×
 
 
13/10/2026 06:00:00

Eirene, oggi nuova udienza a Trapani: Papania non è più ai domiciliari

Il processo “Eirene” torna oggi, martedì 13 ottobre, davanti al Tribunale di Trapani. Il dibattimento, che vede tredici imputati, si avvia alla fase conclusiva: l’udienza è fissata per le eventuali ulteriori richieste del pubblico ministero e delle difese.

Si riparte dopo una novità importante per Nino Papania. Come già raccontato da Tp24, all’ex senatore alcamese sono stati revocati gli arresti domiciliari. Resta però una misura cautelare: l’obbligo di dimora ad Alcamo, dove vive con la famiglia. TP24.it

 

Perché sono stati revocati i domiciliari

 

Il Tribunale ha accolto l’istanza presentata dagli avvocati Saro Lauria e Vito Di Graziano. Alla base della decisione c’è la riduzione delle esigenze cautelari, valutata anche alla luce dell’avanzamento del processo.

Una misura meno restrittiva, dunque, mentre il confronto tra accusa e difese si avvicina alle conclusioni. 

 

Dall’arresto all’obbligo di dimora

 

Papania era stato arrestato nel settembre 2024 nell’ambito dell’operazione antimafia “Eirene”. Dopo circa nove mesi nel carcere Pagliarelli di Palermo, nel luglio 2025 aveva ottenuto gli arresti domiciliari.

La revoca arriva dopo una lunga serie di richieste della difesa: nei mesi precedenti, le istanze presentate al Tribunale di Trapani, al Riesame di Palermo e alla Corte di Cassazione erano state respinte. Adesso l’ex parlamentare non è più sottoposto alla permanenza in casa, ma resta vincolato all’obbligo di dimora. 

 

L’accusa: voti per Rocca alle Regionali del 2022

 

Per Papania il nodo del processo resta l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso.

Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, durante la campagna per le Regionali del 2022 l’ex senatore, attraverso l’ex vicesindaco di Alcamo Pasquale Perricone, avrebbe cercato il sostegno di esponenti della famiglia mafiosa alcamese per raccogliere voti in favore di Angelo Rocca. Una ricostruzione che Papania e i suoi legali contestano. TP24.it

 

La versione di Papania: “Mai concordato nulla”

 

L’ex senatore ha esposto la propria versione anche nelle dichiarazioni spontanee rese all’udienza del 23 giugno.

In quell’occasione ha confermato di avere chiesto a Perricone un sostegno elettorale per Rocca, negando però qualsiasi accordo con ambienti mafiosi. Ha sostenuto di non conoscere, all’epoca dei fatti, Giosuè Di Gregorio e Francesco Coppola.

«Non ci siamo mai incontrati e mai abbiamo concordato nulla di nulla», ha dichiarato riferendosi a Di Gregorio. Quanto ai soldi e agli incontri elettorali, ha ricondotto la vicenda all’organizzazione della campagna, negando che vi fosse un patto illecito per procurare voti. Sono le dichiarazioni dell’imputato, sulle quali il Tribunale dovrà pronunciarsi insieme agli altri elementi acquisiti nel dibattimento. spontanee dichiarazioni di papa…

 

La posizione di Perricone

 

Anche Perricone è imputato per voto di scambio politico-mafioso. Nei mesi scorsi gli era stata concessa la possibilità di lasciare l’abitazione per alcune ore al giorno: un alleggerimento delle restrizioni diverso dalla revoca dei domiciliari ottenuta da Papania. 

 

Il processo verso le conclusioni

 

L’appuntamento di oggi precede la fase delle conclusioni dell’accusa e delle discussioni delle difese. Resta una distinzione fondamentale: la revoca dei domiciliari non è un’assoluzione. Il provvedimento riguarda le esigenze cautelari, non la decisione sulla responsabilità penale.

Papania resta imputato. A stabilire se l’accusa di voto di scambio politico-mafioso sia fondata sarà la sentenza del Tribunale.