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29/09/2026 15:24:00

Antonini-Tranchida, la Procura chiede l’archiviazione per una querela di diffamazione: “Era critica politica”

Arriva una prima richiesta di archiviazione nella lunga guerra giudiziaria tra il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida e Valerio Antonini.

La Procura della Repubblica di Trapani ha chiesto al Gip di archiviare uno dei procedimenti per diffamazione aggravata aperti a carico dell’imprenditore romano dopo una querela presentata dal primo cittadino.

Il procedimento riguarda dichiarazioni rese da Antonini il 12 agosto 2025, nel pieno dello scontro tra Comune di Trapani e Trapani Shark sulla gestione del Palazzetto dello Sport. Il fascicolo era stato iscritto il 18 settembre successivo per l’ipotesi prevista dall’articolo 595, terzo comma, del codice penale.

Nella querela presentata alla Digos, Tranchida lamentava di essere stato destinatario di esternazioni pubbliche che riteneva denigratorie e minacciose da parte del presidente della Trapani Shark. Erano i giorni in cui il confronto sulla convenzione del PalaDaidone aveva ormai abbandonato i tavoli tecnici per trasferirsi stabilmente sui social e nel dibattito politico.

 

Per la Procura era critica politica

 

La valutazione del sostituto procuratore Antonella Trainito è però diversa.

Secondo il pubblico ministero, le dichiarazioni contestate devono essere lette nel contesto in cui sono state pronunciate: un dibattito pubblico e amministrativo sull’affidamento di un impianto sportivo comunale, quindi su una materia di evidente interesse generale.

Per la Procura, pur trattandosi di espressioni critiche nei confronti del sindaco, esse rientrano nel diritto alla libera manifestazione del pensiero tutelato dall’articolo 21 della Costituzione.

Nel provvedimento vengono richiamati anche precedenti della Corte di Cassazione secondo i quali la diffamazione non può essere configurata quando le critiche riguardano fatti di interesse pubblico o politico e vengono espresse con modalità non manifestamente offensive o denigratorie.

La conclusione della Procura è quindi netta: nella condotta denunciata non sarebbero ravvisabili gli elementi, oggettivi e soggettivi, necessari per sostenere un’accusa di diffamazione. Troverebbe invece applicazione l’esimente del diritto di critica, e in particolare della critica politica, prevista dall’articolo 51 del codice penale.

 

Non è ancora un’archiviazione

 

Va però fatta una precisazione importante. Antonini non è stato “assolto” e il procedimento non è ancora definitivamente archiviato.

Quella della Procura è una richiesta di archiviazione. Adesso dovrà pronunciarsi il giudice per le indagini preliminari, al quale spetta decidere se accogliere la richiesta del pubblico ministero oppure procedere diversamente. Anche la persona offesa può esercitare gli strumenti previsti dalla legge.

È comunque un primo passaggio significativo nella montagna di denunce, querele ed esposti che negli ultimi mesi ha accompagnato lo scontro tra Antonini e Tranchida.

Una guerra nata attorno a un palazzetto dello sport e diventata, molto rapidamente, politica, mediatica e giudiziaria. E della quale questa richiesta di archiviazione rappresenta soltanto uno dei molti capitoli ancora aperti.