31/03/2014 11:50:00

Il contrasto tra i vecchi e i giovani

di Leonardo Agate  -  E' polemica tra il ministro della Pubblica Istruzione Giannini e il ministro della Pubblica Amministrazione Madia, che vorrebbe mandare a casa gli anziani dipendenti pubblici per permettere ai giovani di entrare.  Dibattono entrambi di un problema che ha costituito nei secoli la differenza e il contrasto tra le vecchie e le nuove generazioni. Mentre una volta questo problema era limitata entro i confini domestici, essendo un contrasto tra diverse visioni del mondo tra padri e figli nell'immutabile sistema borghese che consentiva ai figli di trovare un posto di lavoro secondo le proprie capacità e inclinazioni, adesso il problema ha assunto una connotazione economica che prima non aveva. Non é più possibile conciliare le esigenze lavorative dei giovani con le sicurezze lavorative dei vecchi.   I due ministri affrontano in  modo diverso il problema, ed é difficile dire chi ha ragione e chi ha torto. Ma a pensarci bene alla fine un giudizio si può dare.   La società italiana sta invecchiando. La popolazione anziana aumenta e quella giovanile diminuisce. Nonostante ciò i giovani trovano enormi difficoltà a trovare la loro via al lavoro, perché gli anziani occupano quei posti cui loro vorrebbero accedere. Con la riforma Fornero, che ha fatto versare lacrime pubbliche alla madre che l'ha partorita, sono stati aumentati i limiti di età del collocamento in pensione, per rimettere in sesto le casse dell'INPS, che era al collasso con l'andazzo precedente, quando si poteva andare in pensione con quindici, sei mesi e un giorno di lavoro. L'istituto avrebbe dovuto, e deve, corrispondere la pensione fino al decesso dei pensionati giovani. La vita si é nel frattempo allungata e l'INPS spenderà molto di più di quello che ha incassato con i contributi dei lavoratori e dei datori di lavoro.   La riforma Fornero non solo ha fatto versare lacrime al ministro che l'ha proposta, ma ha fatto piangere anche gli esodati. Molti di loro, collocati a riposo, non hanno avuto nè un altro lavoro nè la pensione. Sono mancati finora un bel po' di miliardi per sistemarli, se mai lo si farà.  Eppure la soluzione é semplice, se si capisce. Il problema del disavanzo INPS é quello di erogare pensioni con il sistema retributivo. Cioè, sono andati e continuano ad andare in pensione dipendenti che hanno diritto a una pensione non  in base a quello che loro e i datori di lavoro per loro hanno versato, ma in base agli ultimi stipendi percepiti, che costituiscono un bonus rispetto ai contributi versati. Basterebbe che si stabilisse per legge che ogni pensione deve essere parametrata ai contributi versati, tenendo conto delle aspettative di vita dei lavorator,i e il bilancio dell'INPS sarebbe in pareggio. Invece, oggi rischia il default perché ci sono pensionati che, avendo versato cento, assieme al loro datore di lavoro, percepiscono pensioni che vanno oltre il versato. Basterebbe un decreto legge che, per esigenze necessarie ed urgenti - rimettesse le cose a posto. Ci vorrebbero persone capaci di vedere oltre le opportunità clientelari e la burocraticità delle decisioni. Ci sono queste menti illuminate? Boh...Lo vedremo in seguito.