Auguri per il nuovo anno da Studio Vira
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La «Fondazione San Vito Onlus» (fondazione della Diocesi di Mazara del Vallo) che gestisce alcuni fondi agricoli confiscati alla mafia nelle contrade Fiumelungo, Baronia Sottana (a Salemi) e Rosignolo (a Calatafimi) ha lanciato l’appello per cercare volontari - singoli o gruppi - che vogliono fare quest’esperienza, aiutando i pochi operai della Fondazione nella raccolta, che avviene in vigneti che sono stati confiscati alla mafia e sono tornati alla fruizione sociale. «Raccoglieremo i vitigni d’Inzolia e Grillo - spiega don Francesco Fiorino, presidente della fondazione - il ricavato della vendita servirà a coprire le spese della coltivazione e il salario degli operai agricoli». I beni confiscati gestiti dalla «Fondazione San Vito Onlus» (che li ha avuti affidati dai comuni di Salemi e Calatafimi) sono simbolo della riappropriazione del territorio da parte della comunità, del riscatto civile e dell’impegno di tanti, perché non si perda mai la speranza nel cambiamento. «È per questo - aggiunge il vescovo monsignor Domenico Mogavero - che quest’uva ha un sapore in più: quello della legalità». Nel terreno di contrada Rosignolo a Calatafimi, la Fondazione negli anni ha reimpiantato un nuovo vigneto ed ora sono nati i nuovi frutti simbolo della vittoria contro la criminalità. In contrada Fiumelungo a Salemi, invece, il vecchio casale presente sul terreno è stato ristrutturato ed è diventato turismo rurale («Al Ciliegio»), con un’aula didattica e 40 posti a sedere. Per partecipare alla «vendemmia della legalità» si può chiamare al 3382372766.
Per la vendemmia della legalità è stata una vigilia di tensione, perchè qualche giorno fa tre cani, presumibilmente avvelenati, sono stati trovati all’interno della vasca del fondo confiscato alla mafia in contrada Fiumelungo a Salemi. Il ritrovamento è stato fatto da alcuni operai al termine della prima giornata della “vendemmia della legalità”. Sono state ritrovate le carcasse dei tre cani che non presentavano evidenti tracce esterne di percosse o di violenza. Da qui l’ipotesi dell’avvelenamento e poi del lancio all’interno del piccolo bacino. artificiale. Le tre carcasse sono state recuperate da una ditta specializzata per lo smaltimento. Il presidente della Fondazione, don Francesco Fiorino ha presentato una denuncia presso i carabinieri di Mazara del Vallo. «Se il ritrovamento dei cani dovesse essere un avvertimento nei confronti dell’operato della Fondazione a chi l’ha commesso diciamo a gran voce che continueremo per la nostra strada – ha detto don Fiorino – che è la via della legalità e della restituzione alla fruizione sociale dei beni confiscati alla mafia. Il nostro impegno e quello di tantissimi volontari che ci sostengono non può essere fermato dall’azione di pochi balordi».
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