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22/09/2026 06:00:00

MaB Unesco. L'Autorità:"Escludere tutto il porto". Pace: "Occasione unica"

La mediazione sul porto di Trapani torna al centro del dibattito Proprio mentre la candidatura delle “Saline di Sicilia” a Riserva della Biosfera MaB Unesco si prepara al passaggio internazionale. L’Autorità di Sistema Portuale mette nero su bianco una posizione netta: l’esclusione concordata deve riguardare l’intera circoscrizione portuale, non soltanto la parte commerciale e industriale dello scalo. Senza questo presupposto, avverte, non può considerarsi raggiunta la condivisione istituzionale sulla candidatura.

 

È il nodo che era stato sollevato nei giorni scorsi, confrontando le dichiarazioni sull’esclusione del porto con la cartografia del progetto e con le successive spiegazioni del sindaco Giacomo Tranchida. Adesso la divergenza non riguarda più soltanto la lettura di una mappa: emerge da una presa di posizione formale dell’Autorità portuale.

A tentare di ricomporre il confronto interviene il presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci, che chiede un approfondimento sul ruolo dello scalo e indica nella riunione di giovedì prossimo alla Camera di Commercio un passaggio necessario per chiarire il dossier.

 

La lettera: il porto va escluso nella sua interezza

 

La nota dell’AdSP è datata 15 settembre ed è firmata dalla presidente Annalisa Tardino, dalla dirigente coordinatrice dei porti decentrati Caterina Montebello, dal dirigente tecnico Leonardo Tallo e dalla responsabile del servizio Affari legali Irene Grifò. Non è, dunque, soltanto una dichiarazione politica della presidente, ma una comunicazione sottoscritta anche dalle strutture amministrative, tecniche e legali dell’ente.

Il destinatario è Giuseppe Pace, commissario straordinario della Camera di Commercio. L’Autorità scrive di avere appreso dalla stampa della presentazione del dossier finale al Ministero dell’Ambiente e del suo imminente invio a Parigi, esprimendo nuovamente «forti perplessità» sull’inclusione di parte del demanio portuale nella zonazione.

Richiama quindi il vertice del 15 maggio a Palermo, durante il quale aveva accolto favorevolmente la proposta di Pace di escludere dalla candidatura il porto e la zona industriale. Quella proposta, ricorda l’AdSP, era stata riportata nel comunicato congiunto diffuso dopo l’incontro.

Ora l’Autorità precisa quale significato attribuisse a quell’intesa: il termine porto deve riferirsi «all’intera circoscrizione portuale di Trapani ricadente nella competenza di questa Autorità». Non, quindi, a una selezione delle sue aree. E aggiunge che, qualora la proposta di eliminazione non fosse stata avanzata o accolta, «non potrà in alcun modo considerarsi raggiunta la condivisione istituzionale».

La nota non dispone uno stop alla candidatura. Ma contesta uno dei presupposti sui quali, nelle ultime settimane, era stata raccontata la conclusione dello scontro: l’esistenza di un accordo sul perimetro.

 

La mappa ricevuta il primo giugno e la versione di Tranchida

 

Il passaggio più delicato riguarda proprio la documentazione trasmessa.

L’AdSP non sostiene di non avere mai ricevuto una cartina. Spiega, invece, che la comunicazione acquisita al protocollo numero 30740 del primo giugno 2026 conteneva esclusivamente un allegato denominato “ipotesi di zonazione”.

Secondo l’Autorità, quella trasmissione non segnalava alcun ripensamento rispetto alla preannunciata esclusione delle aree portuali e non conteneva una richiesta di parere. L’ente lamenta inoltre di non avere ricevuto comunicazione della trasmissione formale della candidatura, corredata dal dossier e dai relativi documenti, circostanza che gli avrebbe impedito di formulare osservazioni.

È una ricostruzione diversa da quella esposta da Tranchida.  Il sindaco aveva spiegato che la planimetria definita dalla Camera di Commercio era stata trasmessa all’Autorità portuale e che, per quanto gli risultava, non erano arrivate osservazioni. Aveva inoltre chiarito che restavano fuori la parte commerciale e la zona industriale, mentre era incluso lo specchio d’acqua del porto peschereccio, anche in relazione alla Colombaia e al Lazzaretto.

