Alla fine, la firma è arrivata. E con una modifica che chiude – almeno sulla carta – la lunga battaglia sul porto di Trapani: l’intera circoscrizione di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia occidentale è stata esclusa dalla candidatura MaB Unesco “Saline di Sicilia”.
Il dossier definitivo è stato sottoscritto oggi, 25 settembre, alla Camera di Commercio di Trapani. Adesso sarà trasmesso alla Rappresentanza permanente italiana presso l’Unesco a Parigi. Da questo momento la candidatura esce dalla fase nazionale ed entra in quella internazionale.
È un passaggio importante, ma va ricordato: le Saline di Sicilia non sono ancora Riserva della Biosfera Unesco. Sarà l’Unesco a valutare e decidere sulla candidatura.
La questione del porto si chiude così: tutto fuori
La novità più significativa riguarda proprio il porto di Trapani.
Soltanto pochi giorni fa la situazione era diversa. Come aveva raccontato Tp24, la cartografia del dossier comprendeva ancora una porzione dello specchio acqueo del porto peschereccio, mentre erano esclusi il porto commerciale e le aree industriali. Il sindaco Giacomo Tranchida aveva confermato questa impostazione.
L’Autorità di Sistema Portuale aveva però chiesto qualcosa di molto più netto: l’esclusione dell’intera circoscrizione portuale, sostenendo che proprio su questo punto si fondava l'intesa raggiunta nei mesi precedenti.
Ed è questa, alla fine, la linea entrata nel documento firmato.
Il comunicato del Comitato promotore lo dice senza possibilità di equivoci: «è stata esclusa dalla perimetrazione dell’area candidata l’intera circoscrizione di competenza dell’Autorità di sistema portuale della Sicilia occidentale».
Dunque non soltanto il porto commerciale. Non soltanto le banchine e la zona industriale. Tutta l'area di competenza dell'Autorità portuale resta fuori dal MaB.
È il compromesso che ha consentito di arrivare alla firma senza trascinarsi a Parigi lo scontro istituzionale esploso nelle ultime settimane.
Quinci aveva anticipato l'accordo
Già ieri il presidente del Libero Consorzio di Trapani, Salvatore Quinci, aveva annunciato che le criticità sollevate dall’Autorità portuale erano state superate dopo nuove interlocuzioni e verifiche.
Quinci aveva sottolineato soprattutto un concetto: la candidatura può funzionare soltanto se costruita sulla condivisione.
Adesso sappiamo concretamente come è stata raggiunta quella condivisione: accogliendo la richiesta dell'Autorità portuale sulla perimetrazione.
Si chiude così uno dei capitoli più tormentati dell'intera vicenda MaB, che nei mesi scorsi aveva prodotto riunioni, polemiche, interpretazioni differenti delle mappe e timori da parte degli operatori portuali.
Cosa comprende la candidatura
La futura Riserva della Biosfera interessa i territori di Trapani, Marsala, Misiliscemi e Paceco.
Come previsto dal programma MaB, il territorio è suddiviso in tre categorie: core, buffer e transition.
Le cinque aree “core”, insieme alle aree “buffer”, ricadono all’interno delle due riserve naturali regionali e dei siti della Rete Natura 2000. Sono quindi territori già sottoposti alle tutele previste dalla normativa vigente.
Qui si concentra il cuore ambientale della candidatura: saline, biodiversità, ecosistemi e un paesaggio che, è bene ricordarlo, non è soltanto naturale. È anche il risultato di secoli di attività umana legata alla produzione del sale.
Poi ci sono le aree di transizione, dove dovrebbe concretizzarsi maggiormente la parte del progetto legata allo sviluppo sostenibile.
Nessun nuovo vincolo, ribadiscono i promotori
È stato il tema più discusso dall'inizio di questa storia e il Comitato promotore torna a precisarlo: la candidatura MaB non introduce nuovi vincoli urbanistici o ambientali.
Le aree core e buffer conservano le tutele che già possiedono. Le aree di transizione, invece, non diventano nuove aree protette e non vengono sottoposte, per effetto della candidatura, a un nuovo regime regolamentare.
L'obiettivo dichiarato è un altro: utilizzare il riconoscimento MaB come strumento di cooperazione tra enti pubblici, cittadini, imprese, associazioni, università e mondo della ricerca.
Turismo sostenibile, produzioni locali, formazione, ricerca e partecipazione a reti internazionali sono alcune delle possibilità indicate dal progetto.
Dentro anche l'aeroporto di Birgi
C'è poi un altro elemento interessante nella perimetrazione definitiva.
Nell'area di transizione rientra l'aeroporto civile “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi, considerato nel dossier come una delle porte di accesso alla futura Riserva della Biosfera.
Una scelta collegata anche alla prospettiva del collegamento ferroviario dello scalo.
Il porto, dunque, esce completamente dalla mappa. L'aeroporto, invece, resta dentro, come infrastruttura inserita nell'area di transizione.
Chi ha firmato
Con la sottoscrizione del dossier assumono formalmente la responsabilità della candidatura l'Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, la Camera di Commercio di Trapani, il Libero Consorzio comunale, i Comuni di Trapani, Marsala, Misiliscemi e Paceco e il Wwf Italia, gestore della Riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco.
Il dossier aveva già superato nelle scorse settimane l'esame del Comitato tecnico nazionale MaB e della Commissione nazionale italiana per l'Unesco.
Con le firme raccolte oggi si completa dunque il percorso italiano.
Adesso comincia la partita vera
Dopo mesi di discussioni locali, la candidatura cambia scala.
Il dossier arriverà a Parigi e sarà sottoposto alla procedura internazionale prevista dal programma MaB. Soltanto al termine di questa fase si saprà se le “Saline di Sicilia” entreranno effettivamente nella rete mondiale delle Riserve della Biosfera.
E c'è un altro passaggio che merita attenzione. I firmatari si impegnano anche alla definizione degli strumenti di attuazione e alla predisposizione del futuro piano di gestione, ciascuno secondo le proprie competenze.
Perché il riconoscimento, se arriverà, sarà soltanto l'inizio.
Dopo mesi trascorsi a discutere di mappe, confini, porto dentro e porto fuori, comincerà la parte probabilmente più complicata: decidere cosa fare davvero del MaB e come trasformare un riconoscimento internazionale in qualcosa di utile per chi vive e lavora tra Trapani, Paceco, Misiliscemi e Marsala.