltre che è iniziato un percorso seguito dai servizi sociali e dal servizio di neuropsichiatria infantile.
Restano dunque distinti, pur riguardando la stessa vicenda, la ricostruzione dell’aggressione, l’esame dei dispositivi e gli interventi di tutela e sostegno.
Nelle prime testimonianze raccolte da Tp24, i docenti avevano descritto l’alunna come tranquilla, senza precedenti comportamenti che avessero fatto immaginare un episodio simile. Dopo essere stata fermata, la minorenne era scoppiata a piangere e, secondo quanto riferito alla redazione, aveva pronunciato la frase: «Mi sono levata questo pensiero dalla testa». (TP24)
L’aggressione e le lesioni alla compagna
L’episodio è avvenuto martedì 22 settembre, durante la mattinata scolastica. La ragazza, che frequenta la terza media, ha impugnato un coltello contro una compagna. A interrompere l’aggressione è stato un collaboratore scolastico, che è riuscito a disarmarla. La scuola ha chiamato i Carabinieri e coinvolto le famiglie. (TP24)
La studentessa aggredita avrebbe riportato lesioni al collo e all’addome.
La sospensione e il sostegno
La dirigente Mariella Parrinello, contattata da Tp24 dopo l’accaduto, aveva confermato di avere informato le forze dell’ordine e la Procura e di avere disposto la sospensione dell’alunna. Aveva sottolineato anche la necessità di aiutare la ragazza, senza considerare conclusa la vicenda con il provvedimento disciplinare. (TP24)
L’attenzione rivolta alla minorenne che ha impugnato il coltello non deve lasciare in secondo piano la compagna aggredita. La sua protezione e la possibilità di tornare a vivere serenamente la scuola restano centrali. Comprendere le condizioni di chi ha compiuto il gesto non significa ridurre la gravità di quanto ha subito l’altra studentessa.