Trapani, scontro sui social istituzionali: l’opposizione attacca il sindaco Tranchida
Non si allenta la tensione politica al Comune di Trapani.
Nella seduta del Consiglio comunale di ieri, 23 aprile, l’opposizione è tornata all’attacco del sindaco Giacomo Tranchida, questa volta puntando l’attenzione sull’utilizzo della pagina Facebook istituzionale “Città di Trapani”.
Non è la prima volta che il primo cittadino viene accusato di usare i canali ufficiali dell’ente per comunicazioni dal tono personale o politico.
Più volte i rappresentanti dell’opposizione hanno invitato il sindaco e il suo staff a distinguere tra comunicazione istituzionale e interventi di parte, suggerendo l’uso del profilo personale per repliche, commenti e prese di posizione.
Le pagine social istituzionali, infatti, nascono come strumenti di servizio: dovrebbero veicolare informazioni utili ai cittadini — come eventi, avvisi, allerte meteo e aggiornamenti amministrativi — integrando i contenuti del sito ufficiale. Nella pratica, però, sempre più spesso diventano terreno di scontro politico, utilizzate per anticipare comunicati, replicare alle critiche o intervenire in polemiche che travalicano il piano istituzionale.
Il tema non è nuovo. Già nel 2023 l’opposizione aveva proposto un “Regolamento comunale per l’utilizzo della pagina Facebook istituzionale della Città di Trapani”, poi bocciato dall’aula. Un tentativo di fissare paletti chiari tra comunicazione pubblica e politica che, però, non ha trovato seguito.
Le accuse emerse nelle ultime ore sono ancora più pesanti: secondo quanto riferito in aula dai consiglieri di minoranza, il sindaco arriverebbe a contattare privatamente, anche in orari notturni, cittadini autori di commenti critici sotto i post dell’amministrazione.
Ma il nodo, in realtà, è più profondo e riguarda l’intero sistema della comunicazione istituzionale del Comune.
Una criticità evidenziata più volte anche da Assostampa: a Trapani manca un vero ufficio stampa.
Non è mai stato infatti assunto il vincitore del concorso per giornalista pubblico bandito dall’ente — un caso definito anomalo — mentre la comunicazione è affidata a un portavoce nominato dal sindaco, che cura contenuti e dichiarazioni sui canali ufficiali.
In questo contesto, la battaglia sulla comunicazione istituzionale appare come l’ennesimo fronte di una strategia di logoramento che prosegue senza tregua, con lo sguardo già rivolto alle prossime sedute del Consiglio.
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