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26/09/2026 08:39:00

Scandalo referti istologici all'Asp di Trapani: chiesta l'archiviazione per due infermiere

Prime richieste di archiviazione nell’inchiesta sui ritardi degli esami istologici all’Asp di Trapani. La Procura ha chiesto di archiviare le posizioni di due dei 19 indagati: le infermiere Marilena Errante Parrino e Rosaria Maria Pia Incandela. Ma l’inchiesta non si restringe necessariamente. Anzi, per le altre posizioni sono stati chiesti ulteriori accertamenti e dalla perizia sono emersi profili che potrebbero portare a valutare responsabilità anche fuori dal perimetro iniziale degli indagati. 

 

Le due richieste di archiviazione

Le due infermiere, secondo quanto spiegato dall’avvocato Grossi, legale degli eredi di Maria Cristina Gallo, non avrebbero avuto un ruolo attivo nel percorso terapeutico dell'insegnante di Mazara del Vallo. È su questa base che la Procura ha chiesto l’archiviazione delle loro posizioni.

Si tratta, è bene precisarlo, di richieste di archiviazione, sulle quali dovrà pronunciarsi il giudice. E non rappresentano un ridimensionamento complessivo dell’indagine: per alcune delle altre posizioni la Procura ha infatti chiesto una proroga degli accertamenti. 

 

L'inchiesta nata dalla denuncia di Maria Cristina Gallo

È stata la denuncia di Maria Cristina Gallo a fare esplodere il caso. L'insegnante mazarese aveva atteso circa otto mesi per conoscere l'esito dell'esame istologico effettuato dopo un intervento. Il referto arrivò quando la malattia era ormai in uno stadio avanzato. Gallo è morta il 10 ottobre 2025.

Il suo è uno dei nove casi sottoposti agli approfondimenti medico-legali disposti nell'ambito dell'incidente probatorio. Tre dei pazienti esaminati sono nel frattempo deceduti.

Ma i numeri complessivi dello scandalo sono molto più grandi. L'inchiesta ha preso le mosse da oltre 3.300 esami istologici arretrati. Dalla ricognizione effettuata dopo l'esplosione del caso erano emerse 352 diagnosi tumorali refertate in ritardo.

 

La perizia e la catena delle responsabilità

L'incidente probatorio davanti al gip Massimo Corleo si è concluso nel giugno scorso. Al centro del procedimento c'è la corposa perizia affidata agli specialisti nominati dal giudice, chiamati non soltanto a ricostruire i ritardi, ma soprattutto a verificare quali conseguenze abbiano avuto sui pazienti. TP24

Ed è proprio da questo lavoro che il quadro si è allargato. Secondo quanto emerso dalla perizia, le criticità non riguardavano soltanto chi materialmente lavorava alla gestione degli esami. I consulenti hanno evidenziato problemi di monitoraggio, coordinamento e controllo, oltre alla mancanza di verifiche e solleciti da parte dei reparti che avevano in cura i pazienti. 

Le difficoltà dell'Anatomia patologica, inoltre, risultavano note da tempo all'interno del sistema sanitario. I periti hanno ricostruito una situazione fatta di carenze di personale, concorsi senza esito e ritardi che non sarebbero comparsi improvvisamente con la denuncia di Maria Cristina Gallo. 

Ecco perché l'archiviazione chiesta per due infermiere rappresenta soltanto un passaggio dell'inchiesta. Gli atti, concluso l'incidente probatorio, sono tornati alla Procura di Trapani, che adesso deve valutare posizione per posizione le risultanze degli accertamenti. Per due indagate la Procura ritiene che non ci siano elementi per procedere. Per le altre posizioni, invece, la partita giudiziaria resta aperta.