È difficile, ma non impossibile. Dario Safina, deputato regionale del Pd, ci va cauto. Ma il segnale che arriva dal primo incontro del “Forum 2027” è tutt’altro che marginale: a un unico tavolo si sono ritrovate anime diverse della politica ericina, dal centrosinistra al centrodestra, passando per il civismo e il mondo delle associazioni.
L’appuntamento di lunedì scorso aveva un obiettivo preciso: iniziare a costruire un percorso in vista delle elezioni amministrative della primavera 2027, quando Erice sarà chiamata a scegliere il proprio futuro amministrativo.
Più che una coalizione, per ora è un laboratorio. E forse proprio per questo il nome scelto, “Forum 2027”, racconta meglio delle definizioni politiche tradizionali la natura dell’operazione.
L’obiettivo dichiarato è quello di far tornare a dialogare persone e forze politiche che negli anni non sono state soltanto avversarie, ma in alcuni casi si sono anche duramente contrapposte. Un tentativo di mettere insieme sensibilità differenti, verificare le possibili convergenze e capire se, attorno al futuro di Erice, possa nascere un progetto politico e amministrativo abbastanza largo da parlare a mondi diversi.
Prima le idee, poi i nomi. È questa, almeno per il momento, la regola del tavolo.
Nessuna candidatura e nessuna posizione precostituita. Prima bisognerà capire se esistono le condizioni per costruire un percorso comune.
Il tavolo trasversale
La fotografia dei presenti restituisce la dimensione dell'operazione.
Per il Pd c'erano, tra gli altri, la sindaca uscente Daniela Toscano, Vito Brillante, Carmela Daidone, Giuseppe Virzì, Paolo Genco, Ruggero Messina, Rossella Cosentino e Gianni Mauro.
Presente anche il Movimento Cinque Stelle con la deputata regionale Cristina Ciminnisi e Nicolò Luppino.
Per il Psi hanno partecipato Nino Oddo, Giovanni Romani, Nino Perria, Salvatore Bevilacqua e Dino Manzo. Per i Verdi Europei Giuseppe Caradonna; per Sinistra Italiana Antonella Parisi e Fabrizio Bocchino; per Italia Viva Giuseppe Petrona e Riccardo Fileccia. Presente anche Andrea Genco per Controcorrente.
E poi il mondo civico, che rappresenta una delle componenti più interessanti del tavolo: Maurizio Spanò per Generazione Futura; Giuseppe Randazzo e Giuseppe Guaiana per Amo Trapani; Michele Cavarretta per Amo Erice; Piero Spina, Bruna Arceri e Armando Stinco per Cives. Il gruppo Grande Città era rappresentato da Orazio Mistretta. Hanno partecipato inoltre Carmelo Peralta e Assunta Aiello.
Una lista di nomi che racconta già molto. Perché al tavolo siedono persone provenienti da storie politiche differenti. Piero Spina, per esempio, è stato candidato sindaco del centrodestra alle precedenti amministrative, mentre Giuseppe Guaiana proviene da una consolidata esperienza nell'area di centrodestra. È proprio questa trasversalità a rendere il progetto ancora tutto da decifrare.
Per ora, però, nessuno sembra voler bruciare le tappe. Quella di lunedì è stata una riunione esplorativa. Ne seguiranno altre, con Safina che ha ricevuto il mandato di avviare ulteriori interlocuzioni con le singole forze presenti.
Safina: «Persone che in passato hanno avuto scontri pesanti»
È lo stesso Safina a spiegare il senso dell’operazione: «Abbiamo provato a mettere in campo un percorso innovativo, che tenga conto delle cose buone fatte dall'amministrazione Toscano, ma che sia capace anche di aggregare persone che negli anni si sono opposte».
Il punto, secondo il deputato regionale del Pd, è proprio il metodo: «Il tavolo ha riconosciuto la dignità delle forze in campo. Non ci sono posizioni precostituite, nessuno dà le carte e nessuno le riceve. Ognuno ha parlato francamente».
Nel corso dell'incontro sono state affrontate anche questioni concrete che riguardano il territorio, dal servizio idrico al tema della Grande Città.
Safina è stato quindi delegato a proseguire il confronto con le singole forze politiche che hanno partecipato al Forum: «I segnali sono positivi», dice.
Una cautela che lascia aperta la partita. Perché trasformare un tavolo di confronto in una coalizione elettorale è tutt'altra cosa. E il percorso, se davvero si vorrà arrivare a un progetto comune, sarà necessariamente lungo.
Guaiana: «Dialogare, ma serve discontinuità»
Sul tavolo c'è anche la posizione di Giuseppe Guaiana, fondatore di Amo Trapani e Amo Erice, disponibile a proseguire il confronto ma con una condizione politica precisa: il progetto, secondo lui, dovrà segnare una discontinuità rispetto all'attuale amministrazione.
«Siamo disponibili e pronti a tornare a riunirci per dialogare – spiega Guaiana – ma per noi è necessario un segnale di discontinuità che vada oltre l'attuale amministrazione».
E proprio la composizione del Forum, secondo Guaiana, rappresenta l'elemento più significativo dell'incontro: «La cosa importante di questo tavolo è che c'erano tre coalizioni che hanno supportato tre sindaci diversi».
Una fotografia che restituisce bene la complessità dell'operazione. Perché se l'obiettivo fosse soltanto allargare una coalizione già esistente, il problema sarebbe relativamente semplice. Qui, invece, si tenta qualcosa di diverso: far sedere allo stesso tavolo chi, negli ultimi anni, è stato su fronti contrapposti e capire se esiste un terreno comune sul quale costruire il futuro politico e amministrativo di Erice.
E Scontrino non partecipa
Un'assenza, però, si fa notare: Vincenzo Scontrino.
Invitato al confronto, ha scelto di non partecipare. Scontrino è già in campo come candidato sindaco e dovrà quindi costruire il proprio percorso e la propria coalizione.
Anche questa assenza contribuisce a definire, almeno in questa fase, i confini ancora incerti della partita.
Il Forum 2027, dunque, parte senza candidati e senza una coalizione formalizzata. Parte dalle relazioni, dall'ascolto e dal tentativo di trovare punti di convergenza.
La vera domanda sarà capire se questo dialogo riuscirà a trasformarsi, nei prossimi mesi, in un progetto politico. Perché mettere insieme mondi diversi attorno a un tavolo è il primo passo. Farli camminare nella stessa direzione è tutta un'altra partita.