Un corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Trapani. La prospettiva entusiasma istituzioni e Ordine dei Medici, ma ha riaperto una questione che a Marsala brucia ancora.
La città del vino ha perso la sede del corso di Viticoltura ed Enologia nel 2023. L’allora sindaco Massimo Grillo assicurò che il trasferimento sarebbe stato temporaneo. Tre anni dopo invece sembra essere andato tutto perso.
Medicina, intanto, è soltanto all’inizio del percorso. L’Università di Palermo ha dato la disponibilità ad avviare uno studio di fattibilità per capire se ci siano le condizioni per attivare il corso nel capoluogo. Non c’è ancora una data di apertura. Ma l’annuncio ha spinto la sindaca di Marsala, Andreana Patti, a chiedere che lo sviluppo dell’università nella provincia tenga conto anche di ciò che Marsala ha perduto. Cioè Enologia. E si apre la polemica.
Medicina a Trapani, entusiasmo e prudenza
Il confronto con il rettore Massimo Midiri si è svolto a Palermo. Al tavolo c’erano la presidente del Consorzio Universitario della Provincia di Trapani Maria Pia Castiglione, il presidente del Polo Universitario Giorgio Scichilone, il presidente dell’Ordine dei Medici Filippo Mangiapane e l’assessora all’Università del Comune di Trapani Giusy Poma.
L’ipotesi è rafforzare la formazione sanitaria nel territorio. Un tavolo tecnico-istituzionale dovrà esaminare strutture, rete ospedaliera, organizzazione e costi, coinvolgendo anche Asp, Regione, sindaci, Prefettura e Ordine dei Medici.
«Sarebbe prematuro dire che Medicina a Trapani è già realtà, ma oggi abbiamo scritto il primo capitolo», ha precisato Poma. Il sindaco Giacomo Tranchida parla di un progetto «di interesse collettivo». Per Mangiapane, formare medici nel territorio significherebbe investire sia sui giovani sia sulla qualità dell’assistenza.
Patti: «Marsala ha perso un percorso legato al territorio»
La sindaca Andreana Patti accoglie con favore la possibilità di aprire Medicina: «È una notizia importante per l’intero territorio provinciale». Ma chiede una visione condivisa dello sviluppo universitario, che valorizzi le vocazioni delle diverse città.
«La nostra città ha perso un importante percorso accademico legato alla Vitivinicoltura e all’Enologia», osserva Patti. La sua proposta è riportare la formazione enologica a Marsala mentre si lavora al progetto di Medicina a Trapani: «Non una competizione tra città, ma un sistema universitario provinciale capace di distribuire opportunità, competenze e investimenti in modo equilibrato».
Come Marsala ha perso il corso di laurea
Il corso di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Palermo aveva sede in via Dante Alighieri, nei locali del Libero Consorzio comunale di Trapani. Quegli spazi sono stati destinati all’ITET “Garibaldi”, che doveva lasciare l’edificio in affitto di via Trapani. Era una soluzione attesa da anni per la scuola superiore, ma imponeva di trovare una nuova sede al corso universitario. Cosa che l'allora amministrazione comunale, guidata da Grillo, non è riuscita a fare.
Si valutò il Convitto Audiofonolesi; poi l’ex scuola Crimi, dove si trovava Marsala Schola. I locali esaminati dall’Università in quest’ultimo edificio furono giudicati inadatti, soprattutto per la mancanza di spazi necessari ai laboratori e al personale. Una sede alternativa a Marsala non è stata individuata in tempo. Nel settembre 2023 Enologia si trasferì al Polo universitario di Trapani. Il corso, dunque, non è stato cancellato dall’offerta dell’Università di Palermo: è Marsala ad averlo perso.
Grillo presentò il trasferimento come una parentesi. Nel 2024, insieme al rettore Midiri, annunciò il ritorno del corso nei locali dell’Ipab “Antonietta Genna Spanò” di via Frisella. Si parlò di lavori per circa 400 mila euro e di una riapertura nel 2025. Ma alla ripresa dell’anno accademico quel ritorno non c’era stato, né erano arrivate novità sui lavori annunciati. La parentesi, insomma, è rimasta aperta.
Per Marsala è stata un’opportunità persa: avere ricerca, laboratori e studenti nel cuore di uno dei territori vitivinicoli più importanti della Sicilia creava un legame diretto tra università e imprese. Un legame praticamente perso, che oggi va ricostruito.
Il Consorzio: servono una sede e studenti
Dopo le parole di Patti, la presidente del Consorzio universitario Maria Pia Castiglione ha ribadito che l’impegno per riportare Enologia a Marsala «non è mai venuto meno». Ha però indicato le condizioni da affrontare: strutture adeguate e un numero sufficiente di studenti interessati a iscriversi.
«Le politiche universitarie non si costruiscono attraverso spot, proclami o annunci finalizzati al consenso», afferma Castiglione. Servono, aggiunge, programmazione, docenti, spazi, servizi e sostenibilità economica.
Un po' di polemica a distanza, insomma, tra la presidente del Consorzio universitario e la sindaca di Marsala.
Marsala è socio fondatore del Consorzio e la sindaca dice che la città è pronta a fare la propria parte. Il primo passo concreto sarà individuare una sede adatta e definire con l’Università come riportare il corso dove è nato il problema. La storia di via Frisella insegna che tra annunciare un ritorno e riaprire le aule c’è parecchia strada.