Il Comitato promotore annuncia l’esclusione dell’intera circoscrizione portuale e la firma della candidatura internazionale delle “Saline di Sicilia”. Dentro l’area di transizione restano anche ambiti urbani e l’aeroporto civile di Birgi. Nessuna modifica ai regimi di tutela e alla gestione delle riserve naturali esistenti.
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Il dossier internazionale delle “Saline di Sicilia” è stato firmato e sarà trasmesso alla Rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unesco a Parigi. Ma il comunicato diffuso il 25 settembre dal Comitato promotore contiene anche la precisazione che mancava per chiarire l’ultima controversia: dalla candidatura è stata esclusa l’intera circoscrizione portuale di Trapani, non soltanto la parte commerciale o quella industriale.
I componenti del Comitato hanno sottoscritto la documentazione durante una riunione alla Camera di Commercio di Trapani, dopo la conclusione positiva dell’istruttoria nazionale. Si apre così il percorso verso la valutazione internazionale. La firma non equivale ancora al riconoscimento di Riserva della Biosfera: quello finora ottenuto è il via libera alla candidatura, annunciato anche dalla Commissione nazionale italiana per l’Unesco il 18 settembre.
Il chiarimento: esclusa tutta la circoscrizione portuale
La frase decisiva arriva nella parte finale del comunicato: «È stata esclusa dalla perimetrazione dell’area candidata l’intera circoscrizione di competenza dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale».
È il punto sul quale l’AdSP aveva chiesto una risposta formale. Nella nota del 15 settembre, l’Autorità aveva precisato che l’accordo sull’esclusione del porto doveva riguardare tutta la circoscrizione di propria competenza. Aveva inoltre avvertito che, senza questo presupposto, non avrebbe potuto considerarsi raggiunta la condivisione istituzionale sulla candidatura. Nota sulla candidatura delle sa…
La questione era rimasta aperta dopo la mediazione del 15 maggio a Palermo, quando Giuseppe Pace aveva proposto di lasciare fuori porto e zona industriale. Successivamente l’AdSP aveva contestato la presenza di parte del demanio portuale nella zonazione, spiegando di avere ricevuto soltanto una cartografia denominata “ipotesi di zonazione”, senza una richiesta di parere e senza un’esplicita comunicazione di modifica dell’intesa. Nota sulla candidatura delle sa…
Ora il Comitato promotore dichiara espressamente l’esclusione integrale. La comunicazione supera dunque la precedente distinzione tra porto commerciale escluso e altre porzioni dell’ambito portuale comprese nel progetto. È un annuncio sulla configurazione del dossier firmato, non una nuova lettura delle mappe circolate nelle settimane scorse.
Il presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, aveva anticipato nella dichiarazione del 24 settembre che le interlocuzioni delle ultime ore avevano consentito di superare le criticità e i dubbi sui confini. Aveva quindi annunciato una firma «ponderata e unitariamente condivisa dopo i necessari riscontri».
Cinque aree centrali, zone cuscinetto e territori di transizione
Il comunicato chiarisce anche come è organizzato il territorio candidato, che interessa Trapani, Marsala, Misiliscemi e Paceco.
La suddivisione segue il modello MaB: aree “core”, “buffer” e “transition”, con funzioni differenti. L’obiettivo dichiarato è tenere insieme conservazione della biodiversità, sviluppo sostenibile, ricerca, formazione ed educazione ambientale, valorizzando il rapporto tra il lavoro dei salinai e gli ecosistemi costieri.
Le cinque aree core, cioè i nuclei centrali, e le aree buffer, le zone cuscinetto, ricadono, secondo quanto riferisce il Comitato, all’interno dei perimetri delle due riserve naturali regionali e dei relativi siti della Rete Natura 2000. Sono quindi territori già sottoposti agli specifici regimi di tutela previsti dalla normativa.
Il punto ribadito dai promotori è che il riconoscimento MaB non modifica quei regimi né le modalità di gestione delle aree protette. Il dossier non viene dunque presentato come uno strumento per sostituire le regole esistenti, ma per coordinare conservazione, valorizzazione e attività umane.
È anche il principio sul quale è stata costruita la candidatura: le saline come paesaggio nel quale la produzione del sale e gli ecosistemi naturali sono strettamente collegati. Saline di Sicilia
Dentro anche città e aeroporto di Birgi
Diversa è la funzione delle aree di transizione, che comprendono anche ambiti urbani dei quattro Comuni e l’infrastruttura aeroportuale civile di Trapani Birgi “Vincenzo Florio”.
Il Comitato precisa che non si tratta di ulteriori aree protette e che la candidatura non introduce un nuovo regime regolamentare. In questi territori l’obiettivo è promuovere cooperazione tra cittadini, imprese, associazioni, amministrazioni, università e istituti di ricerca.
Le attività indicate comprendono la valorizzazione delle produzioni locali, il turismo sostenibile, la formazione, la ricerca e il coinvolgimento dei giovani. Si tratta di opportunità da costruire attraverso progetti condivisi, non di benefici già acquisiti con la firma.
Birgi viene individuato come una porta di accesso alla futura Riserva della Biosfera. Il comunicato richiama, in questa prospettiva, anche il futuro collegamento dell’aeroporto alla rete ferroviaria, senza indicarne una data di entrata in esercizio.
Il percorso dopo mesi di contestazioni
La firma arriva dopo una lunga discussione sul coinvolgimento del territorio. Il porto aveva contestato la propria inclusione e chiesto garanzie sulle prospettive infrastrutturali; i salinai, pur favorevoli alla candidatura, avevano rivendicato un ruolo diretto nelle decisioni; professionisti e rappresentanze istituzionali avevano sollecitato maggiore partecipazione. Lo stesso Quinci, prima degli ultimi chiarimenti, aveva chiesto di verificare il dossier e superare le incomprensioni senza trasformare i soggetti coinvolti in controparti. Nota sulla candidatura delle sa… Dichiarazione Presidente Lcc Sa… 2026_05_U_Nota_MAB_UNESCO_06.05… Dichiarazione Presidente Lcc Tr…
Nel frattempo anche Marsala, con la delibera di Giunta numero 341 del 20 agosto, aveva formalizzato il proprio interesse non vincolante a essere compresa nell’area oggetto di studio, precisando l’assenza di nuovi vincoli in quella fase e la necessità di un percorso partecipato.
Il prossimo impegno: il piano di gestione
Con la sottoscrizione del dossier, Regione Siciliana attraverso l’assessorato al Territorio e Ambiente, Camera di Commercio, Libero Consorzio, i quattro Comuni e WWF Italia assumono, come si legge nella nota, la responsabilità politica della candidatura.
L’impegno annunciato comprende la definizione degli strumenti di attuazione e la predisposizione del piano di gestione, nel rispetto delle competenze istituzionali. Il Comitato dichiara inoltre che proseguirà il confronto con cittadini e operatori e che renderà trasparenti le scelte compiute.
È su questo terreno che si sposta ora il lavoro locale: non più soltanto stabilire quali aree comprendere, ma definire come organizzare la cooperazione e dare seguito agli obiettivi del progetto. Il comunicato si chiude con un impegno esplicito: «La qualità del progetto dipende anche dalla capacità delle istituzioni di ascoltare e dare risposte verificabili».
Il dossier è firmato, la trasmissione a Parigi è il passaggio annunciato e il riconoscimento internazionale resta da ottenere. Sul punto che aveva riaperto il confronto nelle ultime settimane, il Comitato ora indica una soluzione precisa: il porto di Trapani rimane interamente fuori dalla candidatura.