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26/09/2026 06:00:00

Sicilia, Ingala si dimette e Noi Moderati strappa con la maggioranza

Una dimissione in Giunta e una frattura nella coalizione segnano una giornata politica della Regione Siciliana. Elisa Ingala lascia l’assessorato alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali, mentre il presidente Renato Schifani nomina al suo posto Francesca Garigliano. Sul fronte della maggioranza, Noi Moderati annuncia la propria autosospensione dopo il confronto sulle prossime variazioni di bilancio.

Sono due vicende distinte, che aprono interrogativi sugli equilibri politici attorno al governo regionale.

 

Ingala: «Non riesco più a conciliare i miei impegni»

L’assessora uscente Ingala motiva le dimissioni con la difficoltà di conciliare l’attività professionale e le responsabilità dell’assessorato. Spiega che il carico di lavoro non le consente più di dedicare all’incarico il tempo e le energie che ritiene necessari.

Ringrazia Schifani per la fiducia ricevuta, oltre a Raffaele Lombardo e al Mpa, e augura buon lavoro alla sua successora. Schifani, dal canto suo, la ringrazia per il contributo dato alla Giunta.

 

La scelta di Garigliano

A raccogliere il testimone sarà l’avvocata Francesca Garigliano, componente del consiglio di amministrazione della Sac e già presente negli organi societari di Irfis.

Giurerà davanti all’Assemblea regionale siciliana nella prima seduta utile. Fino a quel momento, Schifani terrà l’interim dell’assessorato.

Lo strappo sulle variazioni di bilancio

Nelle stesse ore, Noi Moderati prende le distanze dalla maggioranza di centrodestra. Dopo la riunione dedicata alle priorità delle prossime variazioni di bilancio, il partito sostiene che nelle proposte discusse non trovi spazio il precariato.

Contesta inoltre quella che definisce una distribuzione di risorse «a pioggia» per interventi territoriali legati ai singoli deputati. Sono le valutazioni contenute nella nota firmata da Saverio Romano, Massimo Dell’Utri e dalla deputata regionale Marianna Caronia.

 

L’avvertimento di Caronia

Noi Moderati chiede interventi per i lavoratori precari della pubblica amministrazione, alcuni dei quali, secondo il partito, percepiscono meno di 800 euro al mese.

La richiesta si accompagna a un avvertimento politico preciso: Caronia ha ricevuto mandato di non votare la manovra se il tema non sarà affrontato. L’autosospensione dalla maggioranza, spiegano i firmatari, durerà finché non arriverà un chiarimento sulla partecipazione del partito alla coalizione.

Il prossimo passaggio sarà dunque la discussione sulle variazioni di bilancio: lì si vedrà se la maggioranza troverà un’intesa con Noi Moderati e quali risposte darà alla richiesta sul precariato.

L’autosospensione di Noi Moderati non equivale, da sola, alla perdita dei numeri all’Ars, ma porta il dissenso dentro la coalizione proprio alla vigilia del voto sulle variazioni di bilancio.

Se le richieste sul precariato resteranno senza risposta, il governo dovrà fare i conti con il voto contrario di Marianna Caronia: un segnale politico che rende meno compatto il quadro della maggioranza.