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30/03/2026 06:00:00

E' scontro tra La Vardera e la premier Meloni sull’impugnativa della legge post ciclone 

 

 

Botta e risposta tra il deputato regionale Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, e la premier Giorgia Meloni. Lo scontro è avvenuto sull’impugnativa nazionale della legge siciliana che metteva subito in campo risorse pari a 40,8 milioni di euro per gli interventi urgenti causati dal ciclone Harry. La decisione è stata assunta a seguito di un Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli. Si tratta di alcune disposizioni che, a quanto pare, non rientrerebbero direttamente nelle competenze della Regione Sicilia.

 

Le dichiarazioni di La Vardera

Non ha perso tempo il deputato regionale, che ha etichettato la mossa del governo nazionale come una “ritorsione” nei confronti della Sicilia, invitando il presidente Renato Schifani ad andare a Roma per pretendere rispetto.

A tarda sera, Giorgia Meloni commette quello che viene definito un errore da liceale: invia un messaggio su WhatsApp a La Vardera, che ne fa subito uno screenshot e lo pubblica sui social.

La Vardera, in un secondo video, afferma di non avere confidenza con la premier, definendo quindi il messaggio fuori luogo. Eppure, nel 2017, a dare vita a un vero e proprio “Truman Show” in salsa palermitana fu proprio La Vardera, che decise di candidarsi a sindaco con l’appoggio di Fratelli d’Italia e Lega. Non si trattava di una candidatura reale, ma di un bluff per documentare una campagna elettorale: i voti raccolti furono comunque circa 7mila.

 

 

 

Il messaggio

La premier avrebbe scritto a La Vardera: “La ritorsione? Io veramente non ho parole. E ora che faccio, mi metto a impugnare le leggi di quasi tutte le regioni italiane?”. E ancora: “Che modo vergognoso di fare politica. Il cambiamento…”.

La risposta di La Vardera è arrivata pubblicamente: “Hai visto in Sicilia la tua maggioranza cosa sta facendo? Dove ci sono donne che muoiono per i ritardi dei referti istologici? Continui deputati arrestati e dici a me di vergognarmi?”.

Sempre rivolgendosi alla premier: “Evidentemente le vicende siciliane ti stanno facendo innervosire, e non poco. Perché non hai il coraggio di chiedere un passo indietro al presidente Schifani? Vieni in Sicilia: ti porto a fare un giro per vedere i veri problemi che ci sono”.

 

Scricchiola la maggioranza

Tra le inchieste che riguardano Fratelli d’Italia, le tensioni interne a Forza Italia e lo scandalo della sanità, è l’intero dossier Sicilia a meritare attenzione. Questa potrebbe essere una settimana in cui il partito della premier potrebbe chiedere un passo indietro a Elvira Amata, assessora al Turismo, e a Gaetano Galvagno, presidente dell’ARS.