Si avvicina un passaggio importante nell’inchiesta per corruzione che coinvolge Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana. Il gip Giuseppa Zampino, al termine degli interrogatori preventivi, si è riservata di pronunciarsi sulle richieste cautelari presentate dalla Procura, prendendosi alcuni giorni per esaminare le dichiarazioni degli indagati e le memorie depositate dai difensori. Il verdetto è atteso per la prossima settimana.
La Procura chiede il carcere per Armao e altri indagati
I pm Eugenio Faletra, Alessandro Macaluso e Andrea Zoppi, coordinati dall’aggiunta Francesca Mazzocco, hanno insistito per la custodia cautelare in carcere dell’ex vicepresidente della Regione.
La stessa misura è stata richiesta per il deputato regionale del Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, per il presidente della Samo Luigi Zancla, per l’ex presidente della Samot Mario Lupo, per l’imprenditore Sergio Vella e per gli ex dirigenti del gruppo valdostano Cva Giuseppe Argirò e Marco Malacarne Gentile.
Per Veruska Costanzo, medico della Samo, la Procura ha invece chiesto il divieto di dimora.
L’ipotesi delle tangenti attraverso consulenze fittizie
Secondo l’accusa, Armao avrebbe ricevuto denaro da alcuni imprenditori in cambio di favori legati ai suoi incarichi pubblici. Le presunte tangenti sarebbero transitate attraverso consulenze fittizie affidate a Mattia Matta, che avrebbe poi consegnato parte dei compensi all’ex vicepresidente della Regione.
Tra gli episodi al centro dell’indagine figura una somma di circa 6 mila euro che sarebbe stata utilizzata per impedire l’ingresso di nuove strutture nel settore delle cure palliative. Zancla avrebbe inoltre pagato Matta per ottenere, attraverso Armao, un intervento sul dirigente regionale Salvatore Iacolino.
Si tratta di ipotesi investigative che dovranno essere verificate nelle successive fasi giudiziarie.
Le difese respingono le accuse
Nel corso dell’interrogatorio, Gaetano Armao non ha risposto alle domande del giudice, ma ha reso dichiarazioni spontanee e depositato una memoria difensiva di 250 pagine. L’ex vicepresidente ha negato di avere mai incassato mazzette, sostenendo che i contanti trovati nell’orologio a pendolo del suo studio sarebbero stati anticipi di clienti e professionisti.
Anche Mattia Matta ha respinto le contestazioni. Davanti al gip ha richiamato la lunga amicizia con Armao e ha spiegato di averlo assistito nelle difficoltà economiche e legali.
Lombardo, sentito per oltre due ore e mezza, ha escluso di avere favorito un’assunzione e di essere intervenuto in commissione Sanità per agevolare le associazioni coinvolte.
Attesa per il provvedimento
Dopo aver raccolto le posizioni dell’accusa e della difesa, il gip dovrà valutare gli elementi a sostegno delle richieste cautelari e stabilire se sussistano i presupposti per applicare le misure sollecitate dalla Procura.