Si è svolta a Marsala dal 24 al 26 settembre la Festa dell'Unità. Il 25 settembre un panel ha riguardato “Diritto alla dignità: lavoro, sicurezza e contrasto al caporalato”.
Un tema cruciale per la tutela dei diritti, della sicurezza nei luoghi di lavoro e della legalità nel nostro tessuto produttivo.
Tra i relatori c'è stata l'assessora Anna Caliò, del PD, con delega ai Servizi Sociali e Socio-Sanitari, Pari Opportunità e Parità di Genere, Attuazione del Piano di Zona, Consulta delle Culture, Diritti dei bambini e delle bambine, Disabilità: accessibilità, autonomia e “dopo di noi”, prevenzione e salute pubblica.
La Caliò, analizzando il fenomeno del lavoro in nero svolto dagli extracomunitari, ha colto l'occasione per parlare della vicenda di piazza Matteotti, con la famigerata rimozione delle panchine perché oggetto di riqualificazione facente parte del progetto delle aree verdi, affermando che il luogo era diventato un centro di raccolta per il caporalato, affermando:
“Siamo partiti dal levare le panchine, perché sulle panchine non stazionavano le famiglie. Checché se ne dica, non stazionavano le famiglie. Non stazionavano i bambini. Io ho lo studio proprio là, e posso dire che fino a una certa ora... perché dopo subentrava un altro genere di utenza: c'erano soltanto extracomunitari”.
Il linguaggio dell'amministrazione è imbarazzante perché, dopo il “cittadino medio”, uomini vittime di sfruttamento “stazionavano” nella piazza, venendo definiti “altro genere di utenza”, con buona pace dei testi di sociologia che li ritengono “schiavi moderni”.
Nella sostanza, Porta Mazara è come se fosse Lago Patria, frazione di Castel Volturno, in provincia di Caserta, distante 30 km da Napoli, entrambi governati dalla mafia nigeriana. Quattrocento m² in cui si consumano caporalato e spaccio di stupefacenti, dove comandano gli africani che hanno sconfitto Cosa Nostra locale, o forse è manovalanza a basso costo che fa comodo alla nostra malavita organizzata.
Soluzione: riqualificare un rettangolo di cemento come pseudo-parco giochi, per flotte di bambini che si recheranno anche tra due arterie stradali principali del centro, soggetto a inquinamento acustico e ambientale.
Quando, forse, il rimedio l'hanno fornito i consiglieri comunali di minoranza, tranne Ferrantelli, richiedendo un presidio delle forze dell'ordine nella piazza, quando si è discusso il regolamento sulla videosorveglianza, ma bocciato dalla maggioranza perché ha ottenuto il parere tecnico sfavorevole. Ma esso è obbligatorio, ma non è vincolante.
La Caliò ha ribadito la volontà dell'amministrazione sulla piazza, dalla quale si era dissociata la segreteria, che aveva richiesto la ricollocazione delle panchine.
Adesso il PD di Marsala ha un dilemma amletico: rinnega l'assessora o continua a sostenere la giunta con un provvedimento securitario, fine a se stesso?
Vittorio Alfieri