La differenza è sostanziale: per il sindaco, la trasmissione della mappa senza successive osservazioni; per l’AdSP, l’invio di una semplice ipotesi, senza una richiesta di parere e senza comunicare esplicitamente il mantenimento di porzioni del porto.

Le due versioni vanno adesso confrontate sugli atti: quali documenti sono stati inviati, quale perimetro contenevano e che cosa veniva chiesto ai destinatari.

 

 

Non soltanto merci: crociere e diporto

 

La posizione dell’Autorità chiarisce anche perché, dal suo punto di vista, non basti lasciare fuori il porto commerciale.

La nota richiama espressamente lo sviluppo dei settori crocieristico e del diporto, indicati come elementi fondamentali per la crescita economica e infrastrutturale dello scalo. L’inclusione delle aree portuali, sostiene l’AdSP, senza i necessari approfondimenti sugli eventuali vincoli potrebbe entrare in contrasto con questi obiettivi.

Si tratta di un rischio prospettato dall’ente, non dell’accertamento di nuove limitazioni già introdotte. La richiesta conclusiva è concreta: trasmettere con urgenza il dossier definitivo e la cartografia, confermando l’esclusione dell’intera circoscrizione portuale.

Lo scontro torna così al punto dal quale era partita la mediazione di maggio: non soltanto se il MaB introduca nuovi vincoli, ma quali aree debbano essere comprese e attraverso quale confronto con chi le amministra.

 

Quinci: servono chiarezza ed equilibrio, non controparti

 

Quinci non mette in discussione il valore della candidatura. La definisce un progetto credibile e un’opportunità di sviluppo, ma riconosce che la nota dell’Autorità portuale impone una verifica delle dinamiche che hanno portato alla definizione del dossier finale.

Per il presidente del Libero Consorzio, la riunione di giovedì 24 settembre alla Camera di Commercio deve diventare uno strumento di verifica e di prospettiva. I tempi sono stretti, osserva, ma proprio per questo occorre un ulteriore approfondimento sul ruolo del porto, senza alimentare contrapposizioni.

«In questo percorso non ci sono e non possono esserci controparti», scrive Quinci. Se esistono difetti di comunicazione, vanno superati rapidamente. Il progetto ha bisogno di carte, documenti e confini, ma anche di un confronto che impedisca il consolidarsi della «logica del sospetto e dell’intento non dichiarato».

È un invito a non trasformare la verifica richiesta dall’AdSP in una nuova guerra tra favorevoli e contrari al riconoscimento.

 

Pace, nella video intervista, invita all’unità

In questo quadro si inserisce anche l’intervento di Pino Pace. Nella video intervista che accompagna questo articolo, il commissario della Camera di Commercio di Trapani invita tutti all’unità per non perdere quella che considera una grande occasione di crescita per il territorio.

Il suo appello punta a preservare il percorso della candidatura e a evitare che le divisioni compromettano il risultato. Ma arriva mentre l’Autorità portuale chiede di rendere verificabile, attraverso dossier e cartografia, l’accordo sul quale dovrebbe fondarsi quella stessa unità.

 

Il via libera nazionale non chiude il confronto locale

 

Sul piano nazionale, intanto, il passo avanti è confermato. Il 18 settembre la Commissione nazionale italiana per l’Unesco ha annunciato l’approvazione della candidatura delle Saline di Sicilia da parte del Comitato tecnico nazionale MaB. Resta una candidatura: non è ancora il riconoscimento internazionale. 

È qui che si intrecciano i due piani della vicenda. Il progetto procede verso la valutazione internazionale, mentre sul territorio resta aperta una divergenza sul perimetro e sulla condivisione delle scelte.

Giovedì il confronto dovrà quindi rispondere a domande precise: quali parti del porto sono comprese nel dossier definitivo? Quali sono state escluse? E quale accordo istituzionale accompagna quella configurazione?