25/09/2011 23:00:00

Andrea Gentile e Maddalena Rostagno, "Il suono di una sola mano", Il Saggiatore

“Il tipografo che compone bene questa pagina, che forse non gli piace” è inserito da Borges tra le persone “che stanno salvando il mondo”.
“Il suono di una sola mano” di Maddalena Rostagno e Andrea Gentile è un dono ancora più prezioso, e segreto. Intimo, direi. Perché è la storia, si,  di Mauro Rostagno, ma è anche la storia di un padre mancato , dello strazio di un’assenza, e del dolore di una verità mancata.
Si legge questo libro con estremo rispetto, con pudore. Anche perché Maddalena Rostagno, ci ha messo tanto, tantissimo, ad arrivare alla scrittura di questo “diario”, ed alla sua pubblicazione. E tutto questo tempo entra nel libro, prepotentemente, come un sotto testo sempre presente.
Il merito è anche di Andrea Gentile, professionista – ed uso questa parola con rispetto – di altri tempi. Il Saggiatore se lo dovrebbe tenere stretto uno come Andrea Gentile, che prima ha contribuito a "Patria 1978 - 2008 "di Deaglio, e poi è riuscito a dare forma al flusso di coscienza di Maddalena, mettendo insieme tanti mattoncini ma senza fare mai cadere la costruzione.
Non a caso è un libro che ha tantissimi registri. SI passa dall’io al noi al lui. E’ un libro corale, ma non perché scritto a quattro mani, ma perché deliberatamente la memoria di Maddalena Rostagno procede a scatti, vive di pennellate, a volte si ferma – di fronte a cose dolorosissime e atroci – altre volte invece riempie le pagine di pentoloni, di gelsomini, di allegria. Come le mille vite di Mauro Rostagno. Senza cadere nella nostalgia, triste invenzione di questi anni.

Questa è la storia di un famiglia gioiosa, che la violenza della mafia ha distrutto. Una famiglia con un papà dai cento mestieri, che viveva la felicità delle poche persone davvero fortunate al mondo: inventarsi sempre, ogni giorno qualcosa di nuovo. Un papà artigiano, che lavorava sulla bellezza dell'universo.