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14/07/2026 13:18:00

Nuove cartoline anonime contro la mafia : "Se lavori per un mafioso, il tuo stipendio si chiama carcere"

Prosegue e resta avvolta nel mistero la campagna anonima di cartoline contro la mafia comparsa nei quartieri di Palermo. Dopo i messaggi rivolti ai boss mafiosi scarcerati, nella notte sono apparsi nuovi adesivi allo Zen, questa volta con un messaggio diretto ai più giovani: "Se lavori per un mafioso, il tuo stipendio si chiama carcere".

Dell'iniziativa continua a non essere nota la paternità. Nessuno ha rivendicato la campagna, che nelle ultime settimane ha attirato l'attenzione per il linguaggio diretto e per i luoghi scelti per le affissioni.

 

I messaggi nel cuore dello Zen

 

Le nuove cartoline mantengono la stessa veste grafica di quelle già apparse nei quartieri Uditore, San Lorenzo, Tommaso Natale e Acquasanta, ma cambiano destinatario. Non sono più rivolte ai boss tornati in libertà, bensì ai ragazzi dei quartieri dove la criminalità organizzata continua a reclutare nuova manovalanza.

Gli adesivi sono stati affissi su pali della pubblica illuminazione, cabine Enel e in alcuni luoghi simbolici dello Zen: nei pressi del bar Cheri, già vittima di intimidazioni mafiose, vicino alla scuola Giovanni Falcone allo Zen 2, all'ingresso della parrocchia San Filippo Neri, in passato bersaglio di attentati, e in piazza Gino Zappa.

 

La coincidenza con il blitz contro la "banda dei kalashnikov"

 

Le nuove affissioni arrivano a poche ore dalla vasta operazione dei carabinieri e della Direzione distrettuale antimafia che ha portato al fermo di 22 persone, ritenute appartenenti alla cosiddetta "banda dei kalashnikov", responsabile di estorsioni, attentati e intimidazioni ai danni di imprenditori e commercianti del mandamento mafioso di Tommaso Natale-San Lorenzo.

Non è chiaro se esista un collegamento tra il blitz e la comparsa delle nuove cartoline, ma la coincidenza temporale ha inevitabilmente acceso l'attenzione sull'iniziativa.

 

Un mistero ancora senza firma

 

Chi abbia ideato e diffuso la campagna resta, al momento, sconosciuto. Le cartoline continuano però a comparire in punti strategici della città, con messaggi che sembrano voler colpire direttamente l'immaginario mafioso e scoraggiare il reclutamento dei giovani da parte delle organizzazioni criminali.

Un'iniziativa che, pur senza un volto e senza una firma, continua a far discutere Palermo e ad alimentare interrogativi su chi stia conducendo questa singolare campagna di comunicazione antimafia.