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25/03/2026 16:59:00

Referendum, Sinistra Italiana Trapani: "A Trapani decisivo il voto dei giovani"

 Il No al referendum sulla giustizia prevale nettamente in provincia di Trapani, dove il 59,05% degli elettori ha bocciato le proposte di riforma, contro il 40,95% dei Sì. L’affluenza si è attestata al 45,40%, un dato significativo che conferma una partecipazione tutt’altro che marginale.

A esprimere soddisfazione è Sinistra Italiana Trapani, che sottolinea come il risultato locale si inserisca in un quadro nazionale altrettanto chiaro. Secondo il movimento, si tratta di una bocciatura delle politiche sostenute dal governo guidato da Giorgia Meloni e, più in generale, di un segnale politico forte sul tema della giustizia.

Ma l’aspetto più rilevante, evidenziato dagli esponenti locali, riguarda il ruolo delle nuove generazioni. Molti giovani, anche fuori sede per studio o lavoro, hanno scelto di rientrare in Sicilia per votare, affrontando costi e difficoltà legate all’assenza di strumenti che consentano il voto a distanza.

Un impegno che, secondo Antonella Parisi di Sinistra Italiana Trapani, rappresenta “una scelta di responsabilità e partecipazione civile” e dimostra l’esistenza di una generazione attenta ai temi della democrazia, dei diritti e della pace.

Il risultato, sottolineano ancora dal partito, non è solo un voto su un quesito referendario, ma un messaggio politico preciso: i cittadini chiedono maggiore equità, partecipazione e politiche più vicine ai bisogni reali. Un segnale che, secondo Sinistra Italiana, non può essere ignorato.

 

Referendum, Flc Cgil: in Sicilia No trainato da scuola e giovani

In Sicilia il No al referendum sulla giustizia raggiunge il 61% dei consensi, rendendo l’Isola la seconda regione in Italia per percentuale di voti contrari, subito dopo la Campania. Un dato che, secondo la Flc Cgil, trova la sua chiave di lettura soprattutto nel mondo della scuola e tra i giovani.

A sottolinearlo è Adriano Rizza, segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, che evidenzia come nella fascia tra i 18 e i 34 anni il No abbia superato il 61%. Un risultato che, secondo il sindacato, non è casuale ma legato alle condizioni vissute dalle nuove generazioni.

Studenti e giovani lavoratori della conoscenza, infatti, negli ultimi anni si sono confrontati con un sistema segnato da precarietà, sottofinanziamento e riforme contestate. Una situazione che, secondo Rizza, ha contribuito a generare una maggiore consapevolezza politica e sociale.

“La scuola e l’università – sostiene – sono state spesso penalizzate da scelte calate dall’alto, con tagli e interventi che hanno indebolito il sistema pubblico”. Da qui, la risposta arrivata dalle urne, interpretata come una presa di posizione contro politiche considerate insufficienti o dannose.

Per la Flc Cgil, il voto rappresenta quindi molto più di un semplice esito referendario: è una richiesta di cambiamento e di attenzione verso il diritto allo studio, il lavoro e la tutela dello Stato di diritto.

Il sindacato invita ora la politica a leggere con attenzione il risultato, sottolineando la necessità di investire su scuola, università e giovani come elementi centrali per il futuro della Sicilia e del Paese.

 

 PD di Trapani: “Una vittoria della partecipazione e della comunità”

 Il risultato del referendum sulla giustizia parla chiaro anche a Trapani, dove il No si afferma come espressione di una comunità attiva e consapevole. A sottolinearlo è Marzia Patti, segretaria del circolo PD “Angela Bottari”, che interpreta il voto come un segnale forte di partecipazione democratica.

Nonostante le difficoltà legate all’assenza del voto fuori sede, molti cittadini – in particolare giovani – hanno preso parte alla consultazione. Un dato che, secondo il Partito Democratico locale, dimostra come sui temi legati alla Costituzione e alla democrazia la mobilitazione resti alta.

Fondamentale, secondo Patti, è stato anche il lavoro del Comitato per il No della provincia di Trapani, insieme a volontari, associazioni e realtà politiche che hanno animato il dibattito sul territorio, portandolo tra la gente e nei luoghi della vita quotidiana.

Il risultato viene letto come la dimostrazione che le forze progressiste, quando riescono a unirsi attorno a obiettivi condivisi, possono rappresentare un’alternativa credibile e radicata.

“Oggi celebriamo una vittoria importante – è il senso del messaggio – ma da domani bisogna continuare a lavorare per la città e per il territorio”. Un invito a non disperdere l’energia emersa durante la campagna referendaria, ma a trasformarla in impegno politico e sociale duraturo.

Trapani, conclude il PD, si conferma una comunità viva, che rifiuta imposizioni e scorciatoie e che vuole essere protagonista del proprio futuro.