Il Forum per Erice 2027 lascia sul tavolo le prime reazioni.
A poche ore dal confronto promosso dal Partito Democratico, arrivano due prese di posizione che restituiscono letture molto diverse dell'incontro.
Da una parte il Comitato “Trapani-Erice una Città”, che parla di una sostanziale assenza di volontà politica sulla fusione tra i due Comuni; dall'altra Amo Erice, che rivendica la propria partecipazione e respinge le critiche politiche emerse sui social.
Il Forum, dunque, non si chiude con una posizione comune. Anzi, le prime reazioni sembrano evidenziare proprio le diverse aspettative con cui i soggetti invitati hanno preso parte al confronto.
Il Comitato “Trapani-Erice una Città”: «Manca la volontà politica»
Il primo affondo arriva dal Comitato “Trapani-Erice una Città”, presieduto da Orazio Mistretta.
Il Comitato spiega di aver accettato l'invito per una questione di «cortesia istituzionale», anche perché arrivato direttamente da un deputato regionale.
Ma il bilancio dell'incontro è tutt'altro che positivo.
«A valle della riunione – sostiene Mistretta – abbiamo dovuto prendere atto, con rammarico, che manca del tutto la volontà politica del Partito Democratico di procedere concretamente alla fusione dei due municipi».
Il Comitato dice di essere arrivato al Forum con uno spirito costruttivo, convinto che il progetto della “Grande Città” dovesse superare le appartenenze politiche. La lettura dell'incontro, però, è stata diversa.
Secondo Mistretta, dagli interventi sarebbe emerso un atteggiamento «interlocutorio e decisamente frenante» da parte degli esponenti del Pd presenti e, soprattutto, l'assenza di una determinazione concreta a portare avanti il processo di unificazione amministrativa.
Da qui la decisione di fare un passo indietro.
«Non siamo interessati a passerelle o a tavoli di discussione fini a se stessi», afferma il presidente del Comitato, che chiede invece di arrivare a decisioni concrete su un tema considerato «vitale per cittadini, imprese e servizi».
Amo Erice, «Siamo stati invitati e abbiamo accettato»
Sul fronte delle reazioni al Forum interviene anche Amo Erice, attraverso il coordinatore Michele Cavarretta.
Il movimento risponde alle discussioni sviluppatesi sui social dopo la partecipazione all'iniziativa e contesta quelle che considera lezioni di coerenza politica.
«Leggo in queste ore con un sorriso, e con sincero stupore, i commenti comparsi sui social dopo la partecipazione di Amo Erice, su invito, al Forum per Erice 2027», afferma Cavarretta.
La replica è particolarmente dura nei confronti di chi avrebbe criticato la presenza di Amo Erice al tavolo. Cavarretta parla di «taluni che hanno cambiato casacca più di una volta» e accusa queste persone di essersi successivamente presentate come «custodi di una purezza politica a intermittenza».
Il coordinatore chiarisce quindi la posizione del movimento: l'invito è stato accettato e il confronto con le forze politiche non viene considerato una scelta di schieramento.
«Ci avevano cercato diverse forze politiche, anche di aree lontane tra loro, e con ciascuna ci siamo confrontati», spiega Cavarretta.
La linea, sostiene, sarebbe stata sempre la stessa: «dialogo sui contenuti, cambio di metodo, autonomia non in discussione».
«Le candidature si costruiscono»
Nel comunicato di Amo Erice entra anche un altro elemento che inevitabilmente riguarda il clima politico in vista delle amministrative del 2027: quello delle candidature.
Cavarretta parla di un «fiorire di candidature autoproclamate» e critica chi, a suo giudizio, avrebbe già deciso di proporsi prima ancora di costruire un progetto e una squadra.
«Per noi una candidatura non si annuncia: si costruisce, insieme ai cittadini», afferma.
È un passaggio che restituisce il clima che accompagna il Forum: oltre ai contenuti programmatici, infatti, il confronto sembra già intrecciarsi con il futuro degli schieramenti e con la corsa alla guida del Comune.
«A loro il palcoscenico, a noi il lavoro»
La conclusione di Cavarretta mantiene il tono polemico dell'intervento.
«In qualunque sala entriamo, ci entriamo a testa alta, con le nostre idee e la nostra storia», afferma il coordinatore di Amo Erice. E poi la stoccata finale: «Le commedie le lasciamo volentieri alle novelle vestali della politica».
«A loro il palcoscenico, a noi il lavoro», conclude.
Il dato politico delle prime ore dopo il Forum è quindi quello di un confronto che, almeno nelle prime reazioni, non sembra aver prodotto una lettura univoca.
Il Comitato “Trapani-Erice una Città” avrebbe voluto individuare nel confronto un impegno più chiaro sulla fusione e, non avendolo riscontrato, ha scelto di prendere le distanze.
Amo Erice, invece, rivendica la propria presenza al Forum come parte di un percorso di dialogo con le diverse forze politiche, mantenendo ferma la propria autonomia.
Sono, per ora, le prime reazioni dopo il Forum.
E raccontano già una campagna per il 2027 nella quale il tema delle alleanze, delle candidature e della possibile “Grande Città” appare destinato a intrecciarsi sempre di più.