L’acqua che manca non è più soltanto un problema delle famiglie e dei condomini e a Trapani oggi la scuola "Sciascia & Bufalino" di piazza XXI aprile ha sospeso le attività didattiche perché l'autobotte non é arrivata per tempo.
Dentro le scuole la continuità delle lezioni dipende anche dalla possibilità di garantire acqua nei serbatoi e, soprattutto, nei servizi igienici.
Al centro della problematica é appunto la scuola "Sciascia & Bufalino" nella sede di Piazza XXI aprile, che è interessata dalla contaminazione da marzo con la conseguente chiusura dei contatori.
Fino a pochi giorni fa, la procedura per le scuole era semplice e soddisfacente: quando i serbatoi stavano per svuotarsi, la scuola contattava il Comune e l’ufficio acquedotto e, «nel giro di un paio d’ore», arrivava la ditta incaricata del rifornimento. Un sistema che aveva consentito anche in precedenti situazioni di emergenza di evitare la chiusura dell’istituto.
Ora, invece, la catena è più lunga.
La nuova procedura
La modifica è arrivata nell’ambito del coordinamento istituzionale tra Prefettura, Comune e Vigili del Fuoco, attivato per affrontare la crisi, stabilendo che, per le scuole, l’acqua venga fornita dai Vigili del fuoco.
Il percorso, però, prevede un passaggio intermedio: la scuola comunica la necessità al Comune, il Comune trasmette la richiesta ai Vigili del fuoco e questi devono quindi organizzare l'intervento.
Un sistema pensato per garantire maggiori garanzie sull’acqua destinata agli istituti, ma che, nella pratica raccontata dalla scuola, rende più difficile conoscere i tempi effettivi dell’arrivo dell’autobotte.
«Prima noi eravamo abituati che in due, massimo due ore arrivava l’acqua». Adesso, una volta inoltrata la richiesta, la scuola non ha più il controllo diretto della procedura e deve attendere che Comune e Vigili del fuoco completino i rispettivi passaggi.
L'acqua non è ancora finita, ma il tempo stringe
Il punto più delicato è proprio questo: le scuole non aspettano che il serbatoio sia completamente vuoto per chiedere il rifornimento.
La richiesta viene fatta quando l'acqua sta per terminare, proprio per mantenere quel margine di sicurezza necessario a evitare che i servizi diventino inutilizzabili.
Nella situazione odierna dello "Sciascia & Bufalino", la richiesta era stata effettuata già nella giornata di ieri, intorno alle 14.30; il Comune ha inoltrato la richiesta ai Vigili del Fuoco alle 15.56 sempre di ieri. Ma oggi la scuola non ha ancora certezza sui tempi dell’intervento a metà giornata.
E qui l'emergenza idrica diventa un problema organizzativo.
Perché in una scuola l'acqua non serve soltanto per bere. Serve per i servizi igienici e per garantire condizioni minime di funzionamento dell'istituto. Se i bagni non possono essere utilizzati, il margine operativo si riduce drasticamente.
In assenza dell’autobotte, si potrebbe prospettare la necessità di mandare a casa gli studenti.
Nella situazione descritta, era stata indicata come soglia indicativa l'assenza dell'acqua entro il primo intervallo, intorno alle 10.15.
La decisione finale, naturalmente, spetta al dirigente scolastico.
L'Istituto é stato soggetto di prelievi che accertino i livelli di contaminazione pochi giorni fa e sono in attesa degli esiti.
La crisi idrica, insomma, non si misura più soltanto nei litri che mancano. Si misura anche nei tempi necessari per farli arrivare.
E nelle scuole di Trapani, dove l'acqua della rete resta inutilizzabile, anche un ritardo nella catena Comune-Vigili del fuoco può trasformarsi in un problema concreto per studenti, famiglie e personale scolastico.