Auguri per il nuovo anno da Studio Vira
Il 2025 è stato un anno ricco di sfide e opportunità, affrontate grazie alla fiducia di clienti e partner e al lavoro di una squadra in costante crescita. Il team di Studio Vira si è ampliato ulteriormente,...
Tuttavia i prossimi congiunti sono stati ammessi nella stanza di degenza in cui il capomafia, operato al cervello lunedi' pomeriggio a Parma, e' ricoverato con l'intubazione, in gravissime condizioni. La deroga e' stata accordata rispetto al numero degli incontri mensili (il massimo sarebbe uno), su richiesta dell'avvocato Rosalba Di Gregorio, appoggiata in questo caso dai medici, che ritengono utile il contatto tra il paziente e i familiari, i figli Angelo e Francesco Paolo e la compagna, Saveria Palazzolo. La Dda di Palermo ha dato parere favorevole e il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha detto si'. Il difensore del capomafia ha allora chiesto anche la revoca totale del 41 bis, ma la richiesta non e' stata accolta, perlomeno dal punto di vista formale. Nella sostanza, pero', il principale limite (un incontro solo al mese e attraverso vetri blindati) e' caduto. Provenzano e' privo di conoscenza, in coma 4, in condizioni giudicate molto gravi. La prognosi non e' stata sciolta e secondo i sanitari, se dovesse riuscire a resistere, rischia di rimanere in stato vegetativo permanente. Lunedi' e' stato operato d'urgenza per la rimozione di un ematoma, dopo che era caduto in cella, la settimana scorsa. La Procura di Palermo ha avviato un'indagine per il presunto tentativo di suicidio del boss, risalente al maggio scorso. Martedi' i pm Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e l'aggiunto Vittorio Teresi, gli stessi che hanno Provenzano come imputato nel processo per la trattativa Stato-Mafia, hanno ascoltato come teste uno dei figli, Francesco Paolo Provenzano.
L'uomo, in un colloquio (registrato, come tutti quelli svolti dai detenuti al 41 bis) aveva sentito dire dal padre che qualcuno in prigione gli voleva male. Una frase che Provenzano jr ha attribuito, piu' che altro, a uno stato di alterazione mentale del padre, che i familiari sostengono da tempo non essere piu' in grado di intendere e di volere. I magistrati potrebbero adesso ipotizzare anche altri reati, piu' gravi, come il tentato omicidio. Ma questa ipotesi non trova conferme ne' smentite.
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