Auguri per il nuovo anno da Studio Vira
Il 2025 è stato un anno ricco di sfide e opportunità, affrontate grazie alla fiducia di clienti e partner e al lavoro di una squadra in costante crescita. Il team di Studio Vira si è ampliato ulteriormente,...
Franco Angelo Maria De Bernardi è stato arrestato questa mattina, riceveva faccendieri e intermediari d'affari addirittura nel suo ufficio romano, lì riteneva di essere al sicuro da intercettazioni, e invece i suoi movimenti sono stati seguiti dalla Procura di Palermo e dal nucleo speciale di polizia valutaria della Finanza diretto dal generale Giuseppe Bottillo.
Sono 34 le ordinanze di custodia cautelare scattate questa mattina, all'alba: 22 in carcere e 12 ai domiciliari. Sono state eseguite in tutta Italia. Secondo la ricostruzione dell'accusa, il principale mediatore del gruppo stava a Palermo, adesso è in carcere. Si tratta dell'avvocato tributarista Gianni Lapis, già condannato per essere stato uno dei principali riciclatori del tesoro di Vito Ciancimino, l'ex sindaco di Palermo vicino ai boss. Nel blitz della Finanza sono finiti anche due sottufficiali dei carabinieri in servizio a Roma, avrebbero avuto un ruolo nelle complesse operazioni finanziarie che puntavano non solo a ripulire soldi sporchi, ma a commercializzare in modo illegale oro che arrivava dal Ghana. Ai domiciliari è andato un funzionario della Regione Siciliana, Leonardo Di Giovanna, in servizio al settore Beni e servizi. L'accusa contestata, a vario titolo, è quella di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio.
Questa indagine è una delle ultime coordinate dall'ex procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, prima della partenza per l'incarico Onu in Guatemala. A condurla è stato un pool di magistrati, composto da Lia Sava (da qualche settimana procuratore aggiunto a Caltanissetta), Dario Scaletta e Daniele Paci. L'inchiesta ha scoperto che i mediatori incassavano il 5 per cento su ogni operazione di riciclaggio andata a buon fine. E' rimasto il giallo sull'origine dei soldi sporchi che dovevano essere ripuliti. All'infiltrato fu detto che una parte di quei soldi avevano "natura politica", sarebbero state tangenti versante ai politici fra il 1986 e il 1988.
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