La situazione di Telesud si aggrava ulteriormente. Il sindacato dei giornalisti, Assostampa Trapani, comunica che i giornalisti dell’emittente non hanno ancora ricevuto quattro mensilità: novembre e dicembre 2025, oltre alle tredicesime del 2024 e del 2025. Una condizione che, sottolinea il sindacato, ha messo le famiglie dei lavoratori «ormai allo stremo».
Questa mattina, rientrati in redazione dopo le ferie forzate disposte fino al 31 dicembre, i giornalisti non hanno trovato il direttore generale e risultavano ancora privi delle password di accesso al sito, impossibilitati quindi a svolgere regolarmente il proprio lavoro. L’intenzione era quella di preparare il telegiornale e leggere in apertura il comunicato sindacale con cui la redazione confermava lo stato di agitazione. Ma il direttore responsabile Nicola Baldarotta ha comunicato che, per farlo, sarebbe stato necessario l’assenso della proprietà, e quindi del presidente Valerio Antonini.
Dopo una telefonata, è arrivata un’ulteriore decisione: ai giornalisti è stato comunicato che sarebbero stati collocati in altri due giorni di ferie, con la promessa che lunedì prossimo sarebbero giunte notizie più precise sul futuro dell’emittente. Una comunicazione arrivata dal direttore generale, il cui contratto risulta peraltro scaduto il 31 dicembre.
Nel frattempo, emerge un ulteriore elemento di forte criticità: l’intervento dell’ufficiale giudiziario, che ha disposto il sequestro di apparecchiature e attrezzature della televisione, nell’ambito delle azioni esecutive legate al contenzioso in corso con l'ex editore Massimo Marino che ha ottenuto il pignoramento di 100 mila euro.
Alla luce di questo quadro, Assostampa Trapani chiede alla proprietà di fare immediata chiarezza sul futuro di Telesud, anche rispetto all’ipotesi – più volte ventilata – della liquidazione della società. In caso di conferma di questo scenario, il sindacato sollecita l’apertura senza ulteriori ritardi della procedura prevista per i licenziamenti collettivi, davanti all’Ispettorato regionale del lavoro e con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.
Una vicenda che, da crisi aziendale, è ormai diventata un caso aperto sul piano occupazionale, sindacale e della tutela dell’informazione locale.