×
 
 
24/09/2026 13:00:00

Favignana: il vecchio carcere ai privati per 50 anni. Ciminnisi: "Uno schiaffo alla memoria"

Il vecchio carcere di Favignana, conosciuto dagli abitanti dell’isola come “e Celle” o “la Corea”, potrebbe essere concesso a un privato per cinquant’anni. Sul futuro dell’edificio interviene la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, che ha depositato un’interrogazione al Governo regionale chiedendo attenzione per un luogo considerato di particolare valore storico e culturale.

«Il camerone del carcere di Favignana non è un rudere qualunque, ma un pezzo di storia delle Egadi e della Sicilia intera. Trasformare quel luogo in un affare privato per mezzo secolo sarebbe uno schiaffo alla memoria di chi lo ha vissuto e alla comunità che lo ha sempre considerato suo», afferma Ciminnisi.

 

Un luogo segnato dalla storia

L’edificio, di proprietà dello Stato, ospitava tra Ottocento e Novecento i cosiddetti “coatti” e, durante il periodo fascista, anche oppositori politici sottoposti al confino. Sui muri sono ancora visibili graffiti lasciati dai detenuti, tra cui una data del 1847, oltre agli anelli in ferro utilizzati per le catene.

Nel 2021 la Regione Siciliana ha riconosciuto il valore culturale dell’immobile, inserendolo così tra i luoghi del patrimonio storico da tutelare.

 

Il rischio di una concessione cinquantennale

Secondo quanto denunciato dalla deputata, oggi il bene rischia di essere affidato in concessione a un privato per cinquant’anni, a fronte di un canone annuo di poche centinaia di euro.

«Posso capire da parte dello Stato la necessità di dare valore al patrimonio pubblico – sostiene Ciminnisi – ma valorizzare non significa necessariamente mettere a gara».

 

Il progetto del Comune di Favignana

La parlamentare regionale ricorda che già nel 2021 il Comune di Favignana aveva manifestato il proprio interesse a ottenere la concessione dell’immobile, presentando un progetto destinato alla fruizione pubblica.

L’idea prevedeva il trasferimento della biblioteca e dell’emeroteca, la realizzazione di spazi espositivi e di un giardino da utilizzare per attività culturali. Secondo Ciminnisi, all’epoca l’Agenzia del Demanio aveva indicato la richiesta del Comune come prioritaria.

«Oggi, invece, il bene, nonostante la precedente proposta del Comune, viene messo sul mercato», aggiunge la deputata.

 

L’appello alla Regione

Ciminnisi chiede quindi alla Regione Siciliana di assumere un ruolo nella definizione del futuro dell’immobile e di intervenire per tutelarne la destinazione pubblica.

«La Regione rivendichi un ruolo nella definizione del futuro di un patrimonio che appartiene alla storia della Sicilia – conclude la deputata –. Non possiamo chiedere autonomia quando ci conviene e rinunciare alle nostre prerogative quando servono a difendere il patrimonio siciliano».

 

«Un luogo aperto alla comunità»

La proposta sostenuta dalla deputata è quella di mantenere la “Corea” nella disponibilità pubblica e trasformarla in uno spazio culturale accessibile alla cittadinanza e alle nuove generazioni.

«Il futuro di quel luogo deve essere pubblico: uno spazio aperto ai giovani, non un cancello chiuso dietro cui nascondere la nostra storia. Favignana e la Sicilia hanno il diritto di riprendersi la “Corea”», conclude Ciminnisi.