Auguri per il nuovo anno da Studio Vira
Il 2025 è stato un anno ricco di sfide e opportunità, affrontate grazie alla fiducia di clienti e partner e al lavoro di una squadra in costante crescita. Il team di Studio Vira si è ampliato ulteriormente,...
Si tratta di una iniziativa promossa da Assolombarda, ALDAI e Fondirigenti, in collaborazione con Fondazione ISTUD, SDA Bocconi, LUISS Business School per sostenere il ministero dell'Interno nella sua lotta contro il crimine che inquina l'economia e opprime imprese e cittadini.
Il patrimonio sequestrato alle varie mafie dalla ANSBC consiste in 10.774 immobili e 1.636 aziende in tutta Italia per un valore di circa 11 miliardi di euro. Molte di queste aziende si sono estinte o sono a rischio estinzione sia per cattiva gestione e sia perché erano scatole vuote. A pesare anche le lungaggini del procedimento di restituzione dei beni alla collettività che tra sequestro, confisca, confisca definitiva e riallocazione può superare i dieci anni."Dei manager ben addestrati possono far sì che questo patrimonio renda" - spiega Antonio Calabrò, Consigliere incaricato per la Legalità e la Cultura d'impresa di Assolombarda. Per questo motivo nel 2012 è stato avviato un programma di formazione manageriale per utilizzare e gestire al meglio quanto sottratto alla criminalità mafiosa.
I risultati del progetto "La valorizzazione delle competenze dei Dirigenti Industriali di Milano nella gestione delle imprese sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata" sono stati presentati in un convegno tenuto a Milano, presenti il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, il direttore dell'Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati, Giuseppe Caruso, e il presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro.
I manager andranno ad affiancare l'amministrazione giudiziaria affinché venga garantita la massima valorizzazione di beni patrimoniali e aziendali ora in mano alle istituzioni pubbliche.
I manager aspettano solo di poter lavorare a fianco dei magistrati e dei curatori della procedura. I manager individuati appartengono ad una «white list» a cui l’Agenzia può attingere. Saranno loro a costituire il primo avamposto sul campo di quella schiera in crescita di manager che diventano così protagonisti della lotta alla criminalità.
Il progetto dei manager antimafia si è concentrato su 57 aziende attive, da cui ha estratto una lista di 14. Su questi i manager individuati hanno avviato un processo di monitoraggio e di revisione per riportarle allo sviluppo e ad una sana attività. Ma non si sono limitati a questo: hanno anche visitato quelle aziende che rappresentano un esempio positivo.
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