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11/07/2013 04:54:43

Truffa all'Inps. Gli arrestati respingono le accuse e si rimpallano le mansioni

 L’indagine coordinata dal sostituto procuratore Scalabrini è sfociata nei tre provvedimenti nei confronti di Giacomo e Piernicola Abrignani, di 61 e 37 anni, padre e figlio, ex rappresentante e impiegato della Confederazione italiana agricoltori di Strasatti, e Giacomo Passalacqua, di 71 anni, commercialista, responsabile, sempre a Strasatti, delle Acli. I tre devono rispondere di truffa ai danni dell’Inps, volta all’ottenimento di illecite indennità di disoccupazione a favore di persone che soltanto sulla carta sarebbero stati assunti in un’azienda “cartiera” riferibile a Vincenzo Chirco, deceduto due anni fa. Secondo gli inquirenti la truffa sarebbe durata anni per una cifra che si aggira sui 300 mila euro.
I tre hanno risposto alle domande del Gip Vito Marcello Saladino, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, fornendo le loro versioni e sostenendo la loro estraneità ai fatti contestati. “Il mio assistito – ha detto l'avvocato Diego Tranchida, legale di Piernicola Abrignani - non faceva altro che elaborare le buste paga che gli passava il padre». Giacomo Pipitone che difende appunto Giacomo Abrignani ha detto invece che “la Cia di Strasatti si occupava solo dell'invio telematico dei fascicoli. Tutti i rapporti di lavoro e i contatti con le ditte agricole venivano gestiti dall'Acli. Il mio cliente non ha mai gestito alcun rapporto tra braccianti e ditte. Si occupava solo di trasmettere documenti già predisposti dall'Acli”. Un rimpallo di responsabilità e competenze in sostanza. L’avvocato Giuseppe Gandolfo che invece difende Giacomo Passalacqua ha invece illustrato l’impossibilità fisica e “tecnica” del suo assistito nell’adempiere certe funzioni. “Il mio cliente accoglieva i lavoratori mandati nel suo ufficio da Vincenzo Chirco che, essendo cieco, si recava lì con una persona di fiducia che lo aiutava e che stranamente non figura nell’inchiesta. Lo sportello Acli però non era fornito di computer e per questo Passalacqua passava le pratiche alla Cia di Strasatti. Passalacqua riceveva i lavoratori, ma le pratiche venivano, dunque, completate nell'ufficio Cia. L’Acli fungeva un po’ come centro impiego che però non aveva mezzi tecnologici per espletare le pratiche. Inoltre quella di Strasatti è semplicemente una postazione Acli, alla quale la sede di Trapani si appoggiava anche perché il mio cliente non poteva camminare in quanto diabetico e non poteva recarsi a Trapani”. Gandolfo ha inoltre chiesto al Gip la revoca della misura cautelare su cui dovrà esprimersi entro questa settimana.
Sul fatto è intervenuta anche la Cia Provinciale di Trapani che “nel riporre la massima fiducia sull’operato della Magistratura” ha auspicato “un rapido accertamento dei fatti, pur precisando che i soggetti coinvolti nell’ufficio di Strasatti, già da mesi non avevano alcun rapporto di collaborazione con la CIA di Trapani, avendo autonomamente intrapreso rapporti con un’altra Organizzazione. A riprova di ciò le domande dell' indennità di Disoccupazione Agricola, inviate all’INPS dall’ufficio in questione, non sono state presentate, nell’ultimo anno, dall’Associazione Ancca promossa dalla CIA”.
Ad incassare le somme, e per questo denunciati per truffa e falso per induzione, sarebbero stati invece i marsalesi Andrea Salvatore De Pasquale, di 44 anni, Francesco De Vita, di 68, Gaspare Giacalone, di 70, Ignazio Fabio Lombardo, di 29, Antonio Francesco Monaco, di 51, Pasquale Paladino, di 65, e Antonino Sciacca, di 31, nonché i petrosileni Pasquale Zichichi, di 56 anni, Matteo Zerilli, di 55, Tommaso Pipitone, di 50, Emanuele Maggiore, di 40, Marcella Barbara Giacalone, di 53, Giacomo Cosentino e Salvatore Ampola, entrambi di 49 anni.
 



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