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21/09/2025 10:23:00

Mafia: 35 anni fa l'omicidio del giudice Rosario Livatino

Trentacinque anni fa, il 21 settembre 1990, la mafia spegneva la vita di Rosario Livatino, giovane magistrato siciliano simbolo di integrità e coraggio, assassinato a soli 38 anni mentre percorreva, senza scorta, il viadotto Gasena per recarsi al tribunale di Agrigento.

Figura limpida e riservata, mai incline ai riflettori né alla notorietà, Livatino fu ribattezzato il “giudice ragazzino” per la sua età e per la freschezza del suo approccio: uno stile professionale rigoroso e al tempo stesso umano, vissuto come autentica vocazione al servizio del bene comune.

 

La sua memoria continua a rappresentare un riferimento etico e civile. Nel maggio 2021, papa Francesco lo ha proclamato beato, riconoscendo nella sua testimonianza una fede vissuta fino al martirio. Emblematica la sigla con cui firmava i suoi appunti, “stD” – sub tutela Dei, “sotto la tutela di Dio”, a testimonianza della convinzione che la giustizia fosse inscindibilmente legata alla dimensione spirituale.

 

In occasione di questo anniversario, la sua figura è stata ricordata anche nel Giubileo degli operatori di giustizia in piazza San Pietro, dove monsignor Juan Ignacio Arrieta ha sottolineato come per Livatino “la fede e il diritto fossero realtà interdipendenti, a volte in armonioso dialogo, a volte in tensione, ma sempre vitali”.

Un tributo arriva anche dal mondo della cultura: l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, in collaborazione con la Regione Siciliana, ha pubblicato il volume Rosario Livatino tra Diritto e Fede, a cura di Gaetano Armao, per ricordare lo spessore umano e professionale di un magistrato che incarnò la lotta alla mafia con fermezza e sobrietà.

 

“L’impegno professionale e la forza morale del giovane Livatino – ha sottolineato Armao – ne fecero un magistrato integerrimo, alieno da ogni forma di protagonismo, convinto che il riscatto della propria terra dovesse passare dal lavoro, dall’onestà, dal senso del dovere e dalla giustizia”.

A 35 anni dalla sua morte, il sacrificio di Rosario Livatino continua a rappresentare un monito e una speranza: quella di una Sicilia e di un Paese capaci di ritrovare nella legalità e nella coerenza etica la via del riscatto.

 

Le iniziative

 

Oggi, in occasione del 35° anniversario del beato Rosario Livatino, l'Asp di Trapani organizza una giornata di solidarietà e memoria per ricordare il sacrificio del “giudice ragazzino”, un Open Day dedicato alla donazione del sangue e del plasma, promosso dal DASOE e dalla Direzione strategica dell’ASP Trapani.

 

I cittadini potranno recarsi a donare presso l’Unità operativa di Medicina Trasfusionale dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, al “Paolo Borsellino” di Marsala e nelle numerose sezioni Avis del territorio: Mazara del Vallo, Marsala, Campobello di Mazara, Gibellina, Calatafimi, Salaparuta, Salemi, Valderice, Trapani, Partanna, Santa Ninfa, Paceco, Castelvetrano, oltre che alla Fidas di Alcamo.